Quest’anno la Festa della Liberazione cade di giovedì: la tentazione per molti è quella di organizzare un ponte che, complice il meteo, possa rivelarsi un anticipo della bella stagione. 

Il ponte del 25 Aprile 2024, quando coincide con date favorevoli come quest’anno, è un ottimo motivo per prendere il trolley, quello piccolo e leggero, e partire per mete vicine, ma allo stesso tempo “esotiche”, perché già portano alla mente le tipiche atmosfere festanti e calorose dell’estate. Ecco perché abbiamo scelto di portarti in 7 destinazioni italiane e straniere, tra isole e città baciate dal sole e dalle summer vibes.

Ponte del 25 Aprile: sette mete per sentirsi già in vacanza

Il metodo migliore per contrastare il logorio della vita moderna? Bere un buon amaro non basta, come suggeriva una nota pubblicità, ci vuole qualcosa di più forte. L’occasione propizia per staccare la spina arriva grazie al ponte del 25 Aprile, con quattro giorni da sfruttare fino all’ultimo secondo per sentirsi già in vacanza. Il segreto è scegliere mete che richiamano allo slow living in tandem con lo stare senza pensieri, occupandosi solo di godere dei primi raggi di sole caldi e di un clima temperato: combinazione che può perfino portare a qualche bagno fuori stagione (quindi metti in valigia anche il costume, che non si sa mai).

Le mete selezionate sono tutte facili da raggiungere, sia che si trovino in Italia, sia all’estero: ci sono Lisbona, Barcellona, Napoli, le Tremiti, Lampedusa, Fuerteventura e Minorca, per scegliere se rimanere sulla terraferma o volare su un’isola.

Lisbona

Il quartiere antico di Estrela a Lisbona

Cominciamo il nostro itinerario da Lisbona, dove il “ponte” del 25 Aprile esiste, anche in senso letterale. Si tratta, infatti, del Ponte 25 de Abril, nome attribuito in onore della Rivoluzione dei garofani, quando, nel 1974, il Portogallo tornò ad essere una democrazia dopo gli anni del regime dittatoriale dell’Estado Novo. Un ponte che sa di libertà, sospeso sull’estuario del Fiume Tago (è il più lungo d’Europa, progettato dalla stessa ditta del Golden Gate Bridge di San Francisco, da cui prende ispirazione) che porta turisti e lisbonesi verso sud, fuori dalla città. È qui, infatti, che si trovano alcune tra le spiagge più amate sia da chi vuole concedersi dei giorni di relax, sia da chi preferisce dedicarsi ad attività sportive come surf, kitesurf e bodyboard: l’acqua è quella fredda dell’Oceano Atlantico, quindi non la più adatta (neppure in estate) per stare a mollo!
In questo viaggio “rotolando verso Sud”, la prima meta è senza dubbio la Costa da Caparica, che si estende per 26 chilometri nella parte ovest della Penisola di Setúbal. Attraversandola da settentrione a meridione, ci sono 11 spiagge dove fare tappa, tutte attrezzate con beach bar, docce e parcheggi, che diventano sempre più selvagge man mano che si scende. Tra le più pittoresche ci sono Praia da Saúde, con sabbia pulita e dorata, e onde medie che si prestano a surfare; oppure Praia do Rei, ampia, tranquilla, con l’Oceano adatto a praticare le più diverse attività acquatiche. A metà costa, da non perdere è Praia da Fonte da Telha, con una spiaggia incontaminata immersa nella natura e forti venti ideali per gli appassionati di kitesurf. Andando ancora più giù si trova Praia de Lagoa de Albufeira, immersa in una laguna, con la parte più protetta adatta al birdwatching e alle passeggiate e quella rivolta sull’Atlantico ideale per surf, vela e kitesurf.
Spostandosi verso est, sempre nella Penisola di Setúbal, si incontrano il Parque Natural da Arrábida e la Serra de Arrábida, che si affaccia direttamente sul mare, creando affascinanti lingue di sabbia a ridosso delle montagne. Da non lasciarsi sfuggire percorrendo la strada da ovest a est le spettacolari Praia do Creiro, Praia da Figueirinha e Praia de Albarquel, anch’esse dotate di caffè, ristoranti e servizi: tutto questo si trova a soli 45 km da Lisbona.

