Il sindaco di New York, Eric Adams, ha lanciato un severo ammonimento nei confronti dei social media, definendoli una “tossina ambientale” e sottolineando i pericoli che rappresentano per la salute mentale dei giovani.

Una delle principali smart city al mondo ha emesso mercoledì 24 gennaio un avvertimento senza precedenti che compie un passo avanti nel riconoscimento delle piattaforme social come minaccia per la salute pubblica.

Social media tossina ambientale? Le parole del sindaco di New York

Eric Adams, il sindaco di New York, ha affermato con fermezza: «Non permetteremo che le Big Tech mettano in pericolo i nostri figli». Questa dichiarazione è stata rilasciata dal sindaco stesso in concomitanza di un avviso ufficiale emesso mercoledì scorso, in cui la città di New York segnala i social media come “tossina ambientale”. Il sindaco ha esortato genitori e autorità ad agire con determinazione per proteggere i giovani dai danni causati dalle Big Tech.

Adams ha sottolineato inoltre l’urgente necessità di proteggere gli studenti dai pericoli online, compresi quelli derivanti dai social media. Piattaforme come TikTok, YouTube e Facebook sono accusate di alimentare una crisi in materia di salute mentale attraverso funzionalità pericolose e coinvolgenti.
Il monito di Adams è contro il rischio che la grande tecnologia monetizzi la privacy dei giovani, mettendo così a repentaglio la loro salute mentale: «Dobbiamo proteggere i nostri studenti dai danni online, compresi i crescenti pericoli presentati dai social media. Aziende come TikTok, YouTube, Facebook stanno alimentando una crisi di salute mentale progettando la loro piattaforma con funzionalità pericolose e avvincenti. Non possiamo restare a guardare e lasciare che la grande tecnologia monetizzi la privacy dei nostri figli e metta a repentaglio la loro salute mentale».

Social media come tossina ambientale: cosa comportano le dichiarazioni della città di New York

L’avviso emesso dalla città, che dichiara i social media un pericolo di crisi per la salute pubblica, è un precedente significativo: chiede ai genitori di ritardare l’accesso dei bambini a smartphone e social media fino all’età di almeno 14 anni.

Gli operatori sanitari sono altresì invitati a sostenere questa iniziativa, mentre i politici sono esortati ad ampliare proposte legislative per proteggere i giovani da quelle che vengono definitepratiche predatorie delle società di social media.

Il sindaco Adams, che già lo scorso ottobre aveva lanciato un servizio di comunicazione diretta coi propri cittadini attraverso WhatsApp,  social del gruppo Meta, mette dunque in guardia contro l’abuso delle piattaforme online da parte di chi non ha ancora la maturità per discernere, rischiando così non solo la dipendenza ma anche isolamento sociale, bassa autostima e ansia.

Social media sotto accusa

Queste accuse ai social media non sono un fenomeno isolato. A livello globale, sono sempre più numerosi coloro che puntano il dito contro tali piattaforme, colpevoli di danneggiare la salute mentale degli utenti.

Recentemente oltre 40 stati americani hanno accusato Meta di causare dipendenze tra gli adolescenti. Le rivelazioni di un’ex dipendente, Frances Haugens, hanno indicato che la società di Mark Zuckerberg era consapevole dei danni inflitti ai giovani, inficiando di fatto le misure proposte da Instagram e Facebook per tutelarli.

Le parole del sindaco di New York trovano riscontro in studi scientifici come quello citato dal Professore di Sociologia dell’Università Bicocca e direttore del Centro Benessere Digitale, Marco Gui, che riporta una ricerca di Nature Communication a conferma del fatto che i social media causano problemi psicologici e scolastici, in particolare tra le ragazze tra gli 11 e i 13 anni.