Ecco la nuova generazione della Dacia Spring, la piccola elettrica che in cinque anni ha superato quota 210.000 unità vendute. Il modello cambia base tecnica, cresce nelle dimensioni e punta a restare una delle proposte più concrete tra le citycar a zero emissioni.
La Dacia Spring entra in una nuova fase della sua storia. Dopo il debutto del 2021 e oltre 210.000 esemplari venduti, la citycar elettrica del marchio rumeno si rinnova profondamente, senza abbandonare quella formula semplice e razionale che ne ha favorito il successo.
Negli ultimi anni il mercato delle elettriche compatte è cambiato molto. Sono arrivati nuovi modelli, la concorrenza si è fatta più ampia e i costruttori cinesi hanno iniziato a giocare un ruolo sempre più importante anche in Europa. In questo scenario, le piccole auto a batteria sono diventate una delle soluzioni più interessanti per chi cerca un mezzo urbano dai costi contenuti, facile da usare e con consumi ridotti.
La Spring ha anticipato questa tendenza, proponendosi come una delle elettriche più accessibili del mercato. Dimensioni compatte, batteria da poco più di 27 kWh e autonomia adatta soprattutto alla città hanno permesso al modello di ritagliarsi uno spazio importante prima dell’arrivo di rivali come Hyundai Inster, Leapmotor T03 e la nuova Renault Twingo.
Ora Dacia rilancia con un progetto completamente nuovo, sviluppato sulla piattaforma RGEV Small del Gruppo Renault, la stessa architettura pensata per le piccole elettriche urbane e condivisa proprio con la nuova Twingo. L’obiettivo è mantenere la stessa filosofia di base, ma offrire più spazio, più tecnologia e prestazioni migliori.
Design: nuova base, identità Dacia Spring confermata
La prima Spring nasceva su una piattaforma derivata dalla Renault K-ZE. La nuova generazione cambia invece completamente impostazione e sfrutta la più moderna architettura RGEV Small, sviluppata per modelli elettrici di dimensioni contenute e vocazione cittadina.
Il legame tecnico con la nuova Renault Twingo è evidente, ma Dacia ha lavorato per dare alla Spring una personalità autonoma. Le forme diventano più robuste, le superfici più marcate e il linguaggio stilistico si avvicina a quello già visto sugli ultimi modelli del marchio.
Anche le dimensioni crescono. La nuova Spring misura 3,85 metri in lunghezza, 1,74 metri in larghezza e poco più di 1,50 metri in altezza. Rispetto alla precedente generazione, guadagna circa 15 centimetri in lunghezza e quasi 20 centimetri in larghezza, con effetti positivi soprattutto sull’abitabilità.
Tra gli elementi più riconoscibili c’è la nuova firma luminosa. I gruppi ottici sfruttano una superficie riflettente inclinata a 45 gradi rispetto al LED, una soluzione pensata per amplificare l’effetto visivo della luce generata dal singolo elemento luminoso. Davanti e dietro compare inoltre una fascia in nero lucido che integra il logo Dacia e rafforza il family feeling con il resto della gamma.
Nella vista posteriore, alcuni tratti richiamano la Twingo, in particolare nel disegno della coda, del lunotto e dei finestrini posteriori. I cerchi, disponibili da 15 o 16 pollici, restano invece più vicini allo stile pratico e robusto tipico di Dacia.
Interni: più spazio, display e praticità
L’abitacolo conferma l’approccio funzionale del marchio, ma con un’impostazione più moderna rispetto al passato. La plancia ha uno sviluppo alto e orizzontale, con linee semplici e ben definite, mentre la dotazione tecnologica si allinea agli standard più recenti della gamma Dacia.
Davanti al guidatore trova posto un quadro strumenti digitale da 7 pollici, affiancato dal display centrale dell’infotainment da 10,1 pollici nelle versioni più complete. Il risultato è un ambiente più attuale, senza perdere quella semplicità d’uso che resta uno dei punti centrali del progetto.
La crescita delle dimensioni esterne si riflette anche sullo spazio a bordo. I quasi 20 centimetri in più in larghezza aiutano a migliorare la vivibilità, mentre l’abitacolo offre numerosi vani portaoggetti e superfici d’appoggio. Nel complesso, Dacia dichiara 20 litri aggiuntivi destinati allo stivaggio di piccoli oggetti.