Lampedusa

Lampedusa, Italia

Lampedusa è un luogo da scoprire in anticipo rispetto alla stagione estiva. L’isola regala moltissimi spunti per visitarla anche se le temperature non dovessero concedere un bel tuffo in mare e la celebre Spiaggia dei Conigli, all’interno della Riserva Naturale, sia aperta su prenotazione solo da giugno a ottobre. L’esplorazione parte dalla baia del Porto Vecchio, con le tipiche abitazioni esotiche della caratteristica Cala Palme e i pescatori intenti nel loro lavoro che si possono vedere camminando per il lungomare Luigi Rizzo.
Nella parte est c’è il Porto Nuovo, con Cala Guitgia, una delle spiagge più belle e frequentate. A sud-est del porto si trova l’opera Porta di Lampedusa-Porta d’Europa, un imponente (e commovente) monumento realizzato da Mimmo Paladino per ricordare i tanti migranti che hanno perso la vita naufragando, prima di toccare terra.
Tra il porto e la zona centrale, merita uno scatto la scala colorata, un’attrazione che richiama molti turisti per essere particolarmente instagrammabile, grazie ai gradini color arcobaleno, che vuole trasmettere un messaggio di pace e convivenza tra gli uomini.
Via Roma è la strada principale dei caffè, dei negozi, dei ristoranti, dove ha sede anche il Museo Archeologico delle Pelagie, per scoprire il profondo rapporto passato, ma anche presente, che l’isola ha con i popoli del Mediterraneo. Ubicata nelle vicinanze c’è piazza Brignone, da vedere per la famosa scultura in marmo dedicata al “pescatore di Lampedusa” di Andrea Cascella. Prendendo l’auto, ci si può muovere per ammirare le zone panoramiche tra l’interno e la costa lungo la Strada Panoramica, dal Faro di Capo Grecale fino al segnale che ci ricorda che il 35° parallelo passa proprio per Lampedusa: due punti panoramici a est e a ovest da immortalare in uno scatto.

Tremiti

Ponte del 25 Aprile: Tremiti

Non c’è momento migliore della primavera per approdare in questo affascinante arcipelago, particolarmente amato da chi pratica snorkeling, escursioni e rifugge dalla città, eletto nel 2023 il più sostenibile d’Italia: delle cinque isole di cui si compone, San Nicola, San Domino, Capraia, Cretaccio e Pianosa solo le prime due sono abitate, mentre scendendo “in fondo al mar” si trova un habitat affollato di pesci, tra cernie, polpi, saraghi, sgombri, murene, scorfani e perfino cavallucci. Non è un caso che dal 1989 le isole siano una Riserva Marina Protetta all’interno del Parco del Gargano.
San Domino
è la maggiore, molto frequentata dai turisti soprattutto perché si concentrano la maggior parte delle strutture ricettive: ha una vegetazione boschiva molto rigogliosa, composta principalmente da pini d’Aleppo che arrivano fino al mare, tanto da essere soprannominata l’Orto del Paradiso.
Il modo migliore per ammirare la sua bellezza è quello di circumnavigarla con una barca, alla scoperta di insenature mozzafiato (Cala delle Arene, Cala Matano, Cala degli Inglesi), di sculture naturali come lo Scoglio dell’Elefante e grotte, le più celebri la Grotta delle Viole e la Grotta del Bue Marino.
Per chi si appassiona anche ai monumenti “umani” oltre a quelli naturali, la tappa da fare è quella sull’isola di San Nicola, sede amministrativa e religiosa, dove resiste la memoria storica, tra torri, muraglie e fortificazioni: la più rappresentativa è la fortezza-abbazia di Santa Maria a Mare, abitata da diversi ordini religiosi nell’arco dei secoli. Da vedere anche il Torrione del Cavaliere del Crocifisso e Il Castello dei Badiali. Mentre il paesaggio offre particolari suggestioni davanti alla Grotta di San Michele (somiglia a un teschio) e il vicino scoglio segato, un enorme masso che sembra essere stato diviso in due parti da mano umana e non da una frana che lo ha investito e spezzato.

