Alla scoperta dell’Occitania, la regione del sud della Francia ricca di grande fascino: ecco dove andare per una vacanza indimenticabile.
La Francia è una meta che dà sempre grande soddisfazione quando si parla di on the road in Europa. Qui ti portiamo a zonzo per una delle regioni più suggestive, ma anche meno conosciute, della parte meridionale del paese, dove spesso a rubare la scena sono Costa Azzurra e Provenza.
Pronto a partire per l’Occitania? L’itinerario è circolare, si parte da Nîmes e si rientra nei suoi dintorni, proseguendo su Avignone. Pensato per tappe che si susseguono, è un viaggio che può essere lungo dagli 8 ai 12 giorni, a seconda del tempo a disposizione.
Occitania: una destinazione famosa, ma non troppo
L’Occitania è una regione situata nel sud della Francia, che si è formata nel 2016 unendo quelle di Linguadoca-Rossiglione e Midi-Pirenei. Si tratta di un territorio che abbraccia città storiche, borghi pittoreschi e paesaggi naturali di rara bellezza: è ricco di tradizioni e cultura.
Una destinazione perfetta per un on the road in primavera e in autunno (anche in camper), quando le temperature si fanno più miti e cittadine iconiche come Carcassonne non sono prese d’assalto dai tanti turisti.
Ebbene sì, perché forse i confini dell’Occitania sono un po’ sfumati, ma le sue perle sono note, come Nîmes con le sue vestigia romane, la vivace Montpellier e la “capitale” Tolosa. Il bello, poi, è che esplorandola si va alla scoperta dei suoi piccoli gioielli, tra località caratterizzate dal tipico calore mediterraneo a villaggi sperduti in mezzo ai pascoli. Non mancano nemmeno parchi naturali, tesori di biodiversità, grotte con pitture preistoriche e opere ingegneristiche spettacolari. Non resta che metterti in viaggio.
Partenza: Nîmes, la Roma francese

Inizia questo viaggio da Nîmes, la porta d’ingresso per eccellenza in Occitania. Ti trovi nella città detta “la Roma francese” o la “Roma di Francia” perché vanta alcune delle testimonianze romane meglio conservate del Paese, ma anche d’Europa. In particolare non passa certo inosservato uno dei suoi simboli, ovvero l’anfiteatro in stile Colosseo, dove dalle lotte tra gladiatori si è passati a concerti e corse di tori, visto che siamo in un territorio famoso per corride e tauromachia, di cui Ernest Hemingway era grande fan.
Passeggiando per il piccolo centro storico, non perdere la Maison Carrée, elegante tempio romano dedicato al culto imperiale, tra i monumenti più significativi del passato della cittadina, il vivace mercato coperto presente dall’800, Les Halles, e i Jardins de la Fontaine, la classica oasi verde con panchine, fontane e statue dove rilassarsi. Per godere del panorama, sali sulla Tour Magne, l’unica delle 80 torri di epoca romana rimasta in piedi: dopo 140 gradini la vista sulla macchia mediterranea circostante è impagabile. Nei dintorni, a una manciata di chilometri c’è uno degli acquedotti romani più alti rimasti, quello di Pont du Gard, che con le sue tre arcate è davvero emozionante.
Tappa 1: Montpellier, città giovane e dinamica

Da Nîmes scendi verso sud, per raggiungere Montpellier, un’altra tra le maggiori località dell’Occitania, dove storia e modernità si incontrano. Prima di arrivare (sono poco più di 50 km) ti consigliamo una breve deviazione a metà strada verso il PERRIER® Museum in quel di Vergèze, per fare la conoscenza di una delle acque minerali più rinomate al mondo. Una volta giunto a destinazione, invece, esplora questa città universitaria, che mescola edifici storici, raffinati e imponenti, come la gotica Cattedrale di Saint-Pierre, a riqualificazioni urbane moderne, come il quartiere Antigone, progettato negli anni ‘80 dall’architetto spagnolo Ricardo Bofill, e Port Marianne, un nuovo distretto sul fiume Lez che attira i giovani, tra cafè, centri commerciali e piste ciclabili.
Il cuore antico è quello dell’Écusson, un labirinto di stradine dove inoltrarti dalla grande Place de la Comédie. Montpellier non manca di spiagge, quelle affascinanti e selvagge della Camargue, territorio che merita un viaggio a parte. Intanto puoi comunque fare una sosta perfetta per il birdwatching nell’incantevole comune di Villeneuve-lès-Maguelone, tra le distese di sabbia di Plage du Pilou e Plage du Prévost.
Tappa 2: Béziers e il Canal du Midi

