Con soli 11 km di tranvie e 14,2 km di metropolitane realizzati tra il 2016 e il 2023, l’Italia si posiziona ultima in Europa per performance sulla mobilità sostenibile su ferro. Il report “Pendolaria 2024” di Legambiente parla chiaro:  c’è tanto da migliorare e qualche buona partica da cui ripartire.

In un’epoca che richiede un impegno deciso verso la sostenibilità nell’ottica di favorire un futuro verde, l’Italia si confronta con la sfida di rinnovare e ampliare la capacità e qualità della propria mobilità su ferro. A partire proprio dall’impiantistica.  Tra il 2016 e il 2023, infatti, l’incremento delle infrastrutture dedicate a questo tipo di mobilità è stato minimo, riflettendo uno sbilanciamento verso il trasporto su gomma e una scarsa attenzione agli investimenti necessari per contrastare efficacemente il traffico veicolare e l’inquinamento atmosferico. Le rivelazioni del report “Pendolaria – Speciale aree urbane” di Legambiente evidenziano questa situazione critica, offrendo al contempo uno spunto per riflettere su come invertire la tendenza.

Mobilità su ferro: le performance italiane in un’analisi comparativa

Mentre l’Italia ha aggiunto alla sua rete 11 km di tranvie e 14,2 km di metropolitane negli ultimi anni, altri paesi europei hanno fatto passi ben più consistenti. Il Regno Unito vanta 680,4 km di metropolitane, la Germania 656,5 km, e la Spagna 615,6 km, dimostrando un impegno ben superiore nello sviluppo di una mobilità su ferro efficiente e capillare.

In Italia, la lunghezza totale delle metropolitane si attesta a meno di 256 km, cifra inferiore anche a quella di singole città come Madrid (291,3 km) e paragonabile a quella di Parigi (225,2 km). Le tranvie italiane si estendono per 397,4 km, contro gli 875 km della Francia e i 2.042,9 km della Germania, mentre le ferrovie suburbane italiane coprono 740,6 km, lontano dai 2.041,3 km tedeschi, dai 1.817,3 km britannici e dai 1.442,7 km spagnoli.

Il “caso Roma”: 1,43 km di metropolitana ogni 100 mila abitanti

Il report di Legambiente mette in evidenza il “caso” della metropolitana di Roma. La Capitale, infatti, con soli 1,43 km di metro ogni 100.000 abitanti è in netto ritardo rispetto alle altre capitali europee, dove il trasporto su ferro è ben più sviluppato.

Questa carenza infrastrutturale non solo incide sulla qualità della mobilità urbana ma evidenzia anche la vulnerabilità della città agli eventi climatici estremi, che dal 2010 al 2023 hanno colpito Roma, causando danni ai trasporti pubblici e interruzioni dei servizi.

Trasporto pubblico, ecco le buone pratiche e gli esempi virtuosi

Nonostante il quadro generale presenti diverse criticità, vi sono esempi di buone pratiche che dimostrano come l’Italia possa indirizzare efficacemente risorse e attenzioni verso una mobilità sostenibile su ferro. Queste iniziative rappresentano lampi di speranza e modelli da replicare e ampliare su scala nazionale.

Uno degli esempi più significativi è il nuovo collegamento ferroviario tra Torino Porta Susa e l’Aeroporto, realizzato grazie a un investimento mirato che migliora notevolmente l’accessibilità e la sostenibilità dei trasporti nella regione Piemonte. Questo collegamento non solo facilita i viaggi aerei per i residenti e i turisti ma contribuisce anche alla riduzione del traffico stradale e delle emissioni di gas serra.

In Lombardia, la fermata suburbana di Brescia Violino sulla linea Brescia-Edolo- finanziata da Ferrovienord con il sostegno della Regione Lombardia- è un altro esempio di come gli investimenti nel trasporto su ferro possano favorire la mobilità sostenibile. Con un investimento di 2 milioni di euro, questa iniziativa ha permesso di migliorare l’accessibilità e la connettività per i pendolari, riducendo la dipendenza dalle automobili e promuovendo una mobilità più verde.

Insomma, con una pianificazione attenta e investimenti mirati, è possibile superare le sfide legate alla mobilità sostenibile su ferro. Legambiente evidenzia l’importanza di strategie integrate che considerino la mobilità come parte di un ecosistema urbano più ampio, incentrato sul benessere dei cittadini e sulla sostenibilità ambientale. L’adozione di questi esempi virtuosi su una scala più ampia potrebbe significativamente accelerare la transizione dell’Italia verso un sistema di trasporto pubblico più efficiente, resiliente e sostenibile.

Mobilità urbana sostenibile per contrastare i cambiamenti climatici

La frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi– causati dai cambiamenti climatici in atto-  pongono ulteriori sfide per l’Italia. In cui, dal 2010 al 2023, si sono registrati ben 182 fenomeni climatici estremi che hanno interessato in particolare Lazio, Lombardia e Campania.

Questo dato, rimarcato dal report “Pendolaria”,  sottolinea la necessità di adottare soluzioni concrete per favorire la mobilità urbana sostenibile. Legambiente invoca un significativo aumento delle infrastrutture di trasporto pubblico, proponendo un investimento di 1,5 miliardi di euro all’anno fino al 2030 per sviluppare metropolitane, tranvie e ferrovie suburbane. L’associazione sottolinea inoltre la necessità di un riorientamento delle risorse, oggi troppo focalizzate sulle infrastrutture stradali, verso progetti che possano contribuire concretamente alla riduzione delle emissioni inquinanti e alla promozione di una mobilità più sostenibile.