Minorca

Ponte del 25 Aprile: Minorca

Un’altra destinazione che dà il meglio di sé a primavera è Minorca, come d’altronde tutte le Baleari prima che vengano prese d’assalto dal turismo di massa estivo. Se, durante la bella stagione il troppo caldo impedisce di godersi altre attività da fare sull’isola, aprile è l’ideale per dedicare più tempo alla scoperta dell’anima più autentica, quella per cui nel 1993 è stata dichiarata Riserva della Biosfera dall’Unesco.
A cominciare da Mahón o Maó (per i minorchini), la capitale, un porto costruito su uno spettacolare fiordo naturale dove si mescolano architetture di diverse epoche e dominazioni, che suggeriscono un mood tranquillo ma cosmopolita. Qui si possono gustare tapas nei bar, fare la spesa al mercato e comprare artigianato locale nei negozi. Inoltre nei dintorni ci sono un paio di spiagge ideali per famiglie e per fare sport: Sa Mesquida e Playa de Es Grau, quest’ultima situata all’interno del Parco naturale S’Albufera des Grau, che occupa gran parte della zona orientale, ed è meta perfetta per chi ama fare escursioni e birdwatching.
Dall’altra parte dell’isola, invece, sulla costa ovest c’è Ciutadella, l’antica capitale di Minorca, dove perdersi tra stradine medievali e edifici ottocenteschi. Nei dintorni non mancano le spiagge, come Cala Blanca, chiamata così per la sua sabbia bianchissima. In questa stagione mite, si può approfittare anche di andare alla scoperta del patrimonio archeologico dell’isola. Proprio vicino a Ciutadella si trova il monumento funerario preistorico più famoso di tutte le Baleari, la Naveta d’Es Tudons, una costruzione realizzata con pietre incastonate tra loro, nella quale venivano praticate sepolture collettive. Infine, per gli estimatori dei cammini, ce n’è uno di 20 tappe che attraversa circolarmente tutta l’isola: si chiama Camí de Cavalls, si può iniziare da dove si vuole, e percorrerlo è un ottimo modo per rendersi conto della diversità territoriale di Minorca: tra i punti più affascinanti, Favaritx, a est, con il suo faro a strisce nere e bianche, e il tratto tra Cala Morell e Punta Nati, dove imbattersi nella “Minorca arida” rocciosa e quasi senza vegetazione per l’azione costante del vento del nord.

Fuerteventura

Ponte del 25 Aprile: Fuerteventura

Ricca di esemplari marini ed ecosistemi differenti, la seconda isola dell’arcipelago delle Canarie è anch’essa una Riserva della Biosfera dal 2009. Cosa vedere quindi per apprezzare al meglio tutte le sue qualità naturalistiche?
Prima di tutto il Parco naturale delle dune di Corralejo, a nord, che si percorre lungo la statale partendo da Puerto del Rosario, il capoluogo di Fuerteventura. Si tratta di un bellissimo insieme di dune sulle quali poter saltare e camminare, con la vista su una distesa di acqua turchese: è un habitat naturale per tantissime specie animali e vegetali, tra cui le famose caprette majoreras, simbolo dell’isola, che pascolano allo stato brado e producono il formaggio majorero, vera e propria specialità locale. A pochi minuti dal porto di Corralejo, collegate con diversi mezzi (dai motoscafi alle barche turistiche con fondo trasparente, passando per i traghetti) c’è l’isola di Lobos, un paradiso incontaminato di origine vulcanica dov’è sufficiente indossare una maschera per sorprendersi delle tante varietà marine presenti. Lo scenario magico piace ai surfisti, inoltre, vengono organizzate anche gite in kayak.
Un’escursione da segnare tra le preferite è quella al Malpaís de la Arena, una vasta area protetta tra le più straordinarie di Fuerteventura: munisciti di crema solare, cappellino, scarpe comode, perché ci si trova nel mezzo di una zona vulcanica formata da crateri e getti di lava di quasi 12 kmq, dove l’attrazione più rappresentativa è il Volcan de la Arena, alto 420 metri: si può arrivare in cima grazie a un sentiero che parte da La Oliva, per scorgere uno spettacolare panorama.

