Quasi mille segnali stradali dismessi diventano i “pixel” di una gigantesca reinterpretazione della “Grande Onda” di Hokusai. È The Last Wave, il nuovo progetto di land art che Maurizio Sergiusti, in arte Scoobafish, sta sviluppando in Sardegna.
Portare l’arte fuori dai musei e lasciare che sia il paesaggio a diventare parte dell’opera. È uno dei principi della land art, linguaggio che nel tempo ha trasformato deserti, spiagge, prati e altri spazi naturali in vere e proprie superfici creative.
Nel caso di Maurizio Sergiusti, conosciuto come Scoobafish, al paesaggio si aggiungono materiali provenienti dalla città. Vecchi cartelli stradali, ormai fuori uso, vengono recuperati e accostati fino a diventare i pixel di immagini monumentali. È da questa idea che nasce Urban Pixel, progetto di cui The Last Wave rappresenta il capitolo più ambizioso: una reinterpretazione della celebre Grande Onda di Kanagawa di Katsushika Hokusai destinata a prendere forma in Sardegna.
Quasi mille cartelli per far rinascere la Grande Onda di Hokusai
Vista dall’alto avrà l’aspetto di una gigantesca onda. Avvicinandosi, però, l’immagine si scomporrà in centinaia di frecce, divieti, segnali di pericolo e altri elementi della segnaletica stradale.
Per realizzare The Last Wave, Scoobafish prevede di assemblare manualmente quasi mille cartelli dismessi, dando vita su una spiaggia sarda a una composizione lunga circa 40 metri ispirata all’opera più famosa di Hokusai. La particolarità sta anche nel modo in cui vengono utilizzati i materiali.
I segnali non sono tagliati, ridipinti o adattati alla composizione: restano così come sono stati recuperati, con colori originali, ammaccature, graffi, ruggine e tracce lasciate dal tempo. È quindi l’immagine finale a doversi adattare ai materiali disponibili e non il contrario. Da terra, ogni cartello mantiene la propria identità. Solo cambiando prospettiva e osservando l’installazione dall’alto i singoli elementi si fondono fino a formare un disegno unitario.
All’interno della grande onda compare anche una mela deteriorata, immagine scelta dall’artista per accompagnare la riflessione sui temi del consumo, dello spreco e delle conseguenze legate all’utilizzo delle risorse. La stessa opera avrà inoltre una durata molto breve: resterà sulla spiaggia solo per alcune ore, prima di essere smontata e rimossa completamente.
Chi è Scoobafish e come nasce il progetto Urban Pixel
Dietro il nome Scoobafish c’è Maurizio Sergiusti, artista contemporaneo italiano che lavora con materiali recuperati attraverso scultura, installazioni e land art. Nel corso del suo percorso ha utilizzato anche plastica trovata in mare, oggetti recuperati e soprattutto vecchia segnaletica stradale. Proprio dai cartelli nasce il linguaggio di Urban Pixel.
Prima di arrivare a The Last Wave, Sergiusti ha sperimentato questo sistema con Concerto 0. L’opera, composta da 127 pannelli e larga circa sei metri, rappresentava una mela in decomposizione ed è servita per verificare proporzioni, colori, sovrapposizioni e leggibilità della composizione da una prospettiva aerea. È seguito It Takes So Little, intervento realizzato su un terreno colpito dagli incendi a San Teodoro con 172 pannelli, utilizzati per comporre un fiammifero bruciato lungo oltre 16 metri.
Dove sarà realizzata The Last Wave
The Last Wave non è al momento un’opera permanente da inserire tra le tappe di un itinerario in Sardegna. Il progetto è in fase di sviluppo e le informazioni diffuse indicano che l’installazione verrà realizzata su una spiaggia dell’isola, senza però specificare ancora il luogo esatto o la data dell’intervento.
Anche quando prenderà forma, la possibilità di osservarla dal vivo sarà necessariamente limitata. L’opera è infatti pensata per restare sul posto soltanto poche ore, dopodiché tutti i cartelli verranno rimossi senza lasciare elementi sulla spiaggia. Fotografie e riprese aeree avranno quindi un ruolo essenziale, non solo per documentarla ma anche perché dall’alto la composizione potrà essere apprezzata nella sua interezza.
Chi programma comunque un viaggio sull’isola può raggiungere la Sardegna in aereo oppure via mare. Per chi sceglie di partire con auto, moto o camper, servizi navi e traghetti in app permettono di cercare e acquistare in anticipo i collegamenti per la traversata.
Fonte foto: Scoobafish.com.








