Il sistema Smart On-Street Parking System per i parcheggi a Roma entra nella fase operativa e comincia a mostrare i primi risultati sul territorio. Obiettivo: rendere la gestione della sosta più digitale, efficiente e controllabile.
A Roma prende forma il progetto SOSPAS, acronimo di Smart On-Street Parking System, l’ecosistema tecnologico promosso da Roma Capitale insieme a Roma Servizi per la Mobilità e cofinanziato dall’Unione Europea. Dopo l’avvio del programma, le installazioni su strada stanno procedendo e il sistema è già attivo in diverse aree strategiche della città.
A oggi sono state posizionate quasi 2.000 spiraline sensoristiche, già operative e integrate con la piattaforma che elabora i dati in tempo reale. Si tratta di un primo avanzamento significativo, pari al 23% del piano complessivo, che prevede l’attivazione di oltre 7.500 stalli intelligenti entro la prima metà del 2027.
L’obiettivo è trasformare la gestione della sosta tariffata in un sistema più moderno, capace di indicare l’occupazione degli stalli, supportare i controlli, ridurre gli abusi e limitare il traffico generato dagli automobilisti che girano a vuoto alla ricerca di parcheggio.
Dunque, parcheggiare a Roma diventerà più semplice. Vediamo nel dettaglio a cosa servono i sensori e dove sono stati posizionati.
Parcheggi Roma: cos’è il progetto SOSPAS e a cosa servono i sensori
Il progetto SOSPAS prevede l’installazione di 7.500 sensori negli stalli a pagamento della Capitale. Questi dispositivi permettono di rilevare in tempo reale se un posto auto è libero o occupato e, in prospettiva, di indirizzare gli automobilisti verso le aree disponibili, riducendo il traffico legato alla ricerca di parcheggio.
Nella prima fase, il sistema servirà soprattutto a raccogliere dati sulle abitudini di sosta dei cittadini: tempi medi di permanenza, rotazione dei veicoli, occupazione degli stalli e utilizzo delle aree tariffate. Informazioni che potranno aiutare l’amministrazione a programmare interventi più mirati sulla mobilità urbana.
I sensori avranno anche una funzione di supporto ai controlli. Potranno contribuire a individuare chi non paga la sosta, chi occupa in modo irregolare gli stalli riservati alle persone con disabilità o chi utilizza abusivamente le aree dedicate al carico e scarico merci.
La piattaforma SOSPAS, quindi, non è più soltanto un progetto sperimentale, ma una vera centrale operativa digitale. Il sistema incrocia oltre 12 fonti diverse legate alla sosta e alla viabilità, tra cui parcometri, app di pagamento, car sharing, colonnine di ricarica, permessi residenti e varchi ZTL.
Secondo i primi dati forniti dall’assessorato, dall’inizio dell’anno le transazioni di sosta effettuate tramite i serviZI strisce blu digitali sono aumentate del 52%. Il tempo medio di occupazione rilevato per ogni stallo supera le 9 ore, mentre il turnover medio giornaliero è di circa 3 veicoli per posto auto.
Dove sono stati installati i sensori e quali quartieri saranno coinvolti
Le installazioni già completate hanno reso operative le rilevazioni in sei aree della Capitale: Ripa, Campitelli Ripa, San Saba, Testaccio, Ostiense e Trastevere. Qui i sensori sono già attivi e i dati raccolti vengono processati in tempo reale dalla piattaforma. Il piano complessivo riguarderà 23 quartieri compresi tra il Municipio I e il Municipio II. Le aree interessate andranno dal Centro Storico a Prati, dal Flaminio ai Parioli fino al Nomentano. Si tratta di zone che, da sole, rappresentano circa l’80% della sosta tariffata di Roma.
La copertura di base prevede che almeno il 5% degli stalli nei quartieri selezionati diventi intelligente, per un totale di 3.089 sensori. In alcune zone particolarmente strategiche, come Trastevere, Flaminio, Prati e Monti, la tecnologia arriverà invece a monitorare fino al 40% dei posti auto, con ulteriori 4.411 sensori.
Il progetto si estenderà anche alla ZTL del Tridente, dove saranno monitorati 14 stalli destinati al carico e scarico merci. Questa parte del sistema servirà a gestire meglio l’occupazione dello spazio pubblico e a contrastare utilizzi impropri delle aree riservate.
Il cronoprogramma e gli obiettivi del Comune
Il primo traguardo, cioè l’avvio della sperimentazione entro il 2026, è stato raggiunto. Ora l’obiettivo è completare l’intera rete sensoristica, composta da oltre 7.500 stalli intelligenti, entro la prima metà del 2027. In parallelo proseguiranno la formazione del personale e il rilascio graduale di nuovi servizi digitali per i cittadini.
L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha sottolineato che, con l’ingresso nel vivo del progetto SOSPAS, Roma si dota di una delle infrastrutture più avanzate d’Europa per la gestione della sosta. La possibilità di conoscere con precisione tempi, luoghi e modalità di occupazione degli stalli consentirà di prendere decisioni fondate sui dati, sostenere il lavoro della Polizia Locale e degli ausiliari Atac e contrastare l’evasione tariffaria.
Uno degli obiettivi principali è diminuire il cosiddetto “traffico parassita”, cioè quello generato da chi continua a girare in auto alla ricerca di un posto libero. Secondo il Comune, rendere la sosta più ordinata e monitorata potrà contribuire a migliorare la mobilità complessiva e a rendere più efficiente l’uso dello spazio pubblico.
Patanè ha inoltre ricordato che il sistema sarà esteso agli stalli di carico e scarico merci del Tridente. Questo permetterà di introdurre politiche più mirate sulla prenotazione e sull’occupazione delle aree dedicate, riducendo gli abusi e migliorando l’organizzazione della sosta.
Fonte foto: Sito Comune Roma