Barcellona

Barcellona, tra cultura e sostenibilità

Continuiamo a parlare spagnolo e atterriamo a Barcellona: la capitale catalana sa bene come far sentire subito in vacanza i viaggiatori. Per un anticipo di estate, con le belle giornate e le temperature favorevoli, il consiglio è quello di vivere la città en plain air, facendo lunghe passeggiate a partire da Plaça de Catalunya, la più iconica, scendendo verso le Ramblas, per buttarsi a capofitto nel rito del paseo (il passeggio).
Impossibile non fermarsi per una sosta gastronomica al mercato della Boqueria, vivacissimo e sempre affollato, dove rinfrescarsi con frutta fresca o togliersi uno sfizio con qualche tapas. Dalla Rambla de Mar si può fare una sosta all’Acquario, soprattutto se si viaggia in famiglia con dei bambini.
Il litorale del Port Vell si percorre a piedi: da qui è semplice raggiungere La Barceloneta, il quartiere marittimo per eccellenza, dove poter andare in spiaggia e poi cenare in uno dei tanti ristoranti. Un’altra parte di Barcellona da godere con il sole è seguendo l’itinerario modernista, il percorso per ammirare l’architettura eccentrica che caratterizza la città, grazie alle opere di artisti come Antoni Gaudí, Domènech i Montaner e Puig i Cadafalch: tanti edifici si sviluppano lungo il Passeig de Gràcia, dove lasciarsi conquistare dalle linee sinuose e i motivi floreali di Casa Amatller, Casa Batllò, Casa Milà (meglio conosciuta come La Pedrera), ma anche Casa Lleó Morera e Casa Fuster. Senza dimenticare Park Güell, il popolare parco durante la bella stagione è invaso dalla folla: la fine di aprile è l’ultima chance per visitarlo senza dover fare la coda all’ingresso.

Napoli

Visitare Napoli in monopattino elettrico: Posillipo

Dopo la vittoria dello scudetto nel 2023, Napoli sta vivendo un vero e proprio rinascimento legato alla coolness. Cosa significa? Che è diventata di tendenza, dal cibo su TikTok (con mollica o senza? come chiede Donato) alla musica (Geolier ti dice niente?).
Il ponte del 25 Aprile può essere un buon momento per visitarla per la prima volta: prenditi il tuo tempo e percorrila a piedi (o optare per il monopattino), così da riempirti gli occhi e contemporaneamente lo stomaco.
Si cammina lungo Spaccanapoli, il decumano inferiore che taglia in due la città, per fare una deviazione nella Cappella di Sansevero per vedere il Cristo Velato; si cammina nei Quartieri Spagnoli, con i panni stesi e i murales che da soli valgono un tour sotto il segno della street art (fermandosi a mangiare nella inossidabile trattoria da Nennella) e si passeggia per il famoso Rione Sanità, anche per gustare il fiocco di neve della pasticceria Poppella. Così come si passeggia in totale relax per il lungomare di via Caracciolo, dalla Mergellina alla Chiaia, ammirando il golfo di Napoli, Vesuvio compreso, assaggiando babà e graffe dello Chalet Ciro e le pizze di Ciro Salvo nel suo 50 Kalò.
Nella zona del porto si trova il Maschio Angioino, probabilmente uno dei simboli della città: quali sono gli altri che non puoi saltare? Piazza del Plebiscito, Palazzo Reale, Castel dell’Ovo (quest’ultimo momentaneamente chiuso) e il Duomo con la Cappella del Tesoro di San Gennaro che custodisce le reliquie del Santo. Ricorda di vedere anche la città dall’altro, salendo sul Vomero, il quartiere residenziale che gode di suggestive vedute panoramiche e di una delle friggitorie place to be: la storica Friggitoria Vomero, in attività dal 1938.