Nell’entroterra marchigiano, a due passi dal mare e circondato da dolci colline, sorge l’antico borgo di Offida. Un luogo assolutamente speciale del Centro Italia dove storia, artigianato e paesaggi sorprendenti si intrecciano in un equilibrio raro e affascinante.

Offida è un piccolo comune di nemmeno 5.000 abitanti, situato in provincia di Ascoli Piceno, al confine con l’Abruzzo.
Colpisce i visitatori già al primo sguardo: racchiuso dalle mura castellane del XV secolo, si eleva su uno sperone roccioso che domina le valli del Tesino e del Tronto, offrendo scorci ampi e suggestivi sui Sibillini e sul Mare Adriatico.

Di origini antichissime, vanta un ricco patrimonio storico-artistico testimoniato da numerosi edifici e monumenti.
A questo nucleo già fortemente identitario si affiancano le sue eccellenze vinicole – in particolare Pecorino e Passerina –, la raffinata tradizione del merletto a tombolo e il celebre Carnevale storico.
Non stupisce che Offida sia uno dei borghi più belli delle Marche e d’Italia.

Offida, cenni storici

​Le origini di Offida sono molto dibattute e affondano in un passato stratificato.

Nel territorio sono state rinvenute tombe picene databili tra il VII e il V secolo a.C., insieme a reperti di età romana che attestano una presenza stabile già in epoca antica.
Secondo alcuni storici, il centro sorse però nel 578 d.C., quando gruppi di ascolani, in fuga dall’invasione longobarda, si rifugiarono sui colli circostanti fondando nuovi castelli.
Il primo documento ufficiale risale al 1039, con la cessione del castello di Ophida all’Abbazia di Farfa.

Nei secoli successivi il borgo attraversò numerose guerre e passaggi di giurisdizione, fino al 1831, anno in cui papa Gregorio XVI lo elevò al rango di città, suggellando una storia lunga e complessa che oggi rivive nelle tante meraviglie da scoprire passeggiando per Offida.

Cosa vedere a Offida

Offida è un borgo medievale che merita di essere inserito in qualsiasi itinerario nelle Marche, anche in periodi di inizio primavera o se si pianifica un viaggio a marzo.
Tra vicoli in pietra, costruzioni antiche, botteghe artigiane e affacci che spaziano dalle colline al mare, ogni passo rivela qualcosa di nuovo e autentico.

Ecco i luoghi da non perdere per scoprire davvero l’anima di Offida.

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo è il cuore scenografico di Offida e il centro nevralgico della vita cittadina. Si apre tra Corso Serpente Aureo e Via Roma ed è facilmente riconoscibile per l’insolita forma triangolare, definita nella seconda metà del Settecento con la demolizione di alcune strutture ospedaliere e la costruzione della nuova Collegiata.

Tra i principali edifici che si affacciano sulla piazza spiccano:

  • Palazzo Comunale – Di origine medievale, conserva una torre trecentesca con merli a coda di rondine e una raffinata loggetta con tredici colonne in travertino;
  • Teatro Serpente Aureo – Accessibile dal Palazzo Comunale, è un elegante edificio ottocentesco, ricco di stucchi e intagli dorati;
  • Chiesa della Collegiata – Del Settecento, presenta una facciata eclettica che combina elementi classici, barocchi e richiami all’architettura romana.

Chiesa di Santa Maria della Rocca

La Chiesa di Santa Maria della Rocca è una delle architetture più affascinanti e iconiche di Offida.
Costruita nel Trecento sul sito di una precedente chiesa benedettina, costituisce un perfetto esempio di stile romanico-gotico, con l’uso del laterizio che ne esalta le linee essenziali e la verticalità.
L’edificio sorge su una rupe che domina scenograficamente la vallata, regalando uno dei panorami più suggestivi del borgo.

Un dettaglio curioso si trova sul lato sinistro della scala esterna, dove è scolpita una pecorella che mangia un quadrifoglio: secondo la tradizione popolare, posizionandosi su quel punto e percorrendo a ritroso la scalinata a occhi chiusi, si può esprimere un desiderio destinato ad avverarsi.

La chiesa è legata anche a un episodio drammatico della Seconda Guerra Mondiale: nel giugno 1944 le truppe tedesche in ritirata vi collocarono circa trenta mine, ma nessuna detonò. L’evento fu interpretato dalla comunità come un segno della protezione della Vergine.

Museo del merletto a tombolo

Il Museo del Merletto a Tombolo – all’interno di Palazzo De Castellotti‑Pagnanelli insieme al Museo delle Tradizioni Popolari e al Museo Archeologico – racconta una delle arti più identitarie di Offida attraverso strumenti di lavorazione, disegni, manufatti storici e fotografie.

Tra i pezzi migliori: l’abito di alta moda realizzato nel 1997 da Antonio Berardi e indossato da Naomi Campbell.

Enoteca regionale delle Marche

L’Enoteca Regionale delle Marche ha sede in un ex monastero trecentesco e raccoglie centinaia di etichette del territorio, da provare con la guida di un sommelier o acquistare in loco.
La sua apertura ha dato nuovo impulso all’immagine turistica e commerciale della città, grazie a iniziative dedicate alla cultura del vino: laboratori del gusto, incontri con esperti, degustazioni abbinate a cibo locale, oltre a corsi per aspiranti sommelier.

Gli spazi dell’enoteca ospitano, inoltre, convegni e manifestazioni culturali.

Monastero di San Marco

Il Monastero di San Marco, fondato in epoca medievale, è da secoli uno dei luoghi spirituali più rappresentativi di Offida. Ex convento francescano, dal 1655 ospita le monache benedettine, custodi attente della continuità religiosa del complesso.

La chiesa, costruita nel 1738 in stile barocco, è aperta al pubblico solo in occasioni speciali.
Per maggiori informazioni si rimanda al sito ufficiale del comune di Offida.

Come arrivare a Offida

Arrivare a Offida in auto è semplice e comodo, grazie ai collegamenti con l’autostrada A14 e le principali arterie dell’Italia centrale. Da:

  • Nord, uscita Grottammare, poi SP92 e SS16, seguendo le indicazioni per Offida;
  • Sud, uscita San Benedetto del Tronto, proseguire lungo la SP43 in direzione nord‑ovest;
  • ​Roma, A24/A25 verso Teramo, procedere sulla SS81 fino ad Ascoli Piceno, quindi verso Offida.

In alternativa è possibile raggiungere la vicina stazione ferroviaria di San Benedetto del Tronto e continuare in autobus (circa 40 minuti) o tramite corsa taxi.

Per ottimizzare gli spostamenti in auto ricordiamo di controllare il traffico in tempo reale e di utilizzare i servizi di telepedaggio, per evitare le code ai caselli.