Terza città che si incontra sull’itinerario è quella di Béziers, strettamente legata a quel capolavoro di ingegneria conosciuto come il Canal du Midi, costruito in 14 anni ai tempi del Re Sole, Luigi XV, che va da Sète a Tolosa, immettendosi quindi nella Garonna, diventando l’unica via navigabile che univa il Mar Mediterraneo all’Oceano Atlantico, per una lunghezza di 241 km: non è un caso che sia entrato a far parte dei siti patrimonio Unesco.
Béziers, oltre a essere la città natale del suo creatore, Pierre-Paul Riquet, ospita diverse chicche di questo canale: le spettacolari 9 chiuse di Fonseranes, il tunnel di Malpas, da visitare in barca o a piedi, ingegnosamente scavato sotto la collina d’Ensérune, e il pont-canal di Orb, che permette al canale di attraversare l’omonimo fiume. Béziers, inoltre, è circondata dai vigneti, tipici delle campagne della Linguadoca: la grande Cattedrale di Saint-Nazaire domina la città dall’alto di una collina.
Tappa 3: Narbona, l’antica colonia romana

Da Béziers, punta il navigatore verso ovest: basta macinare una trentina di chilometri per essere accolti da Narbona (Narbonne), ultima città sulla costa di questo itinerario (saltiamo la “catalana” Perpignan, purtroppo fuori rotta), immersa nel Parco Naturale Regionale della Narbonnaise, caratterizzato da natura incontaminata e buon vino, visto che comprende spiagge, lagune e vigneti.
Prima colonia romana in Gallia, la città custodisce un patrimonio culturale invidiabile che attraversa i secoli (per non dire i millenni): ci sono i resti della Via Domitia, la strada che collegava Roma alla Spagna; il Canal de la Robine, patrimonio Unesco e diramazione del Canal du Midi, che taglia in due il centro abitato e la Cattedrale di Saint-Just-et-Saint-Pasteur, che si ispira allo stile gotico delle cattedrali del Nord della Francia. Fai un giro anche al tipico mercato coperto di Les Halles, per gustare prodotti freschi locali. .
Tappa 4: Carcassonne, una fiaba medievale

È tempo di addentrarsi nel cuore dell’Occitania, visitando una delle sue mete più iconiche: stiamo parlando di Carcassonne, vero e proprio gioiellino medievale. Una cittadella fortificata che sembra uscita da una fiaba, anch’essa tra i luoghi patrimonio Unesco.
Passeggiare sui bastioni, tra una doppia cinta muraria, le 52 torri e le stradine acciottolate, significa fare un viaggio indietro nella storia. Da vedere: Château Comtal, risalente al XII secolo, l’edificio emblema della cittadina e la Basilica di Saint-Nazaire et Celse, che affascina con i giochi di luci e colori delle sue ampie vetrate. Carcassonne non è solo la sua Cittadella: passa per la Bastide Saint-Louis, la sua parte più moderna, tra piazzette, negozi e ristoranti, e scegli di navigare sul Canal di Midi se non lo hai già fatto prima. La zona di Carcassonne, insieme a quelle di Tolosa e Albi (che vedremo in seguito) è famosa per essere costellata da castelli catari: è in queste terre, infatti, che ebbe origine la celebre eresia. Se sei un appassionato, organizzati in anticipo per una deviazione ad hoc tra Lastours, Termes, Aguilar, Quéribus, Peyrepertuse, Puilaurens fino a Montségur.
Tappa 5: Tolosa, il cuore rosa

