Tra Pescara e Taranto, lungo la Costa Adriatica, si snoda un itinerario ricco di storia, borghi e panorami sorprendenti, perfetto per chi ama viaggiare fuori dai soliti percorsi.

Se ami il turismo lento ed esperienziale, lasciandoti sorprendere da borghi antichi, città dal glorioso passato e paesaggi che cambiano a ogni curva, questo itinerario fa per te. Tra Pescara e Taranto attraverserai la Costa Adriatica dall’Abruzzo verso la Puglia, in un viaggio tra storia, arte e natura. Dalle fortificazioni medievali ai pittoreschi porti, dalle necropoli sotterranee alle cattedrali romaniche, ogni tappa ti regalerà una nuova prospettiva.

5 luoghi da scoprire tra Pescara e Taranto

Fermarsi lungo un viaggio significa immergersi in un’Italia autentica, fatta di borghi medievali, città sul mare e monumenti che raccontano secoli di storia. È un percorso che invita a rallentare, a prendersi il tempo per esplorare una strada secondaria, per ammirare un panorama inaspettato e per gustare le specialità locali. Lungo il tragitto visiterai castelli che dominano il mare, città ricche di tradizioni e inaspettate meraviglie sotterranee che svelano il passato più remoto di questi luoghi.

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L’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia

Posta fuori da Fossacesia, su un promontorio che dà sulla Costa dei Trabocchi, l’Abbazia di San Giovanni in Venere regala una vista spettacolare. Il nome “in Venere” richiama un antico santuario pagano dedicato alla dea, di cui purtroppo non restano tracce visibili.

Le origini del complesso risalgono a una cella monastica attiva tra il 700 e il 900 d.C., mentre l’abbazia vera e propria fu fondata nel 1015 dal conte Trasmondo II di Teate. Tra il XII e il XIII secolo, grazie ai lavori di Odorisio II e di Rainaldo, l’edificio assunse l’aspetto attuale e ancora oggi ospita una comunità di Padri Passionisti.

La facciata combina blocchi di arenaria e mattoni, mentre il portale principale, la Porta della Luna, è allineato in modo che i raggi del sole al tramonto del solstizio d’estate illuminino il presbiterio e la cripta. La Porta del Sole, invece, permette alla luce del solstizio d’inverno di filtrare attraverso le tre absidi. Sopra l’ingresso principale una lunetta raffigura Cristo in trono tra San Giovanni Battista e San Benedetto, mentre le colonne laterali sono ornate con scene della vita del Battista.

L’interno, a tre navate, ospita un presbiterio rialzato e una suggestiva cripta decorata con affreschi duecenteschi, tra cui un Cristo benedicente e una Vergine in trono, attribuiti alla scuola di Jacopo Torriti. Il chiostro medievale risale al 1200, parzialmente ricostruito negli anni Trenta del Novecento. Tra le epigrafi custodite, spicca quella dell’abate Oderisio II, che testimonia il 1165 come anno di consacrazione dell’abbazia.

Il Castello Caldoresco nel centro storico di Vasto

Nel centro storico di Vasto, su un promontorio affacciato sulla costa, si trova l’imponente Castello Caldoresco, fortezza eretta nel 1439 per volere di Giacomo Caldora su progetto dell’architetto senese Mariano di Jacopo. L’edificio, che si affaccia su piazza Rossetti e piazza Barbacani, è composto da quattro corpi che racchiudono un cortile interno, con i lati maggiori orientati lungo l’asse est-ovest e con i bastioni su tre angoli. Nonostante alcuni interventi del XIX secolo, la facciata occidentale e quella settentrionale conservano ancora gli elementi originali. Data la sua funzione difensiva, il castello era un tempo circondato da mura e da un fossato con ponte levatoio.

A breve distanza si trova Palazzo D’Avalos, anch’esso voluto dai Caldora e oggi sede di importanti istituzioni culturali. Qui vale la pena visitare il Museo Archeologico, il più antico d’Abruzzo, che custodisce preziosi reperti dall’Età del Ferro al Medioevo. La Pinacoteca Civica ospita le opere dei fratelli Palizzi, mentre il Museo del Costume Antico espone abiti del XIX e XX secolo.

Nei pressi del castello si erge la storica Torre di Bassano, un’antica struttura cilindrica in mattoni, un tempo collegata alla fortezza. Sempre nel centro storico si trovano alcune delle chiese più suggestive della città, tra cui la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con il prezioso reliquiario, la Cattedrale di San Giuseppe, la Chiesa di San Michele Arcangelo e i resti della Chiesa di San Pietro.

Bisceglie e il Dolmen della Chianca

Le origini di Bisceglie restano incerte, ma è probabile che il borgo sia nato dall’unione di più casali in seguito alle incursioni saracene. Le prime architetture normanne furono trasformate dagli Aragonesi, che alla fine del XV secolo realizzarono imponenti fortificazioni ancora oggi visibili. Nel centro storico si trovano edifici di grande interesse, tra cui la Chiesa di Santa Margherita, costruita nel XII secolo e caratterizzata da una pianta a croce sormontata da una cupola piramidale.

