La capitale francese cambia volto? A Parigi 500 strade saranno chiuse al traffico per far spazio a pedoni e ciclisti. Un referendum apre la strada a una nuova idea di città, più verde e sostenibile. 

Parigi accelera sulla mobilità sostenibile. Domenica si è svolta una consultazione cittadina che ha sancito, con un’ampia maggioranza di voti favorevoli, l’intenzione di chiudere al traffico automobilistico 500 strade della capitale francese.

Nonostante l’affluenza alle urne sia stata molto bassa e il referendum non fosse vincolante, la sindaca Anne Hidalgo ha annunciato che i lavori partiranno comunque a breve, avviando un processo di trasformazione all’insegna di più verde urbano e spazi pedonali e meno automobili.

L’iniziativa si inserisce in una visione di città smart e green, dove il via vai dei veicoli lascia il posto a piste ciclabili, aree pedonali e quartieri a misura di cittadino. Ecco i dettagli.

Referendum di Parigi: niente più auto in 500 strade parigine?

Parigi è pronta ad abbandonare l’auto. Il 24 marzo 2025, i parigini sono stati chiamati a esprimersi su un quesito chiaro: chiudere al traffico e trasformare in zone verdi 500 vie della città.

Il risultato è stato netto: il 66% dei votanti ha detto sì. A votare, però, è stato solo il 4% degli aventi diritto – poco più di 56.000 persone – in linea con l’affluenza dei precedenti referendum locali, come quello del 2023 sui monopattini a noleggio e quello del 2024 sull’aumento delle tariffe di parcheggio per i SUV.

La consultazione non prevedeva quorum e non era giuridicamente vincolante, ma rappresentava comunque un importante segnale politico. La proposta ha raccolto il consenso della maggior parte degli arrondissement, ad eccezione del settimo, dell’ottavo e del sedicesimo – i quartieri più centrali e conservatori, situati attorno alla Torre Eiffel.

Dietro l’iniziativa c’è la volontà della sindaca Anne Hidalgo, che guida la capitale francese dal 2014 e ha già dichiarato di non voler correre per un nuovo mandato nel 2026. Questo referendum è stato il culmine di un lungo percorso politico incentrato sulla riduzione delle emissioni di CO2 e del traffico in città.

Cosa succederà ora? Tempi e costi del progetto

Nonostante l’affluenza limitata, Hidalgo ha annunciato che si procederà subito con gli studi di fattibilità per avviare i cantieri.

Il piano prevede di intervenire in 6-8 strade per ciascuno dei 20 arrondissement. Risultato? Circa 10.000 parcheggi eliminati. Il costo stimato è di 500.000 euro per ogni strada, per un intervento che richiederà dai tre ai quattro anni di lavoro.

Ma al posto dei parcheggi e delle corsie stradali, verranno realizzati nuovi spazi verdi, percorsi pedonali e ciclabili, per restituire ai quartieri aria più pulita e una migliore qualità della vita. Ma non mancano le critiche: l’opposizione ha contestato come il referendum sia stato lanciato senza fornire informazioni dettagliate su quali strade sarebbero state interessate o su come sarebbe stata riorganizzata la viabilità.

Molti temono che la chiusura delle strade possa complicare ulteriormente l’accesso al centro per chi arriva dalle periferie o dai comuni limitrofi, spesso poco serviti dal trasporto pubblico. Le preoccupazioni maggiori arrivano proprio da quei quartieri – come il 16esimo – dove il “no” ha prevalso.

Una Parigi più verde, ciclabile e a misura di quartiere

In oltre dieci anni di amministrazione, Hidalgo ha trasformato profondamente il volto della capitale francese. Uno dei suoi primi atti simbolici fu la chiusura al traffico delle rive della Senna, oggi trasformate in una lunga passeggiata per pedoni e ciclisti.

Hidalgo è anche una delle principali promotrici della “città dei 15 minuti“: un modello urbano che punta a garantire a ogni cittadino la possibilità di accedere a lavoro, servizi pubblici, negozi e tempo libero nel raggio di un quarto d’ora a piedi o in bici.

Ha promosso la realizzazione di oltre 1.300 chilometri di piste ciclabili in città e ha rivoluzionato arterie centrali come Rue de Rivoli, riducendo drasticamente lo spazio per le auto a favore di mezzi alternativi.

Tra le sue battaglie più recenti, anche l’inasprimento delle tariffe di parcheggio per SUV e auto ingombranti, considerati troppo inquinanti per una città che punta a essere più verde.