Dai vertiginosi ponti ciclabili sospesi nel vuoto alle sopraelevate ridossate alla roccia, dai tracciati immersi nella foresta rigogliosa a quelli al sole tra le dune della spiaggia, un’estesa rete di percorsi, super organizzati e per tutti i livelli di difficoltà, consente di scoprire l’intero Paese by bike. Dalla Pou Herenga Tai alla Timber Trail, vi raccontiamo alcuni dei più suggestivi da percorrere almeno una volta nella vita.

Quando al faro di East Cape, nell’estremità orientale della Nuova Zelanda, come una palla di fuoco il sole spunta dal mare, si può essere certi di una cosa: si è i primi ad assistere all’alba di un nuovo giorno. Non di tutta l’Isola del Nord, e neppure dell’intero Paese: i primi in tutto il mondo.

Faro di East Cape
Il faro di East Cape in Nuova Zelanda

Noto ai Maori come Te Araroa, questa terra ancestrale di molte iwi (tribù), dove miti e riti sacri s’intrecciano con le storie di whakapapa (genealogia) degli antenati e del paesaggio, è solo una delle innumerevoli meraviglie che si possono incontrare percorrendo le Ngā Haerenga (“I viaggi”).

Si tratta di una articolata rete di tracciati ciclabili. I Great Rides rappresentano i 23 principali per un totale di oltre 2.800 km di piste, per lo più fuoristrada, da fare in bicicletta. A questi si aggiungono anche 20 Heartland Rides, ossia strade panoramiche e backcountry, che collegano ogni angolo del Paese alla grande ragnatela di percorsi sostenibili.

Roys Peak
Il sentiero ciclabile sul crinale di Roys Peak

Così, attraverso una natura incontaminata, cieli aperti e panorami a perdita d’occhio, i sentieri consentono di visitare praticamente tutta la Nuova Zelanda da nord a sud e da est a ovest, dalle spiagge dorate di Tauranga alla vetta innevata del Monte Cook, nelle Alpi dell’Isola del Sud, tra rotte del vino, tradizioni millenarie, angoli segreti e scoperte inaspettate.

Di difficoltà dal principiante all’avanzato, i Great Rides sono tutti molto ben organizzati e spiegati nel dettaglio nei siti dedicati, frequentemente aggiornati.

Pedana ciclabile
Una pedana ciclabile nel cuore della foresta, lungo la Old Ghost Road | Photo Credit: Sven Martin

Le Bikepacking route

Numerose tratte dell’Ngā Haerenga rappresentano delle “Bikepacking route“, ossia percorsi appositamente progettati per un cicloturismo che combina il mountain biking con il campeggio minimalista. Le rotte sono studiate per portare i ciclisti in contesti naturali di notevole bellezza ma più faticosi da raggiungere, seguendo percorsi spesso fuori strada o su sentieri sterrati, e tenendo conto delle necessità dei bikepacker, che portano con sé tutto il necessario per pernottare all’aperto, preparare i pasti e affrontare condizioni meteorologiche e di terreno variabili.

Bykepacking in nuova Zelanda
Bikepacking in Nuova Zelanda | Photo Credit: Phil Rossiter

Il maggior accesso ai luoghi selvaggi da parte dei visitatori ha stimolato lo sviluppo di progetti di conservazione e cura del territorio, come la rigenerazione delle zone umide e il reimpianto nativo.

Coast to coast lungo le Motu Trails

Lascandosi alle spalle il faro dell’alba, si pedala lungo la costa sulla Motu Road per 168 km sterrati, ghiaiosi e talvolta impervi. Questo cammino fa parte del Motu Trails, un insieme di tre tratte ciclabili a diversa difficoltà di pedalata, che dalla costa si spinge fin nell’entroterra dell’Isola del Nord. Superata la distanza, il percorso prosegue tra le dune di sabbia, sulle passerelle ciclabili della Dunes Trail.

Dunes Trail
Una passerella ciclabile del Dunes Trail | Photo Credit: Neil Hutton

Dieci chilometri in compagnia del mare, fino al ponte sospeso nella Riserva del Parco Memoriale di Ōpōtiki, nella baia dell’Abbondanza, e si imbocca il Pakihi Track. L’itinerario avventuroso si inoltra nell’entroterra, immerso in una natura selvaggia di foreste di podocarpi secolari, seguendo l’omonimo fiume fino al punto di arrivo nel villaggio di Matawai.

