Vince il referendum che triplica le tariffe di parcheggio per i modelli di auto più pesanti e inquinanti. Ma a Parigi ha votato solo il 5,68% degli aventi diritto.

A Parigi vincono i sì, nonostante l’affluenza scarsissima. Il referendum “punitivo” sulle tariffe di parcheggio delle auto più inquinanti è passato, nella giornata di ieri. Ma le polemiche restano.

Dopo il referendum sui monopattini elettrici, la proposta della sindaca socialista Anne Hidalgo– che, di fatto, triplica le tariffe di parcheggio per i Suv– fa discutere. Hanno partecipato al voto 78.121 elettori, corrispondenti solo al 5,68% degli aventi diritto. E, sulla base di questo dato, i partiti di destra e la Lega per la difesa degli automobilisti parigini minacciano il ricorso per chiedere l’annullamento del voto.

Referendum di Parigi sui Suv: cosa prevede

Il principio è quello di ridurre le emissioni di CO2 e disincentivare progressivamente l’uso di mezzi ingombranti e inquinanti. Ma a quale costo?

Nel dettaglio il cosiddetto referendum “punitivo” prevede che il costo della tariffa oraria per il parcheggio di un Suv– o un’auto di grossa cilindrata- sia di 18 euro l’ora tra il 1° e l’11° arrondissement. Il prezzo per parcheggiare nel resto della città sarà invece di 12 euro l’ora.

Secondo la proposta referendaria- che, come vi abbiamo anticipato, non ha riscosso particolare successo in termini di partecipazione attiva al voto- le nuove tariffe saranno applicate ai veicoli più pesanti di 1,6 tonnellate. Incluse auto elettriche, termiche e ibride. La ratio dell’iniziativa, infatti, sta in un dato ineluttabile: a Parigi, negli ultimi cinque anni, la quantità di Suv in circolazione sarebbe aumentata del 60%. Passando dai 108 mila Suv del 2018 ai 170 mila del 2023.

Parcheggi a 18 euro l’ora: ecco chi riguarderà l’aumento

A pagare i 18 euro l’ora di parcheggio tra il 1° e l’11° arrondissement non saranno i residenti di Parigi né una serie di categorie di professionisti che lavorano nell’area. Tra cui i tassisti che sostano nelle aree loro dedicate, i portatori di handicap e chi lavora in ambito sanitario.

La prima cittadina di Parigi, Hidalgo, ha sottolineato che questa misura potrebbe generare un gettito fiscale pari a circa 35 milioni di euro l’anno. Secondo l’azienda AAA Data– specializzata in analisi riguardanti il settore automobilistico- le auto oggetto del referendum saranno circa 130 mila. Pari, cioè, al 15% del totale.

Il referendum sui Suv accende le polemiche

Nel dettaglio, il quesito referendario era così posto: “Siete pro o contro la creazione di una tariffa specifica per il parcheggio delle auto individuali pesanti, ingombranti e inquinanti?”.

A questa domanda hanno risposto 78.121 elettori. E la proposta è passata col voto favorevole del 54,55% dei cittadini di Parigi. La sindaca Hidalgo, artefice di un piano per disincentivare l’uso delle auto in città, si è detta molto contenta del risultato. Frutto anche del lavoro degli attivisti che, nei mesi scorsi, si sono lamentati per il traffico intenso e l’assenza di parchi urbani.

Tuttavia il voto di domenica ha acceso le polemiche. Secondo il sito Auto Infos, infatti, i partiti di destra e la Lega per la difesa degli automobilisti hanno criticato la scelta di far passare un referendum così poco partecipato. Altri ancora hanno rimarcato il messaggio ingannevole del quesito referendario. Se l’obiettivo doveva essere quello di limitare l’ingresso di Suv e auto inquinanti in città, sottolineano i contrari, non si sarebbe dovuto puntare sull’aumento delle tariffe del parcheggio. In attesa di scoprire se effettivamente si procederà con il ricorso per chiedere l’annullamento del voto, segnaliamo che il referendum è già valido. E potrebbe portare in ogni caso ricadute positive anche nell’ottica di incentivare la mobilità sostenibile.