Ci addentriamo a Pigalle, il quartiere “a luci rosse” di Parigi in cui si trova il Moulin Rouge, una zona che negli ultimi anni si sta trasformando completamente grazie ai nuovi residenti. In questo articolo scopriremo cosa vedere e cosa fare in una delle aree più iconiche della Ville Lumière.
Un giro nella Parigi più insolita può volere anche dire andare alla scoperta di un quartiere famosissimo, entrato di diritto nell’immaginario collettivo di tutti noi insieme alla Tour Eiffel e all’Arco di Trionfo.
Alla scoperta di Pigalle, nel cuore di Parigi
Ai piedi della collina di Montmartre e della Basilica del Sacré-Coeur, il quartiere di Pigalle si snoda lungo i boulevard di Clichy e Rochechouart. In questa zona dinamica e trendy ci sono sale da concerto, caffetterie, luoghi culturali e suggestivi vicoli che offrono scorci sulla basilica.
Pigalle è conosciuto come il quartiere a luci rosse di Parigi poiché durante la Belle Epoque, periodo bohèmien, era un luogo di eccessi e trasgressioni, dove arte e criminalità coesistevano, e che aveva ispirato molti artisti, come Toulouse-Lautrec. È proprio qui che lo spogliarello e il cancan hanno visto la luce: Pigalle è da sempre il quartiere della vita notturna parigina, associato all’erotismo e alla malavita.
Oggi, pur mantenendo i suoi locali di intrattenimento per adulti, il quartiere ha saputo reinventarsi, liberandosi della reputazione di luogo malfamato e trasformandosi in una delle attrazioni turistiche più interessanti di Parigi.
La storia di Pigalle e la sua trasformazione
In questo quartiere nacque la trasgressione dei primi spettacoli di cancan, una danza sfrenata e provocatoria in cui le ballerine, senza inibizioni, alzavano le gonne mostrando le gambe. Il Moulin Rouge ne era il tempio, frequentato in particolar modo da scrittori e artisti. Con il tempo, la zona acquisì sempre più la fama di quartiere “a luci rosse”, fama in parte alimentata dai soldati americani che, durante la Liberazione, affollavano i night club spuntati ovunque. I soldati trovavano conforto e svago con le bouchonneuses, incantevoli ragazze pagate in base al numero di bouchons, i tappi di champagne che riuscivano a far stappare ai clienti.
Per lungo tempo Pigalle è stato sinonimo di quartiere malfamato, dominato dal business del sesso, tra bordelli più o meno legali, prostituzione, strip club, night club, sexy shop e una clientela spesso ambigua e poco raccomandabile.
La trasformazione del quartiere
Dalla fine degli anni Novanta, il quartiere ha vissuto una trasformazione graduale ma inarrestabile: i locali a luci rosse tipici degli anni Settanta sono stati progressivamente sostituiti da locali più alla moda e meno equivoci, mentre alcune sale sono state riconvertite in centri culturali.
Grazie alla spinta dei residenti, le autorità locali hanno avviato un cambiamento significativo: sebbene alcune icone del passato siano ancora visibili intorno a Place Pigalle, sempre più negozi di prodotti biologici, botteghe gourmet, atelier e gallerie d’arte stanno prendendo piede. Le giovani coppie che hanno scelto di stabilirsi qui stanno ridefinendo l’identità del quartiere, trasformandolo in una zona alla moda, con ristoranti, caffè, pasticcerie e spazi verdi pensati per bambini e famiglie, creando un’atmosfera in continua evoluzione.
Non solo Moulin Rouge: cosa fare a Pigalle
Pigalle, che prende il nome dallo scultore parigino Jean-Baptiste Pigalle, vissuto tra il 1714 e il 1785, da sempre attira l’attenzione per il suo carattere libertino. Il quartiere si divide tra North Pigalle, detto NoPi, che si estende lungo i boulevard di Clichy e Rochechouart, e South Pigalle, chiamato SoPi.
Pigalle nord è la zona più vivace, con una maggiore concentrazione di cabaret, sale da concerto, come Les Trois Baudets, e caffè alla moda. Nonostante le insegne maliziose dei locali, i caratteristici vicoli meritano di essere esplorati.
Pigalle sud, invece, è diventato il ritrovo degli hipster parigini e uno dei quartieri più dinamici della città. Questo ex quartiere a luci rosse ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni ed è diventato uno dei punti di riferimento più trendy della capitale, al pari del Marais. Sebbene mantenga ancora un’atmosfera vagamente seducente, con le iconiche insegne al neon che richiamano il suo passato audace, oggi SoPi attrae un pubblico esigente e sofisticato. La zona si estende dalle stazioni della metropolitana Blanche e Anvers fino a Notre-Dame-de-Lorette e Trinité-d’Estienne-d’Orves e offre un’alta concentrazione di boutique alla moda, bistrot tradizionali e raffinati cocktail bar. SoPi è anche il paradiso per gli amanti dello shopping, tra negozi di moda, design e arredamento d’interni.
