A Chicago, tra la L sopraelevata e i 77 quartieri che formano la città, spicca Pilsen: messicano nell’anima, ceco nel nome, americano nella storia. Arte murale, musica live e cucina autentica in un unico posto.
Oggi ti portiamo a Pilsen, sul Lower West Side di Chicago, il quartiere che Forbes ha inserito tra i più interessanti del mondo.
Merito della street art che copre interi palazzi, dei ristoranti messicani a gestione familiare, delle gallerie d’arte e dei locali di musica live. Il tutto concentrato in poche strade percorribili a piedi. Scopriamolo insieme!
Pilsen: un quartiere con molte vite alle spalle
Il nome “Pilsen” non viene dall’inglese né dallo spagnolo. Viene da Plzeň, una città della Repubblica Ceca, e racconta la prima delle tante identità che questo quartiere ha attraversato. Dopo il Grande Incendio di Chicago del 1871, immigrati tedeschi, cechi e polacchi si stabilirono qui, trasformandolo in un centro operaio animato da chiese, club sociali e fabbriche. Quegli anni hanno lasciato il segno ancora leggibile: la Thalia Hall, costruita nel 1892 e progettata ispirandosi alle sale da opera di Praga, è lì a dimostrarlo.
Poi, negli anni Sessanta e Settanta, la costruzione del campus dell’Università dell’Illinois spinse le famiglie messicane che già abitavano in altre zone della città a spostarsi verso Pilsen. Fu uno spostamento forzato, ma divenne anche il punto di partenza di una trasformazione profonda. Le comunità messicane e messicano-americane portarono con sé la propria cultura, la propria gastronomia e soprattutto la propria arte. Oggi Pilsen è considerata una zona con una delle concentrazioni più dense di arte murale messicana al di fuori del Messico.
Cosa vedere nel quartiere Pilsen di Chicago
Pilsen si gira comodamente a piedi, almeno nella sua parte centrale attorno alla 18th Street. Il consiglio è di partire quindi dalla fermata 18th Street della Pink Line, la linea rosa della metro sopraelevata, e lasciarsi guidare dai murales, dagli odori e dalla musica.
I murales di 16th Street
Lungo il terrapieno ferroviario che corre parallelo alla 16th Street si susseguono decine di murales, ed è proprio qui che l’arte pubblica di Pilsen ha avuto il suo inizio. I primi comparvero alla fine degli anni Sessanta come forma di protesta contro la guerra del Vietnam: artisti come Mario Castillo, Ray Patlan, Marcos Raya e Hector Duarte trasformarono quei muri in manifesti politici e culturali, con iconografia azteca, figure come Emiliano Zapata e la Virgen de Guadalupe.
Col tempo il movimento si è aperto anche ad artisti contemporanei di caratura internazionale. Uno dei lavori più spettacolari è il murale di Eduardo Kobra dedicato a Muddy Waters, il leggendario musicista blues di Chicago: occupa ben nove piani di un edificio e lo vedi bene da lontano. Accanto a lui hanno lasciato il segno street artist come Hebru Brantley e Robert Valadez, che portano nel quartiere uno sguardo più contemporaneo.
Pilsen ha il maggior numero di murales di qualsiasi altro quartiere di Chicago, in diversi stili: dipinti, spray, mosaici, tecniche miste. Una passeggiata lungo la 16th Street – magari con una mappa dei murales in mano, facilmente scaricabile online – è il modo migliore per iniziare la giornata.
National Museum of Mexican Art
Al 1852 di W 19th Street si trova l’unica istituzione del suo genere negli Stati Uniti ad essere accreditata dall’American Alliance of Museums. La collezione permanente conta oltre 18.000 pezzi che coprono un arco temporale di tremila anni, dall’arte precolombiana fino alle produzioni contemporanee: tessuti, oggetti di artigianato, stampe, fotografie, pittura. L’ingresso è gratuito, il che rende la visita ancora più accessibile.
