Le Olimpiadi di Parigi 2024 si propongono come un modello di sostenibilità, puntando a dimezzare le emissioni di CO2 rispetto a Rio 2016 e privilegiando l’uso di infrastrutture esistenti e mobilità sostenibile. Riusciranno nell’obiettivo?

La trentatreesima edizione dei Giochi Olimpici, prevista a Parigi dal 26 luglio all’11 agosto 2024, si annuncia come un evento senza precedenti, destinato a rimanere nella storia non solo per lo spettacolo sportivo ma anche per l’impegno verso la sostenibilità. L’obiettivo ambizioso di organizzare un’edizione “positiva per il clima” ha posto le basi per quello che potrebbe essere considerato un punto di svolta nella gestione ambientale degli eventi di portata globale.

Un cambio di prospettiva verso la carbon neutrality

Inizialmente, l’organizzazione puntava a rendere i Giochi di Parigi 2024 non solo unici e inclusivi dal punto di vista della mobilità, ma anche carbon neutral, un traguardo ambizioso che avrebbe seguito le orme, seppur non prive di strascichi polemici, di altri grandi eventi sportivi come i Mondiali di Calcio in Qatar.

Tuttavia, la realtà e le critiche hanno portato a un ripensamento strategico, con l’obiettivo ora ridimensionato a dimezzare le emissioni di CO2 rispetto a quelle generate dai Giochi di Rio 2016, evitando il confronto con Tokyo 2020 a causa delle particolari circostanze legate alla pandemia.

Tra critiche e realismo

Nonostante le intenzioni, tuttavia, le Olimpiadi di Parigi non sono esenti da critiche. Esperti ed attivisti ambientali hanno sollevato perplessità sull’effettiva sostenibilità dell’evento, temendo possa rivelarsi un ulteriore esempio di greenwashing. La sfida di rendere i giochi eco-responsabili è complessa, coinvolgendo aspetti che vanno dalle costruzioni alla mobilità, dall’alimentazione alla gestione dei rifiuti.

Una promessa di innovazione e sobrietà

Parigi 2024 si distingue per l’approccio innovativo alla pianificazione delle infrastrutture, privilegiando l’utilizzo di sedi esistenti e la costruzione di nuove strutture temporanee, eco-responsabili e riutilizzabili. Questa scelta riduce significativamente l’impatto ambientale legato alle costruzioni, un aspetto tradizionalmente critico per eventi di questa portata.

L’accento sulla sobrietà si riflette anche nell’organizzazione degli eventi, che vedranno una forte integrazione con il patrimonio culturale e storico di Parigi, e nella promozione della mobilità sostenibile, con un significativo impulso all’uso della bicicletta.

Le Olimpiadi si propongono come modello di sostenibilità, dalla promozione di una dieta più vegetale alla riduzione dell’uso della plastica. Tuttavia, la presenza di plastica usa e getta e la difficoltà nel rispettare alcuni degli obiettivi più ambiziosi sollevano interrogativi sull’effettiva capacità dell’evento di fungere da esempio positivo a livello globale.

Il dibattito sulla compensazione delle emissioni

Anche la strategia di compensazione delle emissioni di CO2 adottata da Parigi 2024 è soggetta a dibattito. Se da un lato, infatti, essa rappresenta un tentativo di bilanciare l’impatto ambientale dell’evento, dall’altro solleva questioni sulla sua effettiva efficacia e sulla possibilità che mascheri piuttosto che risolva il problema delle emissioni.

Le Olimpiadi di Parigi segneranno la svolta dello sviluppo sostenibile?

Le Olimpiadi di Parigi 2024 rappresentano indubbiamente un passo avanti verso la sostenibilità degli eventi di grande scala. Tuttavia, l’effettiva realizzazione di un evento eco-responsabile rimane una sfida complessa, con molteplici aspetti ancora da affrontare per minimizzare l’impatto ambientale.

La riduzione delle emissioni di CO2, la promozione di comportamenti sostenibili e la gestione efficace delle risorse sono tutti elementi cruciali per poter definire le Olimpiadi di Parigi non solo un trionfo sportivo, ma anche un modello di sostenibilità per il futuro. Resta da vedere se questi obiettivi saranno raggiunti o se, nonostante gli sforzi, l’evento sarà un altro esempio di promesse ambientali non completamente realizzate.