Con l’approvazione del Senato, avvenuta il 20 novembre 2024, il nuovo Codice della Strada è diventato legge. Quando entra in vigore a tutti gli effetti? Vediamo quali sono le prossime tappe e riepiloghiamo le principali novità introdotte.
La riforma al Codice della Strada, voluta dall’attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini con l’obiettivo di incrementare la sicurezza stradale in Italia, ha seguito un lungo iter, caratterizzato da discussioni tra le parti coinvolte e dalla presentazione di emendamenti.
Il percorso della legge è culminato quindi nell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri e, a seguire, nel via libera definitivo dei due rami del Parlamento, prima la Camera dei Deputati e poi, come detto, il Senato.
Quando entra in vigore il nuovo CdS?
Secondo l’ordinamento italiano, come tutte le leggi ordinarie dello Stato, anche il Codice della Strada deve essere promulgato dal Presidente della Repubblica. Questo passaggio, in base alla Costituzione, avviene entro un mese dall’approvazione, ma si prevedono tempi più brevi.
Dopo la firma di Mattarella, la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Segue un periodo di 15 giorni, denominato vacatio legis, al termine del quale sarà effettivamente in vigore. Salvo imprevisti, il Codice sarà obbligatorio per tutti entro la fine del 2024.
Da tener presente che l’operatività del nuovo CdS sarà graduale. Questo vale soprattutto per le norme che richiedono i decreti attuativi necessari a stabilire le concrete modalità di applicazione della legge. Ad esempio, è il caso delle regole per i monopattini elettrici. Di consuetudine, l’emanazione di questi decreti richiede almeno 6 mesi dall’approvazione.
Le norme introdotte nel Codice della Strada 2024 non hanno valore retroattivo, cioè non si applicano a tutto ciò che è avvenuto fino al momento dell’entrata in vigore.
Le principali novità del Codice della Strada 2024
La riforma è divisa in due parti. La prima contiene le modifiche al Codice della Strada, varato per la prima volta nel 1992. La seconda introduce una legge delega che attribuisce al Governo la revisione delle norme su motorizzazione e circolazione stradale, specialmente su alcune materie tecniche soggette a frequenti aggiornamenti.
Tra le principali misure per la sicurezza stradale, l’innalzamento di sanzioni, pene e periodi di sospensione della patente per chi guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e con il cellulare al volante. In particolare, per i recidivi all’etilometro scatta l’obbligo di alcolock. Si tratta di un dispositivo che impedisce all’auto di avviarsi se il tasso alcolemico del conducente supera lo zero.
Per quanto riguarda l’eccesso di velocità, le sanzioni aumenteranno. Tuttavia, in parallelo, sarà regolamentato l’utilizzo dei dispositivi dispositivi di rilevamento elettronico della velocità (autovelox) per contrastare l’installazione di autovelox illegali, come ad esempio quelli non omologati, a salvaguardia delle tasche dei contribuenti.
Interventi anche per la guida dei neopatentati. Introdotto il tasso alcolemico zero ed esteso da 1 a 3 anni il divieto di guida di veicoli ad alte prestazioni. confermato il divieto di superare i 100 chilometri orari in autostrada e i 90 sulle strade principali extraurbane nei primi tre anni di guida.
Le regole per la micromobilità
Il nuovo Codice della Strada interviene anche a regolamentare il settore della micromobilità elettrica e della sharing mobility, in particolare l’uso dei monopattini. Essi dovranno essere dotati di un contrassegno identificativo e di assicurazione per la responsabilità civile. Quelli in condivisione saranno vietati in aree extraurbane, mentre il casco sarà obbligatorio per tutti. Inoltre, il parcheggio sarà consentito esclusivamente nelle zone specificamente individuate dai comuni e non potranno circolare su piste ciclabili e nelle aree pedonali.
A proposito delle piste ciclabili, il nuovo Codice della Strada vuole privilegiare le piste propriamente dette rispetto alle semplici corsie ciclabili (bike lanes) che negli ultimi tempi sono proliferate nelle città. Le condizioni per la realizzazione di tali corsie e la relativa segnaletica saranno stabilite con successivo e specifico decreto ministeriale.
Hoverboard e monoruota (segway e monowheel) potranno circolare solo nelle aree pedonali a 6 km/h. Le bici elettriche (e-bike) non potranno superare i 250 watt di potenza e i 25 km/h, pena l’equiparazione ai ciclomotori. Infine, per la tutela dei ciclisti, chi guida un veicolo a motore dovrà mantenere, in caso in caso di sorpasso, una distanza di sicurezza laterale non inferiore a 1,5 metri, laddove le condizioni lo consentano.





