La contestazione di multe da autovelox e l’omologazione dei dispositivi automatici è argomento di discussione più che mai centrale tra gli automobilisti italiani, soprattutto in seguito alle recenti novità e avvenimenti.

Nei giorni scorsi è entrato in vigore il cosiddetto Decreto Autovelox che, insieme al nuovo Codice della Strada, ha portato importanti modifiche alla regolamentazione degli apparecchi elettronici per il rilevamento della velocità.

C’è poi la questione dell’omologazione, sollevata in particolare dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di un avvocato veneto contro una multa per eccesso di velocità da un dispositivo non omologato.

Da un lato l’esigenza, fondamentale, di garantire la sicurezza stradale; dall’altro, la diffusa percezione che possano essere utilizzati dalle amministrazioni locali come mezzo improprio per fare cassa attraverso le multe. Gli autovelox, insomma, non smettono di far parlare di sé. Diamo un’occhiata alla situazione attuale in Italia.

Decreto Autovelox: le principali novità

Entrato in vigore il 29 maggio 2024, il Decreto Autovelox delinea le modalità di collocazione e utilizzo dei rilevatori elettronici delle violazioni ai limiti di velocità. Riguardano sia quelli già esistenti, sia quelli di prossima installazione.

Le disposizioni della nuova legge non interessano le postazioni presidiate dagli agenti di polizia (fisse, mobili o a bordo di veicoli delle forze dell’ordine in movimento). Per queste, infatti, si effettua la contestazione immediata delle violazioni.

Una delle principali novità è la seguente. Gli autovelox possono essere installati solo nei tratti di strada in cui il limite di velocità non è inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice della Strada per quel tipo di strada. A esempio, su un’extraurbana principale (limite da Codice di 110 km/h) non si potranno installare apparecchi per rilevare velocità inferiori a 90 km/h.

Nelle aree urbane i dispositivi elettronici sono del tutto vietati nelle zone con limiti inferiori a 50 km/h. Quindi, le Zone 30 potranno essere presidiate solo dagli agenti con pattuglie mobili. Infine, la distanza minima tra il segnale verticale del limite di velocità e l’autovelox deve essere di 1 km. Nelle città, almeno 200 metri per le strade a scorrimento e 75 per tutte le altre.

Contestazione multe autovelox: si può fare se non omologato?

È importante sottolineare che il Decreto Autovelox non riguarda l’omologazione degli apparecchi. Una questione sollevata dalla Corte di Cassazione con la suddetta sentenza, con cui una sanzione è stata annullata in quanto il dispositivo di rilevazione era stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma non era omologato.

Infatti, secondo l’organo che rappresenta il più alto grado della giustizia italiana, approvazione e omologazione sono concetti differenti. Non è sufficiente la prima per rendere regolare un autovelox, ma serve anche la seconda. Altrimenti si creano disparità tra un dispositivo e l’altro e quindi le multe comminate non risultano eque da cittadino a cittadino.

Per regolare i criteri di utilizzo degli autovelox fino ad oggi approvati oppure omologati, gli uffici del MIT hanno avviato un’istruttoria sui requisiti di omologazione di tutti i dispositivi di accertamento da remoto.

Le richieste di Comuni e Province sugli autovelox

Proprio riguardo all’omologazione, dovendo fronteggiare una valanga di contestazioni di multe da autovelox- tra l’altro oggi pagabili anche online insieme a tanti altri servizi-, evitare contenziosi e tutelare efficacemente la sicurezza stradale, Comuni e Province italiani chiedono al Governo un intervento urgente in materia e direttive precise da seguire.

Tramite le associazioni di rappresentanza ANCI e UPI, le istanze contemplano in primis l’adozione di un regolamento specifico per l’omologazione dei dispositivi automatici. In alternativa si richiede di ripristinare la proposta di modifica dello stesso Ministero al disegno di legge del nuovo Codice della Strada, bocciato in prima lettura alla Camera dei Deputati.

Secondo Comuni e Province, data la carenza di organico delle polizie locali, autovelox e tutor sono l’unico strumento efficace per garantire più sicurezza sulle strade e ridurre gli incidenti.