La decisione è arrivata: nuovo stop a Schengen dell’Italia nei confronti della Spagna. Si prolungano di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con il paese iberico, motivando la decisione con le criticità ancora presenti a Ceuta. Madrid replica estendendo a sua volta le verifiche sui passeggeri provenienti dall’Italia.
Prosegue lo stop parziale a Schengen tra Italia e Spagna. Dopo la proroga di 15 giorni decisa a metà settembre, il governo italiano ha deciso di allungare per lo stesso periodo di tempo i controlli alle frontiere aeree e marittime con Madrid, misura introdotta due mesi fa dopo la crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta.
Secondo il Viminale, nell’area restano elementi di criticità tali da giustificare il mantenimento del provvedimento. La decisione è stata presa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo il confronto con il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunito nelle ultime ore.
Per il governo italiano, il quadro non sarebbe cambiato in modo sufficiente rispetto alle settimane precedenti. Resterebbero quindi i rischi che avevano portato Roma a sospendere temporaneamente la piena applicazione dell’accordo di Schengen sui collegamenti con la Spagna. La misura è stata comunicata alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Paesi dell’Unione europea.
Italia-Spagna, perché proseguono lo stop a Schengen e i controlli alle frontiere
La proroga italiana nasce dal permanere delle tensioni legate a Ceuta, dove l’ondata migratoria di fine luglio aveva spinto l’Italia a introdurre controlli aggiuntivi sui collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. L’obiettivo dichiarato dal Viminale è prevenire possibili ripercussioni sulla sicurezza delle frontiere italiane.
La decisione arriva alla vigilia del Consiglio Gai, il vertice europeo che riunisce i ministri della Giustizia e dell’Interno. In quella sede, secondo quanto anticipato da Piantedosi, la Commissione europea presenterà un piano d’azione dedicato alla prevenzione e al contrasto degli arrivi improvvisi e massicci di migranti irregolari.
Il piano dovrebbe puntare su più fronti: rafforzamento della cooperazione tra Stati membri, consolidamento delle frontiere esterne dell’Unione europea, contrasto alle reti del traffico di migranti e potenziamento dei rimpatri.
Sul piano nazionale, il ministro dell’Interno ha inoltre ribadito l’intenzione di accelerare sulla rete dei Centri di permanenza per i rimpatri. Il governo lavora all’attivazione di altri 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio, mentre sono state avviate le procedure per nuovi centri in diverse regioni: uno in Campania, Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna, più due in Trentino-Alto Adige.
Piantedosi ha ricordato anche i dati sui rimpatri: nell’anno in corso sarebbero già oltre 6.500 tra rimpatri forzati e volontari assistiti, con una tendenza in aumento. Per rafforzare le attività di controllo delle frontiere e contrasto all’immigrazione irregolare, è stata inoltre prevista l’assunzione straordinaria di 500 operatori di polizia.
Madrid proroga i controlli sui viaggiatori dall’Italia
Alla decisione italiana ha fatto seguito la risposta della Spagna. Il governo di Madrid ha deciso di prorogare per altri 15 giorni i controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia, applicando il principio di reciprocità.
La conferma è arrivata da fonti del ministero dell’Interno spagnolo, che comunicherà ufficialmente la decisione a Roma. I controlli spagnoli erano stati introdotti per la prima volta l’8 agosto, proprio in risposta al provvedimento adottato dall’Italia dopo la crisi di Ceuta, e sono stati già prorogati più volte.
Le verifiche riguardano i collegamenti aerei e marittimi e interessano i passeggeri di Paesi terzi provenienti dall’Italia. La nuova estensione mantiene quindi aperta una fase di frizione diplomatica tra Roma e Madrid, in attesa di capire se il confronto europeo potrà portare a una gestione più coordinata delle frontiere e dei flussi migratori.
Per chi si trova a dover gestire questi controlli aggiuntivi, un modo per contenere i tempi di attesa in aeroporto è affidarsi al servizio Fast Track, pensato proprio per velocizzare i controlli di sicurezza in aeroporto e passare più rapidamente ai varchi.








