Il Net Zero Industry Act, presentato dalla Commissione europea il 16 marzo 2023, punta alla promozione delle industrie “cleantech” nel territorio UE. Rappresenta quindi un passo fondamentale nel percorso dell’Unione Europea verso la decarbonizzazione e la sostenibilità.

Tra le proposte provenienti da Bruxelles nell’ottica della decarbonizzazione dell’Europa e della sua sostenibilità ambientale c’è anche il Net Zero Industry Act. Si tratta di una proposta che fa parte del più ampio Green Deal Industrial Plan, annunciato da Ursula Von der Leyen al World Economic Forum in febbraio, che mira a trasformare radicalmente l’industria europea.

Il piano intende dare un’accelerata all’Unione Europea verso gli obiettivi climatici previsti, rafforzando anche la produzione industriale europea del cleantech. In particolare di prodotti tecnologici utili per accelerare il processo di decarbonizzazione, come pannelli solari o batterie (per il loro reperimento l’UE è ancora fortemente dipendente dalle importazioni estere, soprattutto dalla Cina).

Net Zero Industry Act: come si compone?

L’obiettivo centrale del Net Zero Industry Act è ambizioso: produrre almeno il 40% del fabbisogno annuo di prodotti cleantech all’interno dell’UE entro il 2030. Questo segnerebbe un’incredibile passo avanti rispetto all’attuale situazione, dove, ad esempio, solo il 10% dei pannelli solari installati in Europa è prodotto localmente, con la maggior parte importata dalla Cina.

L’atto è anche una risposta strategica al crescente dominio cinese nel settore delle cleantech e all’Inflation Reduction Act americano. Così facendo l’Europa si concentra sul rafforzamento della produzione domestica di tecnologie chiave per la decarbonizzazione, cercando di ridurre la sua dipendenza dalle importazioni e aumentando la propria forza e competitività.

Tecnologie strategiche

Il documento identifica otto tecnologie chiave che dovrebbero rientrare in questo 40% entro il 2030. Queste soddisfano dei criteri specifici, cioè il livello di maturità tecnologica raggiunto nel settore, contributo alla decarbonizzazione, la competitività e i rischi per la sicurezza.

Le tecnologie in questione sono:

  • Solare fotovoltaico e termico;
  • Turbine eoliche on-shore e off-shore;
  • Elettrolizzatori per l’idrogeno e celle a combustibile;
  • Batterie;
  • Pompe di calore e l’energia geotermica;
  • Tecnologie di miglioramento della rete;
  • Sistemi di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica;
  • Biometano.

L’energia nucleare, limitata agli SMR (small modular reactor), e i combustibili alternativi, sebbene non considerati strategici, riceveranno comunque un supporto.

I Pilastri Net Zero Industry Act

La Commissione propone inoltre di agire su due pilastri fondamentali:

  • Semplificazione normativa: riduzione degli oneri amministrativi e processi di autorizzazione più rapidi per i progetti net-zero, con tempi massimi di 12 mesi per capacità superiori a 1 GW e 9 mesi per quelli inferiori;
  • Cattura e stoccaggio di CO2: accelerazione della cattura e stoccaggio del carbonio, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di stoccaggio annuale di 50 Mt di CO2 entro il 2030.

Il piano include anche il supporto all’adozione di criteri clean tech negli appalti pubblici e la promozione di competenze nel settore green attraverso la creazione di “Net Zero Industry Academies“. Gli Stati membri sono inoltre invitati a istituire “sandbox normativi” per lo sviluppo di tecnologie innovative in ambienti liberi e protetti.

L’implementazione del regolamento sarà coordinata dalla “Net Zero Europe Platform“, che avrà il compito di supportare gli investimenti, identificare le esigenze finanziarie e promuovere le migliori pratiche.

Verso un futuro sostenibile

Il Net Zero Industry Act rappresenta una svolta decisiva per l’Unione Europea, posizionandola all’avanguardia nella corsa globale verso un’economia più verde e sostenibile. Questo ambizioso piano non solo mira a ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di tecnologie clean tech, ma intende anche stimolare l’innovazione e la competitività nell’industria europea.

L’importanza di questo regolamento va oltre la mera produzione industriale; esso rappresenta un impegno profondo verso la transizione energetica, la sicurezza dell’approvvigionamento e la resilienza economica. Attraverso la promozione di tecnologie pulite e sostenibili, l’UE non solo affronta le sfide climatiche, ma si posiziona anche come leader mondiale nell’innovazione verde.