Un viaggio nel Sol Levante non è completo senza provare almeno una volta l’esperienza delle onsen giapponesi, le sorgenti termali naturali disseminate su tutto il territorio di questo arcipelago. Perfette per una fuga romantica, non necessariamente nel giorno di San Valentino, e per rilassarsi in mezzo alla natura.
Una vacanza in Giappone è sempre intenso: ci sono tantissime cose da vedere, da scoprire e da provare e il tempo non è mai abbastanza. Il Monte Fuji e la fioritura dei ciliegi, gli anime e i manga, i luoghi del periodo Edo e la Via Nakasendo, il Nintendo Museum e il Festival della Neve… per vedere tutto non basta la velocità dello Shinkansen!
Eppure a volte per osservare il Giappone più autentico è meglio fermarsi e fare qualcosa di molto semplice, come mangiare in un izakaya, praticare lo Shinrin Yoku o entrare in un’onsen per prendersi cura del proprio corpo e partecipare a un vero rituale giapponese.
Cosa sono le onsen giapponesi?
Onsen (温泉) è la parola giapponese che indica una sorgente naturale di acqua calda e le strutture attorno ad essa costruite, all’aperto o al chiuso, pubbliche o private.
Un censimento del 2003 ha contato, tra le 2.292 municipalità giapponesi, 3.102 onsen, 15.400 strutture ricettive (in particolare ryokan, gli alberghi tradizionali) e 6.740 strutture pubbliche. La ragione per cui queste terme sono così diffuse è che il Giappone si trova nella cosiddetta Cintura di Fuoco, il termine che in geologia indica quell’area dell’Oceano Pacifico caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche, dove, non a caso, si trovano numerosi archi insulari e dove può capitare che nasca una nuova isola.
Le onsen sono una delle attrazioni più celebri del Giappone, anche perché per i giapponesi migliorare il proprio benessere e prendersi cura del proprio corpo sono concetti culturalmente molto radicati.
Onsen e sentō
Per essere riconosciute ufficialmente come “onsen”, le sorgenti devono rispettare standard ben definiti: l’acqua, naturalmente riscaldata dai processi geotermici, deve avere una temperatura minima di 25°C e deve contenere tracce di almeno 19 minerali specifici – tra cui litio, solfuro, cloruro di sodio e ferro. Quando questi requisiti sono soddisfatti in maniera naturale, si parla di tennen onsen (天然温泉), se invece il calore è apportato in modo artificiale, si tratta di jinko-onsen (人工温泉). In media, la temperatura dell’acqua di un onsen si aggira intorno ai 40°C, anche se esistono sorgenti particolarmente calde, con le acque prossime all’ebollizione, nelle quali viene opportunamente aggiunta acqua fredda per rendere il bagno confortevole e sicuro.
Non bisogna confondere le onsen con i sentō, le terme giapponesi che utilizzano acqua del rubinetto riscaldata e che si trovano soprattutto nelle grandi città, frequentate quotidianamente dai residenti per la pulizia personale.
Una storia antichissima
È difficile collocare l’inizio della tradizione termale giapponese dal momento che le sue radici sono antichissime. Già alcune opere letterarie del I secolo d.C. raccontano di cacciatori che, inseguendo le prede ferite, scoprivano che queste entravano istintivamente in queste acque ritenute miracolose. E in effetti non è raro trovare gruppi di macachi che si godono le calde acque delle onsen nei luoghi più remoti del Giappone.
Con l’arrivo del Buddismo, nel VI secolo, la pratica acquisì una dimensione spirituale: l’immersione divenne un simbolo di purificazione, capace di rinnovare corpo e spirito e di liberare chi vi si abbandonava dai peccati terreni. Questa visione, che ha attraversato i secoli pur mutando nei dettagli, vide già dal X secolo le sorgenti termali riservate all’élite della nobiltà e dei guerrieri, che potevano permettersi di godere di questi benefici “divini”.
In tempi più recenti le onsen hanno assunto anche un forte valore turistico. Spesso strategicamente ubicati vicino a città e stazioni ferroviarie, attraggono sia i giapponesi sia gli stranieri, che cercano un momento conviviale e rilassante.
I diversi tipi di onsen
Durante il tuo viaggio in Giappone incontrerai diverse tipologie di onsen.
