Si possono unire consapevolezza ambientale e benessere personale, fisico e mentale? Da qualche anno una pratica sportivo-ecosostenibile consente di sentirsi attivi, utili al Pianeta e a noi stessi. Del plogging è stata inventata prima la pratica e poi il nome, ma la sostanza non cambia: possiamo trasformare intenzioni in azioni, con risultati significativi. Nei prossimi mesi sono previste due importanti manifestazioni in Italia per contribuire a pulire il nostro territorio.

Raccogliere rifiuti per sport. È una sintesi estrema ma simbolica del proposito che muove sempre più atleti e appassionati di running (e di ambiente) ad unirsi agli appuntamenti di plogging, che combina l’attività fisica con quella del recupero di spazzatura, scarti e materiali vari dagli ambienti naturali e anche da quelli abitati, come le città.

L’Italia è decisamente in prima linea nel tentativo di sensibilizzare le persone sul tema attraverso la pratica del plogging. Lo è grazie, soprattutto, all’investimento di tempo ed energie da parte di Roberto Cavallo, eco-runner e divulgatore ambientale, che da oltre un decennio cerca di unire le due anime del plogging, prima che il plogging stesso nascesse.

In Italia il Mondiale di plogging

Un momento di una gara di plogging in altura

Da qualche anno si svolge anche il Campionato Mondiale. Per l’edizione 2024, per la prima volta si disputeranno i Campionati Nazionali nei vari Paesi che aderiranno all’iniziativa. C’è tempo fino al 15 aprile per organizzare e candidare ufficialmente una gara che valga come selezione, da disputare entro fine luglio.

Le corse serviranno per la composizione dei team nazionali che si sfideranno nella prossima edizione della competizione iridata che si svolge in autunno. Ogni Paese può organizzare più eventi di selezione per arrivare a comporre la squadra che difenderà i propri colori, a fine anno in Italia.

Una raccolta rifiuti tutt’altro che simbolica

I partecipanti al traguardo del Mondiale 2022

Chi pensa che una giornata al plogging abbia un valore più che altro di sensibilizzazione, è fuori strada. Ad esempio, durante l’ultima edizione del Campionato Mondiale che si è svolto lungo i sentieri del Parco delle Mura sulle alture di Genova, gli 80 tra atleti e atlete provenienti da 16 Paesi e 4 continenti hanno raccolto in sole sei ore di gara circa 3.000 kg di rifiuti abbandonati, di cui oltre 2.000 kg (il 71% del totale) sono stati differenziati e avviati al riciclo.

Impressiona la quantità raccolta (2,2 kg di rifiuti ogni chilometro percorso), ma soprattutto fanno riflettere i 6 milioni di grammi di CO2 non emessa in atmosfera grazie alla corretta separazione e avvio al riciclo dei rifiuti raccolti. La quantità di emissioni evitate equivale circa a quella di 60.000 km percorsi da un’auto o di 50 voli aerei Milano-Roma.

Keep Clean and Run: 7 maratone in 7 giorni

Un momento delle passate edizioni di Keep Clean and Run

Direttore di gara dei Mondiali è Roberto Cavallo. A lui, prima che il plogging nascesse ufficialmente, si deve la nascita di Keep Clean and Run, di cui si svolgerà l’ambiziosa decima edizione dal 17 al 23 aprile 2024.

Si tratta di sette maratone in sette giorni. La partenza è prevista dall’area metropolitana di Torino e l’ultima tappa sarà a Roma, passando per Milano (18 aprile 2024), Bologna (19 aprile 2024), Firenze (20 aprile 2024), Perugia e Assisi (21 aprile 2024), L’Aquila (22 aprile 2024), evento in occasione della Giornata mondiale della Terra). L’obiettivo è di contrastare la pratica nociva del littering, l’abbandono di piccola immondizia nelle nostre città.

Ripulire la natura e le città

Nella presentazione della Keep Clean and Run Roberto Cavallo ha spiegato perché ha pensato per l’edizione 2024 di non toccare i percorsi immersi nella natura tipici del plogging per concentrarsi sulle città: «In questi anni abbiamo potuto stimare la quantità di rifiuti dispersi, a seconda dell’ambiente attraversato. Purtroppo le zone urbane sono particolarmente soggette al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Siamo infatti arrivati a raccogliere oltre 5 chili di materiali al chilometro percorso. Aver scelto, quest’anno, di correre nelle aree urbane ci farà incontrare molte più persone, soprattutto ragazze e ragazzi delle scuole. Racconteremo loro quanto possiamo fare, tutti i giorni, per vivere in armonia con l’ambiente che ci accoglie e che possiamo farlo con un’attività divertente e salutare come il plogging.»

Come funziona una competizione di plogging?

I partecipanti a una gara di plogging si impegnano a raccogliere rifiuti lungo il percorso mentre fanno attività fisica, trasformando così una corsa “competitiva” in un’azione concreta per migliorare l’ambiente. A parte le manifestazioni ufficiali, la pratica del plogging è incredibilmente semplice e accessibile a tutti. Basta equipaggiarsi con un paio di guanti da giardino per proteggersi dalle impurità, una borsa riutilizzabile per raccogliere i rifiuti e un atteggiamento proattivo. Poi, è solo una questione di scegliere un percorso all’aperto e iniziare a correre o camminare.

Durante l’attività, i ploggers si fermano per raccogliere i rifiuti che trovano lungo il percorso. Possono essere sacchetti di plastica, bottiglie vuote, cartacce o qualsiasi altra forma di rifiuto abbandonato. Il focus è sulla quantità e sulla varietà di rifiuti raccolti, per trasformare il plogging in una sorta di caccia al tesoro ecologica.

Le origini del Plogging

Le foto sono di Stefano Jeantet

Il termine “plogging” deriva dall’unione di due parole: il termine svedese “plocka upp” (che significa raccogliere) e “jogging”, che indica a livello internazionale l’attività fisica basata su una corsa ritmata lenta, senza velleità agonistiche. In pratica, si tratta di una combinazione di corsa (o anche camminata veloce) finalizzata alla raccolta di rifiuti. Il plogging è stato inventato da Erik Ahlström, un runner svedese, nel 2016. Ahlström ha combinato l’attività del jogging con il gesto di raccogliere la spazzatura lungo il percorso, creando così una pratica che ha ottenuto popolarità a livello mondiale per la sua combinazione di benefici per la salute e per l’ambiente.

I vantaggi del Plogging per il pianeta

L’attività offre una serie di vantaggi, sia per l’ambiente che per il benessere individuale. Effettivamente si parte dalla sensibilizzazione: partecipando al plogging, le persone diventano più consapevoli del problema dell’inquinamento e dell’importanza di prendersi cura dell’ambiente. Questa sensibilizzazione può portare a cambiamenti di comportamento a lungo termine e a una maggiore responsabilità individuale.

A livello di comunità, può essere un’attività sociale grazie alla quale organizzare sessioni con amici, familiari o colleghi. Rafforza i legami e crea un senso di appartenenza condiviso intorno all’obiettivo di un ambiente più pulito. Infine, il risultato più diretto: la pulizia ambientale. I ploggers contribuiscono a ridurre l’inquinamento e preservare la bellezza del nostro pianeta.

I vantaggi del Plogging per il benessere personale

Il plogging è, naturalmente, un’ottima forma di esercizio fisico. Combina l’attività cardiovascolare della corsa, o della camminata veloce, con l’allenamento della parte superiore del corpo derivante dalla raccolta dei rifiuti. compiendo quindi squat e affondi con una certa regolarità. È un modo divertente per tenersi in forma e migliorare la salute generale.