Carcassonne e Tolosa sono separate da un centinaio di chilometri: sali in macchina e punta dritto verso il capoluogo dell’Occitania, la bellissima Tolosa, attraversata dalla Garonna, il fiume che incontra il Canal du Midi. Nota anche come la “città rosa”, per il colore dei suoi edifici in mattoni rossi, la città è il luogo ideale per passare un’intera giornata. Scarpe comode e via, perché non ti fermerai un minuto: comincia dal suo punto centrale, Place du Capitole, dove sorge il maestoso palazzo del municipio, prosegui verso la Basilica di Saint-Sernin, una delle più grandi chiese romaniche d’Europa, patrimonio Unesco e poi fermati al Marché Victor-Hugo, che si fregia del titolo di più vecchio mercato coperto di Francia. Entra nel Convento dei Giacobini, dove si custodisce la tomba di San Tommaso d’Aquino, e per guardare a testa in su la scenografica architettura gotica meridionale, con altissime colonne di cui su una, in particolare, confluiscono le volte, ricreando un palmizio. Il quartiere Saint-Cyprien ti conquisterà con la sua atmosfera bohémien, mentre la Cité de l’Espace è un amatissimo parco a tema missioni spaziali e astronomia.
Tappa 6: Albi, Rocamadour e il Parco naturale regionale dei Causses du Quercy

Il percorso continua verso nord-est: a circa un’ora da Tolosa c’è la deliziosa Albi, patrimonio Unesco, nel dipartimento del Tarn di cui è la città principale. Fa rima con Albigesi, altro nome con cui sono passati alla storia i catari citati precedentemente, ma è qui è anche nato il famoso pittore Henri de Toulouse-Lautrec nel 1864: nel museo a lui dedicato c’è la più vasta collezione al mondo delle sue opere. Completa una mezza giornata con la visita all’immensa Cattedrale di Santa Cecilia, eretta in risposta proprio all’eresia: è ancora la chiesa in mattoni più grande che esista, iniziata nel 1281 ci sono voluti 211 anni per completarla. E non lasciarti sfuggire una foto del ponte medievale sul fiume Tarn, adesso in fase di restauro.
Il pomeriggio è tutto per il borgo di Rocamadour (nella foto) a un paio d’ore di distanza: il villaggio è tra i più suggestivi della regione, grazie alla sua posizione strapiombo sulla roccia: si tratta di una meta di pellegrinaggio da secoli per il suo santuario, che si raggiunge dopo aver passeggiato lungo la via centrale, animata da negozietti e bar e salito 233 gradini (niente paura, c’è pure un ascensore). Per gli amanti della natura, il tempo di permanenza in questa parte della Valle della Dordogna si allunga, date le bellezze del Parco Naturale Regionale dei Causses du Quercy, riserva della biosfera certificata Unesco: al suo interno ci sono pure le grotte di Pech Merle, note per le loro pitture rupestri.
Tappa 7: il Parco naturale regionale dell’Aubrac e i suoi villaggi

Si può dire che a questo punto si imbocca la via del ritorno, di nuovo verso est. Il nostro suggerimento è quello di godere delle meraviglie di un altro parco naturale, quello dell’altipiano dell’Aubrac, terra di pascoli e villaggi autentici che cambia completamente di paesaggio per vivere un on the road nell’on the road a più di 1000 metri d’altezza. Segna queste destinazioni: Laguiole, patria di coltelli artigianali; Aubrac (nella foto) paesino tradizionale dove gustare l’aligot, lo speciale puré arricchito con formaggio fuso che lo rende estremamente filante; la cascata del Deroc e il ponte di Marchastel sul fiume Bès, passaggio del Cammino di Santiago circondato da placide distese erbose.
Arrivo: il Parco Nazionale delle Cevenne e Uzès

Termina il tuo viaggio sotto il segno del medioevo a Uzès (nella foto), scendendo tra Nîmes ed Avignone. La cittadina è posizionata alla fine della direttrice che passa per il Parco Nazionale delle Cevenne, il più grande di Francia. Se hai ancora voglia di metterti lo zaino in spalla, qui trovi sentieri panoramici, flora e fauna protette che ti permetteranno di allungare la vacanza anche di un giorno. Altrimenti, torna “alla civiltà” tra le stradine acciottolate del centro storico di Uzès, la Torre di Fenestrelle, l’alto campanile dalla particolare forma rotonda e il suo mercato attorno alla fontana della piazza, per sentire nuovamente profumo di Provenza.