Le onsen giornaliere sono aperte al pubblico: puoi prenotare in anticipo oppure recarti direttamente sul posto. I costi variano in base alle dimensioni e ai servizi offerti da 300 a 2000 JPY (circa da 2,70 a 18,00 €). Ricordati di portare un asciugamano e di lavarti prima di immergerti. Se preferisci evitare la nudità, l’ashiyu – una piccola vasca termale dedicata al relax dei piedi – è un’alternativa più occidentalizzata e spesso gratuita.
Altre onsen sono invece riservate agli ospiti di hotel o ryokan. In questi casi il bagno termale è parte integrante dell’esperienza offerta dalla struttura: potrai quindi scegliere tra ampi bagni pubblici, con spazi separati per uomini e donne e inclusi nel prezzo della camera, oppure onsen private, prenotabili con un eventuale supplemento. Un’opzione di lusso sono le camere dotate di bagno o vasca onsen privata, particolarmente richieste e da prenotare con anticipo.
I benefici delle onsen giapponesi
Il termine toji – la cura a base di acqua calda – indica l’antica pratica terapeutica che consiste nell’immergersi in un onsen per beneficiare delle proprietà curative delle sue acque ricche di minerali, proprio come le nostre terme – ad esempio quelle di Fiuggi o del Monginevro.
E proprio come nei nostri centri termali, la tradizione vuole che questa pratica preveda un soggiorno prolungato in un onsen ryokan, in modo da consentire al corpo di assorbire gradualmente i benefici terapeutici. Le località termali più famose del Giappone sono Atami, Beppu e Dogo.
Tra i principali effetti positivi del toji troviamo:
- Migliore circolazione sanguigna: l’acqua, ricca di minerali, favorisce l’assorbimento degli elementi, che aumentano la concentrazione di ossigeno nel sangue, stimolando così una circolazione più efficiente;
- Riduzione dello stress: l’immersione nelle acque termali allevia le tensioni muscolari, favorendo il rilassamento e migliorando la qualità del sonno;
- Sollievo dal dolore: grazie all’azione rilassante, l’onsen permette di ridurre le tensioni muscolari, contribuendo ad alleviare dolori articolari e a mitigare lo stress e l’ansia;
- Pelle più bella e sana: alcune sorgenti, grazie alla presenza di silice, ammorbidiscono la pelle. Altre, ricche di solfuro, sono particolarmente indicate per chi soffre di eczema o psoriasi, poiché alleviano il prurito.
Come comportarsi in un’onsen
Dopo una lunga giornata trascorsa a esplorare templi, parchi e musei, una sosta in una sorgente termale è un toccasana per il corpo. È bene tenere presente però che l’esperienza in una onsen comporta il rispetto di alcune regole fondamentali, che iniziano già all’ingresso della struttura: solitamente infatti le aree termali sono divise per genere, per cui si usa evitare ogni contatto iniziale tra uomini e donne già nell’area di accoglienza. Ti verranno consegnati due asciugamani, uno grande e uno piccolo – ma puoi portare i tuoi personali.
Prima di accedere alle vasche, entrerai nello spogliatoio per depositare nelle ceste o negli armadietti tutti gli indumenti, l’asciugamano grande e gli altri oggetti personali. Potrai portare con te solo la chiave dell’armadietto e l’asciugamano piccolo, poiché il bagno si fa nudi: nella tradizione giapponese la nudità è considerata naturale e non rappresenta un tabù.
Nell’area delle vasche termali troverai un’area doccia attrezzata con sapone liquido, shampoo e uno sgabello: qui è indispensabile effettuare una pulizia accurata da testa a piedi e sciacquare accuratamente il sapone, sia per motivi igienici sia per rispetto verso la sacralità di queste acque nella cultura locale.
Solo a questo punto potrai immergerti nell’acqua calda: potrai appoggiare il piccolo asciugamano sul bordo della vasca o appoggiarlo sula testa, come fanno in molti. È buona norma utilizzare l’asciugamano piccolo per coprire le parti intime prima e dopo l’immersione, facendo attenzione a non farlo entrare in contatto con l’acqua termale.