Pakihi Track
Il Pakihi Track del Motu Trails | Photo Credit: StudioZag

Da lì, volendo proseguire, la strada continua tra le fattorie sulla Rere Falls Trail, incontrando le cascate di Rere Rockslide e Rere Falls e gli straordinari alberi esotici e autoctoni dell’arboreto di Eastwoodhill. Alla fine ci si ritrova ancora affacciati sull’Oceano Pacifico meridionale, sul luminoso litorale di Gisborne, ma esattamente dalla parte opposta.

La pista funambolica: l’Old Ghost Road

Nella parte nord-occidentale dell’Isola del Sud, l’Old Ghost Road è un sentiero ciclabile di 85 km che unisce avventura storica e bellezza naturale. Il tracciato inizia nell’entroterra dalla Riserva Storica di Lyell, vecchia cittadina mineraria sulla Gola di Buller, e termina a pochi chilometri dalla costa, nella piccola cittadina di Seddonville.

Nuova Zelanda in bici
Un sentiero tra le rocce dell’Old Ghost Road | Photo Credit: HagePhoto

Adatto ai più esperti ed allenati, il trail si arrampica attraverso spettacolari guadi rocciosi, offrendo viste sempre più impressionanti man mano che si salgono i 1280 metri sul livello del mare del Monte Montgomery, per poi calarsi nella foresta alpina giù giù fino al misterioso Ghost Lake. Prosegue poi tra rocce, curve strette e terreni scivolosi verso i panorami esclusivi dello Skyline Ridge.

L'Old Ghost Road
L’Old Ghost Road presenta tratti molto impervi, adatti ai cicloturisti più esperti | Photo Credit: Richard Rossiter

Il meglio, però, deve ancora venire: arrivato nella valle di Boneyard, il sentiero taglia a zig-zag un campo aperto di rocce schiacciate e sparse da forze sismiche, con una pedalata al bordo del crinale.
Poi ancora in discesa verso il fiume Mohikinui, dopo aver incrociato un’imponente gola, attraversato gli inquietanti ponticelli Suicide Slips, superato qualche miniera d’oro abbandonata, arriva a destinazione nella tranquilla Seddonville, dove gli avventurosi ciclisti possono riprendersi dalle tante emozioni.

Old Ghost Road
L’attraversamento di uno dei ponticelli sulle gole dell’Old Ghost Road | Photo Credit: Jonathan Kennett

Il sentiero dei ponti sospesi: Timber Trail

Da Piropiro al paese di Ongarue, Il Timber Trail è un percorso di 85 km realmente suggestivo. Lungo il suo tracciato attraversa piantagioni e foreste native con felci giganti e rami grondanti di muschio, sorvolando l’incantevole panorama circostante con ben 35 ponti. Tra questi il più spettacolare è sicuramente il Maramataha: con i suoi 141 metri di estensione sospesi a 53 metri di altezza, è uno dei ponti sospesi più lunghi e alti della Nuova Zelanda. Oscillando nel vuoto, consente di ammirare i whio (anatra blu), uno degli uccelli più rari del Paese, che abita le cascate sottostanti.

Ulteriore, impedibile meraviglia è l’ Ongarue Spiral. Si tratta del tunnel spettrale della vecchia tramvia e ad oggi rappresenta l’unica ferrovia a spirale percorribile in bici al mondo.

Maramataha Bridge
Il ponte ciclabile sospeso Maramataha

Nei tunnel dell’Otago Central Rail Trail

Inaugurata nel 2000, l’Otago Central Rail Trail è stato il primo grande percorso cicloturistico fuoristrada della Nuova Zelanda. La strada green segue il sedimento di un’antica ferrovia in disuso e attraversa una serie di città fuori mano, rivitalizzando un angolo tranquillo dell’Isola del Sud.

Il viaggio inizia nell’incantevole paesino storico di Clyde, testimone alla fine del 1800 della corsa all’oro, ricavato dalle colline di cisto che lo circondano. Prosegue poi attraverso vallate verdi e panorami unici fino alla Poolburn Gorge, nota per i suoi impressionanti viadotti e i tunnel scavati nella roccia, testimonianze dell’ingegneria ferroviaria dell’epoca, che collegava le remote comunità meridionali col resto del Paese.

Nuova Zelanda in bici
Un ex ponte ferroviario lungo l’Otago Central Rail Trail

Il sentiero conduce poi attraverso Lauder e Omakau, piccole località dove si può sperimentare l’ospitalità neozelandese, prima di arrivare alla Maniototo Plain, un’ampia distesa tra cielo e terra.

L’ultima tappa dei 152 km del trail è il gioiello storico di Middlemarch. La cittadina merita senz’altro una visita, insieme a una perlustrazione del vicino Te Papanui Conservation Park, un parco di 21.000 ettari di praterie tussock, dove  è possibile fare varie attività, incluso lo sci di fondo.

Più che un viaggio, un’emozione unica.