Un veicolo robot che si parcheggia da solo e può risolvere i problemi di traffico nei grandi centri urbani: ecco Niulinx, la soluzione tecnologica in arrivo in Italia.
Sta per nascere un nuovo servizio in Italia: il robo-sharing. Si tratta di un car sharing avanzato tecnologicamente e funziona in modo semplice: attraverso un’app si prenota l’auto, questa arriva in autonomia senza nessuno al volante, come i moderni robotaxi, “raccoglie” il cliente, lo porta a destinazione e poi si parcheggia da sola o si posiziona vicino alle colonnine per la ricarica elettrica.
Sembra un sistema da film di fantascienza e invece potrebbe essere la realtà nel prossimo futuro nelle grandi città italiane grazie a Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano. Ma come funziona nel dettaglio? E quando potrebbe essere attivato concretamente questo servizio?
Scopriamolo insieme.
Niulinx, i dettagli del progetto di robo-sharing
Niulinx ha già raccolto 38 milioni di euro in un round di finanziamento record per il settore in Italia. Tra i principali investitori figurano A2A e CDP Venture Capital. Le risorse serviranno a rafforzare la struttura aziendale, ampliare la flotta di veicoli e sostenere lo sviluppo tecnologico. Una parte rilevante sarà destinata alla gestione dei dati, elemento cruciale per migliorare costantemente le prestazioni del software, oltre che ai costi elevati legati ai test e alle certificazioni.
A proposito di certificazioni, la sfida principale per Niulinx è proprio questa: ottenere l’omologazione in Europa per la guida autonoma. Il traguardo è fissato per il 2028 e il lancio commerciale per l’anno successivo. Attualmente, infatti, il Codice della Strada italiano non consente la circolazione di veicoli completamente autonomi, a differenza di quanto già avviene in altri Paesi europei.
Per superare questo limite, sono necessari due interventi. Da un lato, una certificazione tecnica a livello europeo che attesti la sicurezza dei veicoli. Dall’altro, un aggiornamento normativo nazionale che permetta alle autorità di riconoscere e gestire correttamente queste nuove modalità di trasporto. Entrambi i percorsi risultano già avviati.
Inoltre, un elemento chiave del sistema è il controllo da remoto. In caso di incertezza, il veicolo è programmato per fermarsi in sicurezza e richiedere l’intervento di un operatore umano, che può gestire la situazione tramite telecamere e comandi remoti. Questo tipo di intervento è raro e consente a un singolo supervisore di monitorare decine di veicoli contemporaneamente. Questa soluzione rappresenta un compromesso tecnologico efficace: permette di ottenere più rapidamente le autorizzazioni (livello 4 di autonomia, con limiti di velocità) senza dover attendere il perfezionamento completo degli algoritmi.
La fetta di mercato che la società italiana vuole prendersi
Il settore della guida autonoma è in forte crescita: oggi vale circa 50 miliardi di dollari a livello globale, ma le stime indicano un possibile incremento fino a 300 miliardi entro il 2035. La competizione è dominata da grandi player internazionali come Waymo e Tesla negli Stati Uniti, e da gruppi cinesi come Baidu con il progetto Apollo Go.
In questo scenario, Niulinx punta a ritagliarsi uno spazio portando una tecnologia europea, con un approccio basato sulla fornitura di soluzioni a enti pubblici e aziende, piuttosto che sulla gestione diretta del servizio.
Quali sono i prossimi sviluppi?
Il robo-sharing non è ancora realtà, ma i primi passi concreti sono imminenti. Entro l’estate, i veicoli sperimentali inizieranno a circolare su strade urbane italiane ed europee, con sensori visibili e la presenza obbligatoria di un conducente di sicurezza pronto a intervenire.
Le sperimentazioni, già avviate in città come Brescia, proseguiranno in nuovi contesti urbani, ciascuno con caratteristiche specifiche utili ad addestrare i sistemi di guida autonoma. L’obiettivo è raccogliere dati in ambienti complessi e diversificati, fondamentali per rendere la tecnologia affidabile e pronta per l’adozione su larga scala.
In definitiva, il robo-sharing si propone come una delle innovazioni più promettenti nel campo della mobilità, con l’Italia che tenta di ritagliarsi un ruolo da protagonista in un settore destinato a trasformare profondamente il modo di spostarsi nelle città europee.
Fonte foto: niulinx.ai








