Bruxelles spinge per la transizione elettrica e difende il settore europeo dalle sfide globali. Al vaglio le misure dell’UE a sostegno dell’automotive per rilanciare la competitività.
La Commissione europea ha avviato un ambizioso piano di sostegno per il settore automotive con l’obiettivo di favorire il rilancio delle auto elettriche e affrontare le sfide derivanti dalla concorrenza internazionale, in particolare da Stati Uniti e Cina. Le nuove politiche mirano a creare condizioni più favorevoli per le aziende europee, stimolando l’innovazione tecnologica e rafforzando la resilienza della filiera produttiva.
Il futuro dell’automotive europeo in bilico
La crisi che ha colpito il comparto automobilistico europeo è profonda. La perdita di oltre 54.000 posti di lavoro tra i fornitori nel solo 2024, la crescente dipendenza dalla Cina per batterie e minerali essenziali e le possibili sanzioni commerciali da parte degli Stati Uniti rappresentano minacce tangibili. A questo si aggiunge il rischio di pesanti multe europee ai costruttori per il mancato rispetto dei target sulle emissioni di CO2, che potrebbero costare fino a 15 miliardi di euro alle case di produzione. Per evitare queste sanzioni, la quota di mercato delle auto elettriche dovrebbe superare il 20%, ma attualmente si attesta solo al 13,6%.
La presidente Ursula von der Leyen ha ribadito l’importanza di garantire il successo dell’industria europea durante questa delicata fase di transizione, ribadendo che l’Europa non può permettersi di restare indietro nella corsa verso un futuro a basse emissioni. Tuttavia, per raggiungere tali obiettivi sarà necessario affrontare i limiti strutturali che oggi penalizzano il settore.
Un piano strategico per l’industria
Ieri, al primo incontro del tavolo UE sul tema organizzato a Bruxelles, 22 leader del settore, tra cui i Ceo di BMW, Mercedes-Benz e Renault, hanno partecipato al dialogo strategico promosso dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’iniziativa punta a elaborare soluzioni concrete per supportare la transizione ecologica e difendere la competitività europea delle auto elettriche e dei modelli ibridi. Tra le misure discusse vi sono tecnologie chiave, un possibile piano di incentivi UE per aumentare la produzione di veicoli elettrici e la riduzione dei costi per l’accesso ai materiali strategici.
La riduzione della dipendenza da risorse critiche cinesi rappresenta una delle priorità strategiche. Per questo motivo, la Commissione sta lavorando a progetti per rafforzare la produzione interna di batterie e minerali rari, con l’obiettivo di diversificare le fonti di approvvigionamento. Il piano definitivo verrà presentato il prossimo 5 marzo e conterrà una serie di proposte concrete per promuovere lo sviluppo di tecnologie pulite.
In parallelo, la Commissione intende lanciare una consultazione pubblica per raccogliere idee e suggerimenti su come incentivare ulteriormente la ricerca e l’adozione di soluzioni innovative nel settore automotive.
Sostegno per l’automotive: un equilibrio complesso
Le case automobilistiche stanno cercando di negoziare la cancellazione o almeno una dilazione delle multe sulle emissioni. Alcune proposte includono la riduzione della produzione di auto a diesel e benzina o l’acquisto di crediti “green” da Tesla e dai produttori di auto elettriche cinesi. Tuttavia, questa strategia presenta contraddizioni. Secondo Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company, adottare questo approccio significherebbe finanziare gli stessi produttori cinesi sui quali la stessa UE ha imposto dazi.
Il think tank T&E ritiene che posticipare gli obiettivi non porterebbe benefici significativi, sostenendo che il settore è già pronto a fronteggiare la sfida. Secondo l’ente, il mercato europeo vedrà presto un aumento delle vendite di veicoli elettrici grazie all’arrivo di nuovi modelli competitivi.
Il piano europeo mira a incentivare una maggiore collaborazione tra industria e governi per stimolare la ricerca su tecnologie innovative, proprio allo scopo di rendere più convenienti i veicoli full electric per i consumatori europei. Bruxelles spera che questo approccio sistemico possa favorire il rilancio del settore in un mercato globale altamente competitivo.







