A piedi o in bicicletta, partiamo nell’esplorazione di Pesaro, una città che ha fatto della musica il suo biglietto da visita.
Non è un caso che Pesaro sia definita dal cantautore indie-pop Calcutta “una donna intelligente” (metti play sul brano cult Cosa mi manchi a fare e torna al tuo 2015) e che i Baustelle abbiano scelto il nome della città come titolo della prima canzone del loro nuovo album El Galactico, dove si cantano sentimenti contrastanti:“Eppure no, non perdo mai la forza e il sogno/So come si sta sul lungomare in coma/C’è una crush/D’amore e morte a Pesaro”). Conosciamo meglio questa meta spesso sottovalutata, che negli anni è rinata grazie alla cultura, fronteggiando la crisi economica che ancora si fa sentire in quello che un tempo era un fiorente distretto del mobile.
Pesaro, una città sotto il segno dello slow tourism
Pesaro non ama la velocità ed il clamore, ma conquista chi decide di andare alla sua scoperta a passo lento in un mix di storia, arte, mare, buon cibo e tanta, tantissima musica. Ci troviamo sulla costa adriatica delle Marche: a pochi chilometri nell’entroterra c’è Urbino, mentre poco più a nord ecco che appare la riviera romagnola, due località più famose e battute dal turismo di cui Pesaro diventa l’alternativa perfetta per chi vuole rilassarsi senza rinunciare alla cultura e alle spiagge. L’atmosfera, infatti, è quella di una destinazione tranquilla, ma allo stesso tempo ricca di esperienze autentiche da offrire a chi la visita.
Cosa vedere assolutamente a Pesaro
Per chi arriva a Pesaro per la prima volta, ad accoglierlo c’è un centro storico elegante e raffinato, dove a spiccare è Piazza del Popolo, lo scenografico salotto cittadino su cui si affaccia il Palazzo Ducale, antica residenza delle famiglie nobiliari degli Sforza e dei della Rovere. Non passa inosservata la fontana posta nel mezzo, originaria del ‘500, che nel corso dei secoli ha subito cambiamenti e restauri: è chiamata “la pupilla di Pesaro” ed è un ottimo punto di riferimento se devi incontrare qualcuno. La musica, però, la fa subito da protagonista, perché proprio a due passi si trova la casa natale di Gioacchino Rossini, il grande compositore vissuto a cavallo tra il ‘700 e l’800, che proprio in questo palazzo, ora adibito a museo aperto al pubblico, nacque nel 1792.

Ma non è finita qui: perché nel giro di 10 minuti lungo via Branca, tra negozi storici e franchising, si arriva prima al Teatro Rossini, che ogni anno ospita il rinomato Rossini Opera Festival, che richiama appassionati da tutta Europa (e non solo), e poi il Museo Nazionale Rossini, che ne racconta la vita tra libretti, cimeli, dipinti e opere in sottofondo. E la memoria del compositore a Pesaro si trova anche nella specialità gastronomica più popolare e curiosa della città, ovvero la pizza Rossini, famosa per essere guarnita con uova sode e maionese. L’arte più istituzionale ha la sua sede nei Musei Civici di Palazzo Mosca, anche se è sul lungomare, precisamente nel Piazzale della Libertà, che ti aspetta l’opera diventata il simbolo cittadino per eccellenza, ovvero la Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro – chiamata confidenzialmente “palla di Pomodoro” adagiata sopra uno specchio d’acqua.

L’immagine al tramonto è sempre suggestiva, così come lo è il delizioso Villino Ruggeri, gioiello liberty posto a pochi metri dalla scultura (al civico n°1): costruito agli inizi del ‘900, non è visitabile in quanto proprietà privata, ma vale la pena fermarsi ad ammirare le sue forme sinuose e i dettagli floreali. Infine, segnati questo promemoria: solo in determinate giornate – in particolare quelle organizzate dal FAI – è possibile entrare nella Rocca Costanza, la più grande fortificazione che c’è in città, voluta tra il 1474 e il 1483 da Costanzo Sforza.
I luoghi meno noti e le sorprese di Pesaro
Pesaro è anche una città di mare, con lidi ampi, ordinati e adatti a tutti, soprattutto alle famiglie. Gli stabilimenti balneari offrono comfort e servizi, ma non mancano tratti liberi, come quello della Baia Flaminia. La vera magia, però, si trova appena fuori. Si tratta del Parco Naturale del Monte San Bartolo, che si estende lungo la costa a nord della città, ed è un susseguirsi di falesie, sentieri panoramici e calette nascoste. Qui si respira un’atmosfera più selvaggia, lontana dalla folla, ideale per chi ama la natura e i trekking: inserisci nell’itinerario Fiorenzuola di Focara, con la sua spiaggia non attrezzata e il borgo omonimo, che sorge su un promontorio a picco sul mare. Sempre all’interno del parco, circondato dal verde, si nasconde un maestoso edificio, la Villa Imperiale, storica dimora del XV secolo degli Sforza che si può visitare solo in determinati periodi all’anno: per il 2025 le possibilità sono terminate il 4 ottobre, l’appuntamento sarà probabilmente a partire dalla tarda primavera del 2026. Tornando in città, ecco che spunta l’ex mercato ittico nel suo volto più contemporaneo: la Pescheria, infatti, si è trasformata in un centro di arte visive, con esposizioni e mostre temporanee.

Non abbiamo ancora detto che Pesaro nel 2017 proprio per la sua riqualificazione grazie alle sette note è stata nominata Città Creativa Unesco della Musica, riconoscimento che ha portato alla creazione nel 2020 della Sonosfera: un anfiteatro realizzato a Palazzo Mosca nato per ascoltare i suoni degli ecosistemi, in particolare di quelli in via d’estinzione. Dagli inizi del nuovo millennio, in più, questa cittadina ha visto nascere e crescere una scena musicale alternativa tutta da ascoltare, tra i gruppi indie come gli indimenticati Camillas e post-punk made in Italy, tra Be Forest e Soviet Soviet: il place to be è il leggendario Circolo Mengaroni, meglio noto come il “Menga”, attivo in quello che fu un ex carcere minorile e che dal 2026 probabilmente dovrà trovare una nuova sede dopo la vendita all’asta degli spazi. E se ti piace il cinema, approda a giugno, in concomitanza del Pesaro Film Festival, con proiezioni diffuse anche sotto le stelle, in piazza e in spiaggia.
Last but not least, Pesaro si è guadagnata pure il titolo di Città della Bicicletta, puntano sulla mobilità sostenibile: al posto della metropolitana salta in sella alla Bicipolitana, con piste ciclabili distinte per colori (come le linee di trasporto sotterranee) che ti suggeriscono percorsi diversi per girare la città, magari canticchiando la tua canzone preferita.