I tatuaggi
Uno degli aspetti più delicati per chi si vuole recare in un’onsen riguarda la presenza di tatuaggi. Fino a non molto tempo fa la maggior parte delle sorgenti termali pubbliche vietava l’accesso a chi portava tatuaggi. La ragione non è banale: culturalmente infatti in Giappone le persone tatuate fanno parte della criminalità organizzata, cioè la yakuza, dove i tatuaggi hanno un significato molto preciso. Di conseguenza, chi aveva un tatuaggio doveva rivolgersi a strutture private, come i ryokan di alto livello, che garantiscono l’accesso senza restrizioni.
Negli ultimi anni però il crescente interesse dei turisti verso le onsen ha portato molti stabilimenti pubblici a rivedere le proprie politiche, consentendo l’ingresso anche a chi ha tatuaggi. Se possiedi tatuaggi, è quindi consigliabile informarti in anticipo, poiché le regole possono variare da una struttura all’altra.
Le onsen più amate dai turisti in Giappone
Secondo un proverbio diffuso, non si è mai a più di un’ora da un’onsen. In Giappone le sorgenti termali sono disseminate ovunque, dalle aree urbane alle spiagge, dalle montagne alle rive dei fiumi. Alcune onsen si trovano in luoghi remoti e poco accessibili, mentre altre, in zone turistiche, offrono servizi aggiuntivi, come massaggi o saune.
Abbiamo fatto una selezione delle strutture termali più apprezzate dai viaggiatori, concentrandoci sulle due destinazioni più frequenti: la capitale moderna, Tokyo, e l’antica capitale imperiale, Kyoto.
Le onsen a Tokyo
- Niwa no Yu: qui si trovano numerose onsen e vasche con idromassaggio all’aperto, in un incantevole giardino in stile giapponese. L’ambiente, studiato per garantire un relax totale, prevede l’ingresso solo ai maggiori di 13 anni;
- Somei Onsen Sakura: ispirato ai ciliegi che costellano la proprietà, questa onsen è un’esperienza imperdibile durante la fioritura primaverile;
- Take no Yu: una delle strutture più antiche della città, operativa da oltre un secolo, si caratterizza per il colore scuro dell’acqua, dovuto alla ricca presenza di minerali;
- Utsukushi no Yu: a pochi passi dalla stazione di Takaido, questa onsen è l’ideale per ritagliarsi un momento di relax nel pieno della metropoli. Il suo nome, che significa “stabilimento balneare della bellezza”, riflette l’attenzione ai dettagli, evidenziata da un rotenburo (un’onsen all’aperto) realizzato in legno e pietra e circondato da alberi;
- Toyosu Senkyaku Banrai: inaugurato nel febbraio 2024, questo centro termale sorge nel quartiere di Toyosu, nelle vicinanze del nuovo mercato del pesce. Arredato in uno stile che si rifà all’epoca Edo, ospita anche una spa.
Le onsen a Kyoto
- Fufu no Yu: qui si trovano due vasche interne e una esterna. Per un effetto rinvigorente, è disponibile anche un “ice-bath” freddo, posizionato nei pressi delle saune;
- Tenzan no Yu: immerso nell’incantevole area di Arashiyama, questo grande centro termale mette a disposizione vasche, saune e persino un ristorante, molto rinomato per la qualità eccelsa della cucina offerta;
- Kurama Onsen: dopo un trekking tra i villaggi montani di Kibune e Kurama, non c’è niente di meglio che rilassarsi in un’onsen. Situato a soli dieci minuti a piedi dal tempio Kurama-dera, questo stabilimento offre un’esperienza memorabile.
Come raggiungere il Giappone e le onsen
Se per raggiungere il Giappone è sufficiente prenotare un volo via app (senza scali con la nuova tratta Milano-Tokyo) e pianificare il viaggio, per entrare in una onsen è prima necessario sapere come riconoscerla attraverso i suoi simboli. Il carattere hiragana ゆ, di più facile lettura per i bambini, e il simbolo del bagno termale ♨ – un semicerchio con tre linee curve verticali che richiamano il vapore – rappresentano le onsen. Dal momento che all’interno delle strutture solitamente si trovano aree separate per uomini e donne, presta attenzione al kanji 女, che significa “donne”, e a quello 男, che significa “uomini”.








