Scopri un angolo d’Italia dove la natura è protagonista: tra laghi, montagne e canyon, il Parco Nazionale del Matese è il luogo perfetto per un’avventura primaverile tra trekking e canoa.

Per chi sogna di trasformare i ponti di primavera – tra il 25 aprile e il 1° maggio – in un’esperienza a contatto con la natura, il Parco Nazionale del Matese è la meta ideale.

Appena istituito, questo angolo incontaminato tra Campania e Molise offre scenari spettacolari da esplorare con passo lento o pagaia in mano. Qui, tra laghi cristallini e foreste secolari, il turismo si fa sostenibile, rispettoso di una biodiversità preziosa che vede il ritorno del lupo appenninico e ospita centinaia di specie di uccelli migratori. Andiamo a scoprirlo.

Il cuore selvaggio del Matese: storia, natura e tesori nascosti

Il Parco Nazionale del Matese, ufficializzato proprio in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2025, rappresenta uno dei gioielli naturalistici più affascinanti d’Italia. Con i suoi quasi 89.000 ettari, abbraccia un territorio variegato fatto di montagne maestose, vallate intatte e specchi d’acqua di rara bellezza. Tra i protagonisti di questo paesaggio spiccano il Monte Miletto e la Gallinola, le due vette che dominano l’altopiano, regalando panorami che spaziano dai monti dell’Appennino fino ai due mari, Tirreno e Adriatico.

Ma il Matese non è solo natura da ammirare: è anche terra di storia e scoperte. A Pietraroja, uno dei borghi più belli del Sannio, è stato ritrovato “Ciro”, il celebre cucciolo di dinosauro perfettamente fossilizzato. Le gole spettacolari, come la Forra dell’Inferno o la Gola di Caccaviola, raccontano millenni di trasformazioni naturali, mentre il lago Matese, il più alto lago carsico d’Italia, ospita una straordinaria varietà di fauna acquatica e uccelli migratori.

Luoghi come l’Oasi WWF delle Mortine, la secolare cipresseta di Fontegreca e le misteriose grotte del Lete arricchiscono ulteriormente il mosaico di ambienti unici che rendono questo parco un laboratorio vivente di biodiversità.

Avventure tra sentieri e acque: trekking e canoa nel Parco del Matese

Il Matese è il luogo perfetto per chi desidera vivere la natura in modo attivo, rispettandone i ritmi e la bellezza. I sentieri che si snodano tra faggete, pianori e cime rocciose offrono percorsi per tutti i livelli, dalle passeggiate più tranquille alle escursioni più impegnative (da fare sfruttando utili app per le escursioni), con la ricompensa di vedute mozzafiato e incontri ravvicinati con la fauna selvatica. Salire verso il Monte Miletto o attraversare i pianori di Campolongo e Camerelle significa immergersi in un ambiente dove l’uomo ha lasciato spazio alla natura.

Per chi preferisce l’acqua ai sentieri, i laghi del Matese, di Letino e di Gallo rappresentano scenari ideali da esplorare in canoa. Pagaiando tra le rive ricche di vegetazione, si può osservare il volo delle rondini, delle folaghe o degli aironi bianchi che popolano queste zone umide.

Gli amanti dell’avventura più estrema possono invece sfidare le forre e i canyon, oppure esplorare le grotte carsiche del Lete, un mondo sotterraneo ancora selvaggio, dove la natura regala spettacoli di stalattiti e stalagmiti, accessibili solo con l’aiuto di guide esperte.

Come raggiungere il Parco Nazionale del Matese

Il Parco del Matese si estende tra le province di Caserta, Benevento, Campobasso e Isernia, ed è facilmente raggiungibile sia dal versante campano che da quello molisano.

Per chi arriva in auto da Napoli o Roma, l’accesso più comodo è attraverso l’autostrada A1 con uscita a Caianello, proseguendo poi in direzione di Piedimonte Matese. Dal Molise, invece, si può puntare su Bojano o Campitello Matese, seguendo strade panoramiche che già anticipano la bellezza del parco. Un consiglio utile per risparmiare tempo ai caselli è quello di appoggiarsi ad appositi servizi di telepedaggio.

Anche viaggiando in treno si può arrivare nelle vicinanze, con collegamenti fino a Isernia o Benevento, per poi proseguire in autobus o con mezzi privati. Ma sempre meglio verificare orari e percorsi in anticipo.