Nuove regole europee sull’auto in arrivo: il 2026 segna una svolta per emissioni, sicurezza e controlli.
Il nuovo anno coincide con l’entrata in vigore di nuove leggi europee sull’auto. Dopo il ripensamento sullo stop alle auto a benzina e diesel e il rafforzamento degli investimenti sulle mini car elettriche prodotte in Europa, Bruxelles accelera su un altro fronte: quello delle regole.
I nuovi vincoli non riguardano solo le emissioni dei motori, ma anche freni e pneumatici, mentre i controlli sulle centraline diventano sempre più stringenti, rendendo di fatto impossibile qualsiasi intervento di tuning auto anche dopo l’acquisto. A tutto questo si aggiunge un ulteriore ampliamento del ruolo degli ADAS, con un’elettronica di bordo sempre più presente nella guida quotidiana.
Un processo destinato a proseguire fino al 2035 e che solleva interrogativi sui costi per costruttori e consumatori, oltre che sul futuro dell’auto così come l’abbiamo conosciuta finora.
Auto, nuove regole dall’Europa nel 2026: cosa cambia davvero
Le norme in arrivo non sono interventi isolati, ma parte di una strategia di lungo periodo che punta a ridurre le emissioni, migliorare la sicurezza stradale e aumentare i controlli sui veicoli durante tutto il loro ciclo di vita. Un percorso che comporta costi crescenti per i costruttori e che rischia di riflettersi in modo significativo anche sui prezzi delle auto. Vediamo le principali novità.
Da gennaio solo Euro 6e-bis per tutte le auto immatricolate
Dal 1° gennaio 2026 tutte le nuove immatricolazioni nell’UE devono rispettare la normativa Euro 6e-bis. Una regola che era già entrata in vigore per i modelli di nuova omologazione, ma che ora si estende a tutte le auto vendute. Il cambiamento principale riguarda il metodo di misurazione delle emissioni, in particolare per le ibride plug-in, che in passato mostravano valori reali molto diversi da quelli dichiarati. Questo aspetto ha effetti concreti anche sulla fiscalità delle auto aziendali, visto che il regime dei fringe benefit continua a favorire i modelli sotto una certa soglia di emissioni.
L’Euro 7 e le nuove soglie sulle emissioni, anche di freni e gomme
La normativa Euro 7 rappresenta uno dei passaggi più delicati. Per i modelli di nuova omologazione scatterà il 29 novembre 2026. Per tutte le nuove immatricolazioni la data di riferimento sarà il 29 novembre 2027. I limiti diventano più severi per monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato e idrocarburi. Ma la vera novità è l’estensione dei controlli a emissioni finora poco considerate.
Per la prima volta vengono fissati valori limite anche per il particolato generato dall’usura dei freni e per l’abrasione degli pneumatici, inclusi quelli invernali e speciali. Si tratta di parametri che coinvolgono anche tutti i tipi di auto elettriche, che non hanno emissioni allo scarico ma non possono più essere considerate del tutto a emissioni zero.
Monitoraggi più lunghi e stop alle manomissioni
Il rispetto dei limiti di emissione non viene più verificato per 100 mila chilometri o cinque anni, ma per 200 mila chilometri o dieci anni. Ci sarà un sistema di monitoraggio di bordo in grado di registrare le emissioni reali e segnalare eventuali anomalie. Le vetture devono inoltre essere progettate per ridurre al minimo le possibilità di manomissione di motore, centraline, sistemi antinquinamento e batterie. Ogni veicolo sarà inoltre accompagnato da un passaporto ambientale con dati su consumi, emissioni, autonomia e durata della batteria.
Batterie più tutelate e obblighi di riciclo
Per la prima volta vengono introdotti requisiti precisi sulla durata delle batterie per auto elettriche e ibride plug-in. Gli accumulatori dovranno mantenere una percentuale minima della capacità originale per periodi che arrivano fino a otto anni o 160 mila chilometri. Dal 2027 entrerà in vigore anche un passaporto specifico per le batterie. Mentre negli anni successivi aumenteranno gli obblighi di recupero e riciclo di materiali come cobalto, nichel e litio. Dal 2036, inoltre, le batterie prodotte in Europa dovranno contenere una quota minima di materiali riciclati.
Adas, rumore e connettività: le altre novità del 2026
Con l’applicazione completa della normativa Gsr II, dal 7 gennaio non sono più ammesse deroghe per l’omologazione dei nuovi veicoli privi di tutti i sistemi di assistenza obbligatori. Da luglio, inoltre, vengono rafforzati i dispositivi di monitoraggio della distrazione del conducente. Non si baseranno più solo sul comportamento del veicolo ma anche su telecamere e sensori in grado di analizzare i movimenti degli occhi.
Nello stesso periodo entra in vigore la fase finale delle norme sull’inquinamento acustico, con limiti più bassi anche per le auto sportive. Cambiano infine le regole su eCall, che dovrà funzionare solo su reti 4G o 5G, e sulla cybersecurity, con obblighi più stringenti sulla gestione e la protezione dei dati raccolti dalle auto connesse.








