Borgo tra i più belli del Molise e d’Italia, Oratino racconta secoli di storia: dal Medioevo all’Illuminismo. Tra testimonianze di epoche antiche e tradizioni rimaste inalterate, godiamoci questa perla nella vallata del Biferno.

Dalle origini medievali  allo sviluppo artistico in età illuministica, un ambiente che mantiene le tracce del passato e del periodo della transumanza, grazie alla gastronomia che non ha mai perso la tradizione del formaggio, dell’olio e del pane. Oggi parliamo del borgo molisano di Oratino, uno dei Borghi più belli del Molise e d’Italia, a 800 metri di altitudine sulla media valle del fiume Biferno.

Cenni storici su Oratino

La menzione più antica del borgo, situato in una zona antropizzata in realtà sin dall’Età del Bronzo, risale (almeno per quelle che sono le fonti attuali) alla prima metà del XII secolo (all’epoca il nome era Loretinum), diventato poi nel corso dei secoli Ratino, quindi Loratino, prima di prendere infine il nome attuale di Oratino.  Probabilmente il nome significa “luogo panoramico”. Il borgo fu oggetto, negli anni, di vari passaggi feudali tra diverse famiglie.

A segnarne la storia, purtroppo, anche 2 terremoti: il primo il 5 dicembre del 1456, che spinse la popolazione ad abbandonare l’antico abitato (a valle) e a stabilirsi nell’attuale locazione del borgo, il secondo nel 1805, che causò il crollo di una sezione del Palazzo Ducale. Nel mezzo il ducato del letterato illuminista Giuseppe Giordano, la cui levatura culturale ispirò lo sviluppo architettonico che rende ancora oggi Oratino uno dei borghi più speciali del Molise.

Cosa vedere a Oratino

Una concentrazione di artigiani e architetti senza eguali nella regione ha permesso infatti la creazione di molti monumenti che denotano grande gusto artistico. Vediamoli insieme.

Palazzo Ducale

Attuale proprietà privata, nacque nel XIV secolo come un castello fortificato per poi trasformarsi, 400 anni dopo, in una residenza gentilizia. La sua caratteristica sono i bellissimi portali in pietra, frutto del lavoro di molti artisti: lo scultore Silverio Giovannitti, lo scalpellino Domenico Grandillo, i pittori Benedetto Brunetti e Nicolò Falocco, gli indoratori Agostino Brunetti, Modesto Pallante e Giuseppe Petti.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Santuario risalente alla metà del XIII secolo e sottoposto a diverse ristrutturazioni, soprattutto dopo il sisma del 1456. La navata centrale ospita un affresco di Ciriaco Brunetti, ultimato nel 1791, opera con rimandi allo stile Rocaille, varietà del Rococò francese caratterizzata dalla presenza di elementi e linee curve e ondulate. Il nipote di Ciriaco Brunetti, Isaia Salati, ha invece realizzato nel 1838 un ostensorio in argento custodito nella chiesa.

Chiesa di Santa Maria di Loreto

Situata fuori dalla cinta muraria del borgo, contiene al suo interno le statue della Madonna del Rosario di Carmine Latessa (‘600) e di Sant’Antonio Abate (‘700). I fratelli Ciriaco e Stanislao Brunetti hanno dipinto le volte delle navate.

La vallata del Biferno

Non solo arte architettonica. Oratino è circondata dalla vallata del Biferno, da cui puoi ammirare gli antichi percorsi della transumanza (i cosiddetti tratturi) e ciò che resta della torre medievale, che si alza da dirupi mozzafiato.

Cibo ed eventi a Oratino

Tra i primi piatti tipici di Oratino, merita una menzione particolare la minestra di fagioli e laganelle, una varietà di lasagne di piccolo formato fatte a mano. Particolarmente apprezzato anche un secondo piatto come il cacio e ova con salsiccia, una preparazione che si ottiene cuocendo in un sugo di salsiccia un composto di formaggio di capra e uova.

Il cibo e i prodotti tipici vanno, come detto, di pari passo con le tradizioni. Tra queste, particolarmente sentita è quella delle Lessate. Ogni anno, il 17 gennaio (giorno della festa di Sant’Antonio Abate) si accende un fuoco propiziatorio davanti alla chiesa di Santa Maria di Loreto e per l’occasione si distribuiscono lessate di cicerchia, grano e mais.

Altra tradizione legata al fuoco è quella della Faglia: il 24 dicembre, la notte di Natale, circa 100 persone si aiutano per trasportare la Faglia, un cero di 12-13 metri di lunghezza per 1-2 metri di diametro fino al sagrato della chiesa, per poi accenderla per una poderosa vampata. Un momento che sigla la fine del ciclo del raccolto.

Come arrivare a Oratino

Per arrivare a Oratino sono disponibili diverse soluzioni, sia in auto che in autobus o in treno.

In auto

In generale la strada migliore per raggiungere Oratino in auto è l’A14, uscendo a Termoli (per chi viene da Nord), o a Campobasso (per chi viene da Sud) per poi raggiungere il borgo passando per la SS 87 (strada Bifernina) e la SP 41.

Se invece parti da Roma o da Napoli si passa per l’A1, uscendo a Caianello (per chi viene da Napoli) o San Vittore (per chi viene da Roma).

Qualsiasi sia la strada, prima di partire assicurati di controllare la situazione del traffico e fare rifornimento di carburante.

In treno

Se preferisci viaggiare in treno, la stazione più vicina al borgo è quella di Campobasso, distante 8,5 km. Una volta lì potrai utilizzare gli autobus della compagnia Lariviera per raggiungere Oratino.

In autobus

Puoi raggiungere Oratino in autobus grazie a una nutrita scelta di compagnie di trasporti. Oltre alla già citata Lariviera, operano sul territorio molisano anche:

  • SATI;
  • Molise Trasporti;
  • Autolinee Moffa (per i viaggi dall’estero, principalmente Francia, Belgio, Germania e Svizzera).