Lo spostamento del polo nord magnetico rappresenta un problema per gli aeroporti. Questi, infatti, devono attuare una serie di procedure per garantire la sicurezza dei voli. Su tutte, ridefinire la segnalazione relativa all’orientamento delle piste.

Ad esempio, a novembre 2023 l’aeroporto di Linate a Milano – da cui, tra l’altro, oggi si può raggiungere facilmente il centro città con la nuova M4 – ha aggiornato la segnaletica della sua pista principale, per adeguarla ai cambiamenti del campo magnetico terrestre.

Chi in questi giorni affolla gli aeroporti per le vacanze di Natale, facendo già i conti con l’aumento dei prezzi dei voli (mentre invece quello del carburante sta scendendo), può stare tranquillo: per i passeggeri non cambia nulla. Gli interventi in questione riguardano i piloti e il personale tecnico degli scali.

Cerchiamo ora di capire cosa c’è all’origine di questa necessità.

Il polo magnetico terrestre: che cos’è

Il polo nord e il polo sud con cui abbiamo familiarità sono i due poli geografici. Vale a dire i punti di intersezione tra l’asse terrestre (la linea immaginaria attorno a cui la Terra ruota) e la superficie del pianeta. Si trovano uno nell’emisfero boreale e l’altro nel punto opposto dell’emisfero australe. Questi due poli sono fissi e immutabili.

Esistono poi il polo nord magnetico e il polo sud magnetico. Essi non coincidono con i poli geografici, a differenza dei quali non sono fissi e neppure allineati tra loro. In corrispondenza di tali poli, le linee di flusso del campo geomagnetico sono perpendicolari alla superficie.

La Terra, infatti, è avvolta da un campo magnetico, generato con ogni probabilità dalle attività del nucleo, che è di natura metallica. Tale campo ci protegge dalle emissioni solari ed è anche la causa delle aurore boreali, viste anche in Italia. In breve, la Terra è una gigantesca calamita con polo positivo (nord) e negativo (sud). Per fare un esempio concreto, il polo magnetico è quello verso cui puntano le bussole.

I poli magnetici non sono fermi

Negli ultimi decenni, a ritmo assolutamente non costante, il polo nord magnetico si è spostato dal Canada verso la Russia (su un planisfero, diremmo verso ovest). Tanto che all’inizio del secolo scorso era sull’isola canadese di King William, mentre oggi è piuttosto vicino al polo nord geografico.

Anche il polo sud magnetico si è spostato dalla terraferma dell’Antartide verso l’oceano, allontanandosi invece dal polo sud geografico (in tal caso verso est). In entrambi gli emisferi, questi fattori hanno in parte condizionato le esplorazioni polari tra Ottocento e Novecento.

Polo Nord magnetico e aeroporti: cosa succede?

L’influenza dello spostamento del polo magnetico sugli aeroporti impatta soprattutto su aspetti di natura tecnico-organizzativa. In sostanza, si modificano le numerazioni che indicano l’orientamento delle piste rispetto al polo magnetico e il verso di decollo e atterraggio, oltre che la segnaletica di collegamento tra pista e terminal.

Di conseguenza, vengono aggiornate le procedure che piloti devono seguire in condizioni di scarsa visibilità, per assicurare corrispondenza tra i numeri sulla pista e le informazioni sugli strumenti di volo, in modo tale da puntare il velivolo nella giusta direzione. Inoltre si procede a un aggiornamento di tutte le mappe di ogni aeroporto.

A Linate, ad esempio, la pista maggiore dell’aeroporto è passata dai numeri 18/36 a 17/35, rispecchiando tale indicazione l’effettivo orientamento rispetto al mutato polo nord magnetico. È chiaro che si tratta, al giorno d’oggi, di indicazioni di massima, perché ogni aereo è dotato di molti altri dispositivi di sicurezza. Tuttavia, in caso di imprevisti o avarie, sono punti di riferimento comunque importanti.