Se da un lato il nuovo Codice della Strada ha inasprito multe e provvedimenti per tutta una serie di violazioni, dall’altro il governo ha varato uno strumento che intende porsi anche dalla parte degli automobilisti: l’Osservatorio nazionale sulle sanzioni. Scopriamo di cosa si tratta e quali compiti assolve.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il decreto firmato dal ministro Matteo Salvini, ha ufficialmente avviato il nuovo organo controllore per le sanzioni elevate in base alle misure contenute nel nuovo codice della Strada in vigore dal 14 dicembre 2024.
L’Osservatorio è composto da tre membri: Simone Baldelli in qualità di presidente, affiancato da Fabio Massimo Boniardi e Dalila Jolanda Ansalone. La durata dell’incarico è di quattro anni.
Nuovo Codice della Strada: le principali novità
Le nuove strette del Codice della Strada hanno come obiettivo aumentare la sicurezza stradale in Italia. Le normative contenute nel testo, entrato in vigore da oltre un mese, prevedono sanzioni più severe per un ampio ventaglio di infrazioni.
In particolare, sono state inasprite multe e pene, nonché la decurtazione dei punti della patente, per chi guida con tasso alcolemico superiore al consentito rilevato dagli etilometri o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti la cui assunzione è accertata con test salivare (ma occhio ai falsi positivi). Ma anche nei confronti di chi è alla guida con il telefono senza auricolari o vivavoce o maneggia il cellulare al volante.
Inoltre, il nuovo Codice della Strada disciplina l’utilizzo dei monopattini, protagonisti della micromobilità elettrica, introducendo l’obbligo di assicurazione, targa e casco, nonché la realizzazione di piste ciclabili nelle città (sulle quali tra l’altro i monopattini non possono più circolare). Anche se, tuttavia, ci sono questioni in sospeso dovute alla mancanza dei decreti attuativi.
Osservatorio sulle sanzioni: cosa fa
L’Osservatorio nazionale sulle sanzioni ha il compito di monitorare e analizzare l’applicazione degli articoli 142 e 208 del Codice della Strada. Nello specifico, il primo stabilisce i limiti di velocità e i relativi provvedimenti per la loro mancata osservanza, mentre il secondo riguarda i proventi delle multe in denaro.
Secondo il decreto del MIT, l’organo deve elaborare una relazione annuale, basata sui dati forniti dal Ministero dell’Interno e dall’Istat sugli incidenti stradali e sulla gestione del gettito pecuniario. Non solo: è incaricato di monitorare il corretto e trasparente utilizzo dei dispositivi elettronici per il controllo della velocità, per evitare le multe da autovelox illegali.
Quindi, si tratta di uno strumento che “controlla i controllori”, verificando la corretta applicazione della legge e le modalità con cui sono impiegate le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative.
C’è spazio per i cittadini
Il varo dell’Osservatorio nazionale sulle sanzioni va a inserirsi in un quadro che, nelle ultime settimane, ha visto un record di multe in seguito all’entrata in vigore della riforma. Inoltre a gennaio 2025 sono scattati i rincari delle multe.
Il mancato rispetto dei limiti di velocità è proprio una delle violazioni più frequenti, così come il mancato impiego delle cinture di sicurezza e l’uso del cellulare alla guida. Stando ai primi bilanci del nuovo Codice della Strada, la situazione si è fatta più difficile per i trasgressori.
In uno scenario caratterizzato da multe più frequenti, però, diventa fondamentale dare spazio anche alla voce dei cittadini. Tra le funzioni dell’Osservatorio, infatti, c’è la verifica delle segnalazioni effettuate dalle associazioni dei consumatori. Inoltre, potrà richiedere dati e informazioni alle pubbliche amministrazioni di pertinenza.