Il museo non è un semplice contenitore di opere: è un luogo attivo, con mostre temporanee che si rinnovano durante l’anno, eventi, mercati e performance che coinvolgono artisti messicani e messicano-americani. In autunno, in occasione del Día de los Muertos, il museo e il parco Harrison Park adiacente si riempiono di ofrendas colorate, musica dal vivo e attività per tutte le età.
Thalia Hall
Costruita nel 1892 da John Dusek – un oste che voleva dotare il quartiere di un punto di ritrovo degno di questo nome – la Thalia Hall è un edificio in stile romanico pensato per richiamare le sale da opera di Praga. Non è un caso: i progettisti Faber e Pagels lavorarono per la comunità ceca che allora abitava Pilsen, e il risultato è uno dei palazzi più belli del quartiere, con facciata in pietra calcarea, torretta angolare, colonne e archi decorati.
Rimasta in stato di abbandono per decenni, la Thalia Hall è stata recuperata e riaperta nel 2013 come venue musicale, ricevendo il riconoscimento di Chicago Landmark già nel 1989. Oggi ospita concerti in una sala che mantiene intatta la sua patina originale: soffitto in stagno, vetrate, palchi d’opera ancora prenotabili durante alcuni eventi.
Nello stesso edificio ci sono un ristorante, un bar (il Punch House, nel seminterrato, noto per i suoi cocktail in stile punch) e un locale più informale. Ti consigliamo di controllare il calendario degli eventi prima di partire: i biglietti per gli spettacoli più attesi si esauriscono in fretta.
Il Chicago Arts District e le gallerie di Halsted Street
Il lato est di Pilsen, lungo Halsted Street, è uno dei distretti artistici più densi di Chicago. Gallerie indipendenti, studi di artisti e spazi polivalenti si alternano lungo questa strada e nelle traverse. La Mana Contemporary, al 2233 S. Throop Street, è uno dei centri di produzione artistica più grandi della città: al suo interno lavorano decine di artisti con i propri studi, e durante gli art walk sono aperti al pubblico. La Women Made Gallery è invece uno spazio dedicato ad artiste donne e non-binary provenienti da tutto il mondo.
18th Street: cibo, caffè e negozi
La 18th Street è l’asse principale del quartiere e il posto dove fermarsi a mangiare, fare acquisti e osservare la vita del quartiere. Se arrivi la domenica mattina, la tappa obbligata è una delle carnicerias che servono carnitas: locali come Carnitas Uruapan e Carnitas Don Pedro cucinano maiale brasato, cotenne croccanti e chicharrones da decenni, e la fila fuori dalla porta è parte integrante dell’esperienza.
Per il caffè, il Café Jumping Bean è un riferimento del quartiere da anni: è anche una piccola galleria d’arte, dove le opere esposte cambiano periodicamente. Lungo la stessa strada si trovano botteghe vintage, librerie in lingua spagnola come la storica Giron Spanish Books, fiorerie e negozi di abbigliamento indipendenti. La sera, i bar si animano: La Vaca è conosciuto per le margarite e il patio, mentre il Giant Penny Whistle ha quasi sempre un DJ o musica dal vivo fino a tardi.
Come raggiungere Chicago e il quartiere
Dall’Italia, Chicago si raggiunge in aereo atterrando all’Aeroporto Internazionale O’Hare, a circa 25 km a nord-ovest del centro città. I voli diretti o con un solo scalo partono principalmente da Roma Fiumicino e Milano Malpensa.
Una volta a O’Hare, il modo più economico e pratico per raggiungere il centro è la Blue Line della CTA, la metropolitana sopraelevata di Chicago, attiva 24 ore su 24. In circa 40-45 minuti si arriva al Loop. In alternativa ci sono taxi e servizi di car-pooling con prezzi che si aggirano tra i 40 e i 60 dollari a seconda del traffico. Per raggiungere Pilsen dal centro, invece, puoi prendere la Pink Line (la linea rosa) e scendere alla fermata 18th Street.
Prima di partire, se vuoi risparmiare tempo in aeroporto, puoi valutare il servizio fast track: una corsia preferenziale ai controlli di sicurezza che permette di saltare la coda e raggiungere il gate più rapidamente.