A dominare il paesaggio è il Castello Svevo, con la torre maestra che oggi ospita una collezione etnografica. Alle sue spalle si trova la Chiesa di Sant’Adoeno, dell’XI secolo. La Cattedrale è uno splendido esempio di romanico pugliese (XI-XIII secolo) ed è affiancata dal Palazzo Vescovile. Dal pittoresco porticciolo emergono i resti dei moli settecenteschi con le caratteristiche bitte in pietra, che un tempo servivano all’attracco delle imbarcazioni.

Fuori Bisceglie la campagna è punteggiata da antichi casali, torri di avvistamento e qualche trullo, usato in passato per custodire gli attrezzi agricoli. È qui che si trovano quattro monumenti megalitici dell’Età del Bronzo (XVI-XIV secolo a.C.): in particolare il più interessante è il Dolmen della Chianca, una struttura funeraria composta da tre grandi lastre verticali infisse nel terreno, che sorreggono un’imponente copertura orizzontale.

Molfetta, antico borgo di pescatori

Le origini di Molfetta, borgo sul mare e animato porto di pesca, sono antichissime. Probabilmente fondata in epoca romana, dopo la caduta dell’Impero subì le dominazioni di Goti, Bizantini, Longobardi e Normanni. La sua storia è strettamente legata al porto, che per secoli fu un crocevia dei mercanti delle Repubbliche Marinare, della Grecia e della Dalmazia, oltre a essere un punto di partenza per le Crociate in Terra Santa.

Il borgo antico, di forma ellittica, si sviluppa su una piccola penisola ed è caratterizzato da un intreccio di vicoli su cui si affacciano gli edifici storici. Tra questi, sono di particolare interesse il Palazzo di Città e la vicina Sala dei Templari, del XII secolo, oltre al Palazzo Giovene, che ha elementi tre-quattrocenteschi.

La Cattedrale è un meraviglioso esempio di chiesa barocca, mentre l’adiacente Palazzo Vescovile, sede del Museo Diocesano, conserva opere d’arte sacra e reperti neolitici provenienti dal Pulo di Molfetta, un’enorme dolina carsica situata a pochi chilometri dalla città. Da non perdere è la Biblioteca del Seminario, con una sala, affrescata nell’Ottocento, che custodisce oltre 40.000 volumi, tra cui un prezioso manoscritto miniato del XVI secolo e il “Libro Rosso”, che racconta la storia di Molfetta dal 1323 al 1507.

Un’altra chiesa degna di nota è la Basilica di Santa Maria dei Martiri, fondata in epoca normanna e ricostruita nell’Ottocento. Infine, nel porto si erge il Duomo di San Corrado, in stile romanico pugliese, riconoscibile per le caratteristiche cupole piramidali.

La Magna Grecia nella Taranto sotterranea

Le città sotterranee, come Napoli e Parigi, offrono sempre un punto di vista ricco di fascino e mistero, oltre che di storia. Taranto non è da meno: la sua necropoli è una delle testimonianze più significative della civiltà greca in Italia. Oggi alcuni di questi siti sono diventati accessibili al pubblico e fanno parte del percorso turistico del capoluogo pugliese.

– Tomba degli Atleti

Situata all’angolo tra via Pitagora e via Crispi, questa imponente tomba a camera risale alla fine del VI – inizio V secolo a.C. La struttura, interamente realizzata in blocchi di carparo, presenta una pianta quadrangolare con pavimentazione in lastre regolari. Originariamente la copertura era costituita da lastroni e architravi sostenuti da due colonne doriche centrali. All’interno sette sarcofagi sono disposti lungo le pareti, per richiamare la disposizione dei letti conviviali (klinai) nelle sale da banchetto (andròn) delle abitazioni greche arcaiche. Il ricco corredo funerario, esposto in copie, include un’anfora panatenaica, premio destinato agli atleti vincitori delle feste in onore di Atena ad Atene, a sottolineare l’alto livello sociale delle persone qui sepolte.

– Area di Necropoli

Questo sito è uno dei più estesi settori funerari accessibili della polis greca, con circa 140 sepolture che vanno dalla fine del VII – prima metà del VI secolo a.C. fino al III secolo a.C. Gli scavi hanno rivelato una disposizione delle tombe lungo assi viari preesistenti, suggerendo un’organizzazione urbanistica che integrava la necropoli nel tessuto cittadino. Le sepolture variano da semplici fosse scavate nella terra o nella roccia a elaborate tombe a camera, espressione di nuclei sociali più agiati, databili tra il IV e il III secolo a.C. Questa diversità tipologica testimonia una panoramica delle pratiche funerarie e delle stratificazioni sociali dell’antica Taranto.

– Museo Spartano di Taranto (Ipogeo di Palazzo de Beaumont Bonelli)

Nel cuore della città vecchia, il Palazzo de Beaumont Bonelli custodisce interessanti strutture ipogee che testimoniano le diverse epoche storiche di Taranto. Tra queste, la Sala Filonide, la più ampia e alta, presenta stratificazioni murarie in calcarenite e opus incertum, che evidenziano l’evoluzione architettonica nel tempo. Di particolare interesse è la Sala Persefone, la più antica e profonda, situata a 16 metri sotto il livello stradale e attraversata da un fiume sotterraneo visibile, che raccoglie le acque provenienti dalle Murge tarantine. Questi ipogei sono un ottimo esempio della complessità e dell’ingegnosità delle strutture sotterranee della città e offrono uno sguardo unico sulla storia e sull’architettura.