Stiamo per abbandonare l’ora solare a favore dell’ora legale 2024: le giornate si allungano ma si dormirà un’ora in meno. Ecco la data da segnare in agenda.

Con l’avvicinarsi della Pasqua, si segnala il ritorno dell’ora legale (che prenderà il posto dell’ora solare, partita lo scorso ottobre), momento in cui le lancette degli orologi saranno spostate avanti di un’ora. Questa modifica temporale contribuisce all’allungamento delle giornate, che si stanno già dilatando e subiranno un ulteriore incremento di luce serale. Andiamo a scoprire nel dettaglio quando ci sarà questo passaggio (quest’anno la data è ancor più particolare) e cosa comporta.

Da ora solare a ora legale 2024: quando avverrà il cambio

La transizione all’orario estivo si verificherà durante una notte significativa, precisamente domenica 31 marzo: dunque, proprio quando si festeggerà la Pasqua. Questo cambiamento comporterà dormire un’ora in meno, ma permetterà di godere di un’ora di luce solare aggiuntiva nel tardo pomeriggio, posticipando il tramonto di 60 minuti.

Alle 2:00 della notte designata sarà necessario regolare le lancette degli orologi, anticipandole di un’ora, e questa disposizione resterà in atto fino a domenica 27 ottobre, momento in cui si ritornerà all’ora solare.

È interessante notare che i dispositivi elettronici quali smartphone, tablet e computer si aggiorneranno automaticamente a questa variazione.

L’ora legale e il risparmio energetico

L’introduzione dell’ora legale è stata ufficialmente adottata in Italia nel 1966. L’idea alla base dell’orario estivo rispecchia le abitudini ancestrali di alzarsi all’alba, in linea con il naturale alternarsi del sorgere e tramontare del sole nelle diverse stagioni. Il cambio d’orario avviene di notte per minimizzare l’impatto sui trasporti, che in quelle ore riducono le loro attività.

Dal 2004 al 2023, grazie all’ora legale, l’Italia ha registrato un risparmio energetico complessivo di circa 11,3 miliardi di kWh, traducendosi in un beneficio economico di circa 2,1 miliardi di euro per i cittadini. L’adozione dell’ora legale mira a ridurre l’uso dell’illuminazione artificiale sfruttando meglio le ore di luce naturale, spesso non ottimizzate a causa degli orari consueti. Un’attenzione sempre più crescente verso questi temi, come testimonia un’iniziativa come M’illumino di meno.

Negli ultimi sei anni, l’uso dell’ora legale ha permesso di risparmiare circa 6 miliardi di Kilowattora (equivalenti al consumo annuo medio di un milione di famiglie), con un risparmio economico stimato in quasi 900 milioni di euro. Tuttavia, si è osservato che l’aumento delle ore di luce serale può portare a un incremento del consumo di carburante, a causa dell’aumento delle attività dopo il lavoro e prima della cena.

Da anni si parla di una possibile abolizione

Da tempo si discute sull’eventuale soppressione dell’alternanza tra ora solare e ora legale, tuttavia è importante sottolineare che la proposta di eliminazione proviene principalmente dai paesi nordici. La ragione risiede nella loro specifica collocazione geografica che, durante i mesi estivi, non trae particolare vantaggio dal cambio d’ora, a differenza delle nazioni mediterranee, tra cui l’Italia. Pertanto, si prevede che l’attuale sistema di cambio d’ora continuerà nel nostro paese anche negli anni a venire.

In passato, ciò che oggi conosciamo come ora legale era denominato “ora estiva”, indicando un regime orario adottato nei mesi più caldi per sfruttare al meglio la maggiore disponibilità di luce solare, dalla primavera all’autunno. Il cambio d’ora permette di allineare le ore di luce naturale con il periodo di attività della maggioranza delle persone, ottenendo significativi risparmi energetici. In assenza dell’ora legale, molte ore di luce naturale presenti al mattino, prima dell’inizio delle attività lavorative quotidiane, sarebbero inutilizzate.