Nel segmento delle piccole auto elettriche, più di un terzo dei modelli presenti sul mercato europeo è prodotto in Cina e oltre la metà al di fuori della UE. Analizziamo lo scenario che emerge a fine settembre 2026.
In generale, il numero di modelli BEV disponibili in Europa continua a crescere. Secondo uno studio di Motor1.com, chi vuole acquistare un veicolo a batteria può disporre ad oggi di una gamma di 287 modelli completamente elettrici, distribuiti tra diverse tipologie: dalle city car alle berline, passando per SUV, monovolume, station wagon, sportive, van.
Se il primo mercato mondiale per le auto elettriche resta la Cina, quello europeo è il secondo e si sta espandendo grazie anche a vantaggi nei vari stati quali incentivi per auto elettriche e bonus colonnine per le infrastrutture di ricarica elettrica.
Restringendo l’analisi alle vetture di dimensioni più contenute, emerge un dato significativo sulla provenienza produttiva degli attuali modelli.
Piccole auto elettriche in Europa: dove si producono
Dei 287 modelli BEV disponibili sul mercato europeo, 63 rientrano nel raggruppamento delle piccole auto elettriche secondo la classificazione adottata da Motor1.com.
Si tratta di una definizione piuttosto ampia, che comprende city car, hatchback di segmento B, B-SUV e SUV piccoli e compatti dei segmenti B e C. È quindi un perimetro più esteso rispetto alle classificazioni più convenzionali che considerano esclusivamente i segmenti A e B.
22 di questi 63 modelli, pari a circa il 35%, sono prodotti in Cina. Se a questi si aggiungono i modelli prodotti in paesi extra UE, il numero sale a 33, pari a oltre il 52% del totale. I modelli prodotti all’interno dell’UE sono invece 31. Nel dettaglio:
- Cina 22 modelli;
- Corea del Sud 3;
- India 2;
- Marocco 2;
- Serbia 2;
- Turchia 1;
- Giappone 1.
All’interno dell’Unione Europea, la Spagna è il paese con il maggior numero di modelli prodotti, con 8, seguita dalla Francia con 6, secondo questa ripartizione:
- Spagna 8 modelli;
- Francia 6;
- Polonia 4;
- Slovacchia 4;
- Slovenia 3;
- Repubblica Ceca 2;
- Italia 2;
- Romania 1
- Belgio 1.
Il quadro restituisce quindi una situazione articolata: l’Europa dispone di un’offerta sempre più ampia di piccole auto elettriche, ma una parte consistente della capacità produttiva che alimenta questo mercato si trova al di fuori dei confini comunitari.
Stellantis: solo 4 modelli su 18 sono extra UE
Uno scenario differente emerge guardando al gruppo Stellantis, quello offre il maggior numero di piccoli modelli elettrici sul mercato europeo: 18 in totale. La composizione è la seguente:
- Fiat 5 modelli;
- Opel 3;
- Peugeot 2;
- Citroën 2;
- Abarth 2;
- Jeep 1;
- Lancia 1;
- Alfa Romeo 1;
- DS 1.
Dei 18 modelli, quattro sono prodotti in stabilimenti situati fuori dall’Unione Europea: Fiat Topolino, Citroën Ami e Opel Rocks-e in Marocco e Fiat Grande Panda in Serbia. I primi tre sono in realtà microcar elettriche, che Stellantis include nelle proprie statistiche relative alle auto elettriche.
Da precisare, inoltre, che la Citroën ë-C3 è fabbricata sia in Serbia che in Slovacchia ed è considerata produzione UE.
Piccole auto elettriche: gli scenari futuri
Il quadro che emerge dall’analisi è quello di un mercato europeo delle piccole elettriche sempre più ricco, ma anche caratterizzato da una forte esternalizzazione della produzione. Il tema della disponibilità di vetture BEV compatte e accessibili è inoltre destinato a rimanere centrale.
Un report della IEA (International Energy Agency) rileva che in Europa la disponibilità di piccoli modelli a batteria è migliorata negli ultimi anni e dovrebbe continuare a crescere, mentre la Commissione Europea ha individuato proprio in questo segmento uno dei nodi della futura politica industriale del mercato automotive e della transizione ecologica.
La sfida, dunque, non riguarda soltanto quante piccole auto elettriche saranno disponibili per gli automobilisti europei, ma anche dove verranno costruite. Per i costruttori europei la capacità di mantenere e sviluppare una produzione competitiva delle compatte a zero emissioni di CO2 può diventare quindi uno degli elementi centrali in questo processo.