Una tappa al Moulin Rouge è inevitabile
Il più celebre cabaret di Parigi, fondato nel 1889, ha saputo mantenere la sua identità polimorfa e oggi offre spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e concerti. Il suo iconico cancan ha sempre affascinato l’alta borghesia per il suo spirito libertino e seducente. Il Moulin Rouge è stato il punto di ritrovo per artisti come Henri de Toulouse-Lautrec e Auguste Renoir, nomi che continuano ad attirare i turisti che cercano il lato più bohèmien di Parigi, e oggi i suoi spettacoli continuano ad affascinare visitatori provenienti da tutto il mondo. Accanto al cabaret, la Machine du Moulin Rouge offre una programmazione di concerti e serate dedicate alla musica elettronica, rock e hip-hop che durano fino all’alba.
La poetica Cité Véron
Questo piccolo vicolo nel 18° arrondissement di Parigi porta il nome di Jean-Louis Véron, sindaco del comune di Montmartre dal 1830 al 1841. Si trova al 94 boulevard de Clichy e colpisce subito per la sua atmosfera tranquilla che contrasta con il trambusto del quartiere e non lascia immaginare tutte le storie che conserva. Infatti, prima della Seconda Guerra Mondiale, la Cité Véron era terreno di dominio dei loschi personaggi di Pigalle. Poi, all’inizio degli anni Cinquanta, i famosi poeti Jacques Prévert e Boris Vian si trasferirono sullo stesso piano, il 3° del n. 6 bis, dove ora c’è una targa commemorativa. Si incontrano sulla terrazza comune – che soprannominano “Terrazza dei tre Satrapi” – dove organizzano le feste del Collège de ‘Pataphysique, una società di ricerca dotta e inutile di cui fanno parte anche Raymond Queneau e Ionesco.
Cité Véron custodisce un altro gioiello: il Bar à Bulles, in un giardino verde e poetico situato proprio dietro le iconiche ali del Moulin Rouge. La sua terrazza, ombreggiata da aceri giapponesi, è il rifugio ideale per una pausa dal frenetico ritmo parigino. Al suo interno, dietro le ampie vetrate, l’ambiente è accogliente e colorato, caratterizzato da panche di velluto, mobili antichi restaurati con cura, abat-jour fioriti e piante sospese, in un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo.
Rue de Douai, la strada dei musicisti
A pochi passi da Place Pigalle si trova la storica Rue de Douai, una strada molto frequentata parallela al boulevard de Clichy. È qui che si trovano i negozi specializzati in strumenti e attrezzature musicali, in particolare chitarre e strumenti utilizzati nella musica popolare e di strada, sia usati che nuovi.
Le Musée de la Vie Romantique
Situato nella zona di La Nouvelle Athènes, questo museo offre una ricostruzione dell’atmosfera del Romanticismo di fine Ottocento. È uno dei tre musei letterari di Parigi, insieme alla Maison de Balzac e alla Maison de Victor Hugo.
Al piano terra è presente una mostra dedicata a George Sand, con ritratti, mobili e gioielli legati alla celebre scrittrice. Al primo piano sono conservate le opere di Ary Scheffer, l’artista che abitò per decenni in quella che oggi è la sede del museo.
Rue de Martyrs per i buongustai
Gli amanti della buona cucina non possono resistere al richiamo della vivace Rue des Martyrs, ricca di negozi di alimentari di ogni tipo, dal pane ai formaggi, dalle gastronomie alle piccole drogherie. Imperdibile anche il mercato alimentare all’aperto su Avenue Trudaine, il Marché d’Anvers, che si tiene ogni venerdì pomeriggio dalle 15:00 alle 20:30.
La photo opportunity sul Rue Duperré Court
Incorniciato tra due edifici, tra il numero 20 e il 22 di Rue Duperré c’è un coloratissimo campo da basket, senza dubbio un luogo davvero singolare e uno dei più fotografati della zona. Inaugurato nel 2009 su iniziativa del marchio di moda Pigalle, il progetto ha la particolarità di essere sempre decorato da colori accesi. Ha già subito cinque restyling, resi possibili soprattutto grazie al supporto di Nike, che lo ha trasformato in un autentico sito di arte pubblica. Inoltre il pavimento del campo è ricoperto da uno strato di un materiale in grado di assorbire gli urti e ridurre l’inquinamento acustico.
L’imperdibile Museo Nazionale Gustave Moreau
Il Musée Gustave Moreau è interamente dedicato al grande precursore del Simbolismo francese, Gustave Moreau. Lo stesso artista ha predisposto l’allestimento del museo nella sua casa di Rue de la Rochefoucauld, dove ha vissuto per quasi cinquant’anni. La collezione comprende oltre 14.000 opere, tra cui dipinti, lavori incompiuti, acquerelli e schizzi. Tra i capolavori più importanti figurano L’apparizione, Gli unicorni e Giove e Semele.
Migliaia di opere grafiche e pittoriche su carta sono esposte su pannelli mobili, progettati dallo stesso Moreau, che ha ideato anche una struttura rotante per mostrare gli acquerelli. Dopo la morte dell’artista, avvenuta il 18 aprile 1898, lo Stato francese accettò il lascito nel 1902, e il museo venne aperto al pubblico il 14 gennaio 1903.
Come raggiungere il quartiere Pigalle
Il treno è un modo più sostenibile per raggiungere Parigi, mentre l’aereo è il più veloce, soprattutto quando si approfitta dei servizi di fast track per accedere in anticipo ai controlli di sicurezza in aeroporto. Una volta in città, la metropolitana è il mezzo migliore per raggiungere il quartiere Pigalle: le linee di riferimento sono la 2 (fermata Blanche) e la 12 (fermate Pigalle e Notre Dame de Lorette).








