Una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso anno  fa luce sulle implicazioni legali dell’omissione di soccorso stradale in caso di tamponamento. Analizziamo insieme le conseguenze e le responsabilità del conducente.

La sentenza della Corte di Cassazione n. 26012 del 16 giugno 2023 crea un’importante giurisprudenza riguardo all’omissione di soccorso stradale in caso di tamponamento.

Ha chiarito infatti le responsabilità del conducente che, dopo aver causato un sinistro, non si ferma per assistere la persona danneggiata. Approfondiamo quindi le implicazioni legali di tale comportamento, analizzando le disposizioni legislative pertinenti e le decisioni giurisprudenziali correlate.

Le conseguenze dell’omissione di soccorso stradale

La sentenza della Cassazione si concentra sul caso del guidatore che, dopo aver tamponato un’auto ferma al semaforo rosso, non si è fermato a sincerarsi delle condizioni di chi era a bordo del veicolo danneggiato aspettando semplicemente il verde per ripartire.

La pronuncia della Suprema Corte ha stabilito che il conducente responsabile di un incidente stradale ha l’obbligo di fermarsi e prestare assistenza alla persona che ha subito danni. L’omissione di soccorso, secondo l’art. 189 comma 7 del Codice della Strada, comporta conseguenze legali gravi tra cui la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Inoltre la normativa prevede sanzioni anche in caso di danni lievi o superficiali, poiché l’obbligo di prestare assistenza sussiste indipendentemente dalla gravità delle lesioni. Pertanto, è fondamentale che i conducenti siano consapevoli delle proprie responsabilità e agiscano prontamente in caso di incidente al fine di garantire il benessere e la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Il requisito del dolo nell’omissione di soccorso

La giurisprudenza ha chiarito che al reato di omissione di soccorso stradale si applica il dolo relativo alla mancata assistenza alla persona danneggiata.

Tuttavia è importante sottolineare che il dolo non riguarda necessariamente l’effettiva presenza di lesioni, ma piuttosto la consapevolezza del potenziale pericolo derivante dall’incidente. Questo significa che il conducente deve essere consapevole che le sue azioni od omissioni possono causare danni alla vita o all’integrità fisica delle persone coinvolte.

In altre parole: anche se non c’è una diretta volontà di provocare danni, il conducente è comunque responsabile se non adotta le misure necessarie per evitare che il pericolo si concretizzi. Pertanto il requisito del dolo si concentra sulla conoscenza e la previsione del pericolo, anziché sull’intenzione diretta di arrecare danni.

Omissione di soccorso stradale: l’obbligo di garanzia e la situazione di pericolo

La normativa attribuisce al conducente che ha causato un incidente un obbligo di garanzia nei confronti delle persone coinvolte, al fine di proteggerle da eventuali danni derivanti da un ritardato soccorso. Questo implica che il conducente è tenuto ad agire prontamente per evitare che il mancato soccorso possa causare danni alla vita o all’integrità fisica delle persone danneggiate dal sinistro.

Tale obbligo sorge in virtù del comma 1 dell’art. 189 del Codice della Strada, che conferisce all’utente coinvolto in un sinistro la responsabilità di garantire un intervento tempestivo e adeguato in caso di emergenza.

Questo obbligo si estende non solo al conducente responsabile dell’incidente, ma anche a chiunque sia presente sulla scena del sinistro e abbia la capacità di prestare soccorso. Pertanto, il mancato adempimento di questo obbligo concretizza la fattispecie del reato di omissione di soccorso stradale anche se non c’è una diretta responsabilità nell’incidente.

Quindi è fondamentale essere consapevoli delle proprie responsabilità e agire prontamente in caso di incidente, al fine di proteggere la vita e l’integrità fisica delle persone coinvolte. La mobilità è un servizio, non deve diventare una tragedia.