Molto interessante anche il bagagliaio, che raggiunge una capacità di 337 litri, un valore elevato per una citycar elettrica di segmento A. Abbattendo i sedili posteriori, il volume sale fino a 1.280 litri. L’unico compromesso riguarda i finestrini posteriori, che su questa nuova generazione adottano l’apertura a compasso.
Motore, batteria e autonomia della nuova Spring
La nuova Dacia Spring non è un semplice aggiornamento del modello precedente. La base tecnica cambia in modo sostanziale grazie alla piattaforma RGEV Small, condivisa con la futura Renault Twingo elettrica, e anche la meccanica viene rivista in maniera importante.
Il motore anteriore passa dai poco più di 40 CV della generazione uscente a 80 CV, con 175 Nm di coppia. Il salto prestazionale è netto e permette alla piccola elettrica di coprire lo 0-100 km/h in 12 secondi, con una velocità massima di 130 km/h.
La batteria cresce solo leggermente, da 27,3 a 27,5 kWh, ma adotta una struttura a 90 celle con chimica litio-ferro-fosfato. L’efficienza del nuovo powertrain consente di dichiarare circa 250 km di autonomia nel ciclo misto WLTP e oltre 300 km nell’uso urbano.
Dacia indica un consumo medio di 12,7 kWh/100 km, un dato interessante soprattutto per chi utilizza l’auto in città o nei tragitti quotidiani. Sarà però necessario attendere le prove su strada per capire quanto questi valori si avvicineranno all’utilizzo reale.
Ricarica e tecnologia V2L
La nuova Spring offre diverse possibilità di ricarica elettrica, sia in corrente alternata sia in corrente continua. Di serie il caricatore accetta fino a 6,6 kW in AC. Con una normale presa domestica, il passaggio dal 15 all’80% richiede circa 9 ore, una soluzione pensata soprattutto per la ricarica notturna.
Con una presa potenziata il tempo scende a 5 ore e 40 minuti, mentre collegandosi a una wallbox da 7 kW bastano circa 2 ore e 55 minuti per riportare la batteria dal 15 all’80%.
Chi sceglie l’opzione di ricarica rapida può contare su una potenza in AC fino a 11 kW e sulla ricarica in corrente continua fino a 50 kW. In questo caso, usando una wallbox trifase da 11 kW o una colonnina da 22 kW, il 15-80% richiede circa 1 ora e 55 minuti. Con la ricarica DC da 50 kW, invece, lo stesso intervallo viene coperto in 28 minuti.
Torna anche la funzione V2L, Vehicle-to-Load, già vista sulla precedente generazione. Questa tecnologia permette di usare la batteria dell’auto per alimentare dispositivi esterni a 220 V, trasformando la Spring in una piccola fonte di energia mobile utile per ricaricare apparecchi elettrici o alimentare strumenti fuori casa.
Allestimenti e dotazioni
La gamma della nuova Dacia Spring resta semplice e punta su due versioni: Expression e Journey. Entrambe condividono la stessa base tecnica, con motore da 80 CV, batteria LFP da 27,5 kWh e caricatore AC da 6,6 kW.
L’allestimento Expression rappresenta la porta d’ingresso alla gamma e include cerchi Flexwheel da 15 pollici, climatizzatore manuale, sensori di parcheggio posteriori, freno di stazionamento elettrico, fari automatici, sistema Media Control e sedile del guidatore regolabile.
La versione Journey aggiunge una dotazione più ricca, con cerchi da 16 pollici, accesso senza chiave, retrocamera, rivestimenti in TEP e tessuto e sistema Media Nav Live con schermo da 10,1 pollici, navigatore e servizi connessi.
La Dacia Spring parte da 17.900 euro nell’allestimento Expression, mentre la versione Journey sale a 19.500 euro Per confrontare il costo effettivo con quello delle rivali sarà poi necessario aggiungere alle rate o al prezzo d’acquisto le normali spese di gestione, compresa l’assicurazione auto.
Fonte foto: Sito Ufficiale Dacia








