In città d’arte, borghi e strade di montagna ecco i 10 ponti che valgono una visita, tra grandi star ed opere meno conosciute.
I ponti sono opere di ingegneria che hanno una funzione principale, quella di unire una parte con un’altra. Ma sarebbe una definizione riduttiva. Da sempre sono visti come simbolo di progresso e affascinano per il loro essere sospesi nel vuoto come per magia. Ce ne sono di famosi in tutto il mondo: dal Golden Gate Bridge di San Francisco, al Tower Bridge di Londra, passando per il Ponte Carlo di Praga o lo Stari Most di Mostar, ognuno ha una storia da raccontare.
E l’Italia? Non ha nulla da invidiare ai ponti appena citati. Di seguito, eccone 10 spettacolari che meritano una sosta.
Ponti in Italia: i più belli da vedere
I ponti non servono solo a collegare due sponde: spesso diventano vere e proprie icone dei luoghi in cui sono stati costruiti. In Italia, alcuni risalgono all’epoca romana, altri sono medievali, altri ancora modernissimi. C’è chi li visita per la loro architettura, chi per le leggende che li circondano e chi semplicemente perché offrono una vista mozzafiato.
In città come Venezia, Firenze o Roma, per esempio, sono parte integrante del paesaggio urbano, ma anche nei borghi e perfino in mezzo alle montagne si trovano ponti davvero sorprendenti immersi nella natura. Attraversarli è un modo diverso per andare alla scoperta del nostro Paese, tra scorci suggestivi e storie strettamente legate al territorio.
Ponte Vecchio, Firenze (Toscana)

Più che un ponte, un intero microcosmo sospeso sull’Arno. Il Ponte Vecchio di Firenze è calpestato ogni anno da migliaia di persone, compresi tantissimi turisti che lo attraversano per andare da un lato all’altro della città: da una parte ci sono Piazza del Duomo e Piazza della Signoria, poi si passa nell’Oltrarno, dove si trovano, per esempio, Palazzo Pitti e il Giardino dei Boboli. Il ponte risale alla metà del ‘300 ed è stato più volte ristrutturato nel corso dei secoli: sormontato dal cosiddetto “corridoio vasariano” e le botteghe dei macellai che lo fiancheggiavano, vengono sostituite nel 1594 da quelli di orafi e gioiellieri, che lo caratterizzano ancora adesso accanto ai negozietti di souvenir.
Ponte dei Sospiri, Venezia (Veneto)

Pochi ponti al mondo evocano un immaginario tanto potente (e struggente) quanto il Ponte dei Sospiri a Venezia. Si tratta di un piccolo ed elegante passaggio in candida pietra d’Istria che collega il Palazzo Ducale alle antiche prigioni, sospeso sul Rio di Palazzo: il progetto è in stile barocco, dell’architetto Antonio Contin (XVIII secolo), nipote di Antonio da Ponte, matita dell’altrettanto famoso Ponte di Rialto. Il suo nome non è romantico, come molti credono, ma malinconico: i sospiri non erano quelli degli innamorati, ma dei condannati che vi passavano prima di essere incarcerati.
Ponte della Maddalena, Borgo a Mozzano (Toscana)

Chiamato anche Ponte del Diavolo, il Ponte della Maddalena è una delle costruzioni medievali più suggestive della Toscana. Si trova in provincia di Lucca, ed è diventato l’attrazione principale del piccolo borgo: si allunga sopra il fiume Serchio e sorprende per la sua grande arcata a tutto sesto a cui si affiancano tre archi minori: la leggenda narra che sia stato proprio Satana ad aiutare il costruttore, chiedendo in cambio l’anima del primo essere vivente che lo attraversava. Con uno stratagemma, però, si riuscì ad aggirare il patto, facendo passare un cane. Oltre alla bellezza, grazie a questa storia il ponte acquista un fascino misterioso.
Ponte del Diavolo, Cividale del Friuli (Friuli-Venezia Giulia)

Di ponti che giustificano la loro costruzione, che sembra impossibile per l’epoca in cui è stata compiuta, con lo zampino del Maligno c’è anche il Ponte del Diavolo della deliziosa cittadina di Cividale del Friuli, nota per le sue preziose testimonianze longobarde. In questo caso la struttura in pietra risale al 1442, è divisa in due arcate e probabilmente ha sostituito un precedente ponte di legno. Il suo aspetto è particolarmente scenografico: si erge su uno sperone roccioso che fa da pilone (si dice che lo abbia messo proprio il Diavolo) e che si immerge nelle acque del Natisone.
Ponte Sant’Angelo, Roma (Lazio)

Costruito per volere dell’imperatore Adriano (nato Publio Elio Adriano) nel 134 d.C., Ponte Sant’Angelo inizialmente si chiamava Ponte Elio. Non ha bisogno di molte presentazioni, in quanto stiamo parlando uno dei ponti più rappresentativi di Roma, composto da cinque archi di pietra. Collega il centro storico al celebre Castel Sant’Angelo, ed è decorato sul parapetto da dieci statue di angeli scolpiti su disegno del Bernini, oltre che da quelle degli apostoli San Pietro e Paolo fatte collocare da papa Clemente VII all’ingresso. Decisamente cinematografico, ha fatto da sfondo a tantissime pellicole e video musicali.
Ponte degli Alpini, Bassano del Grappa (Veneto)

Questo scenografico ponte coperto in legno attraversa il fiume Brenta e rappresenta il cuore di Bassano del Grappa, oltre a essere la sua immagine da cartolina, merito della vista sulle montagne circostanti. Progettato da Andrea Palladio nel Cinquecento basandosi su una più antica struttura su piloni andata distrutta, è stato più volte danneggiato e ricostruito, senza mai perdere la propria identità: l’ultima ristrutturazione risale al 2021. Il “vero” nome è Ponte Vecchio e nel 2019 è stato dichiarato monumento nazionale.
Ponte di Echallod, Arnad (Valle d’Aosta)

Ecco il ponte pedonale in pietra più fiabesco della Valle d’Aosta che passa sopra la Dora Baltea, sulla Via Francigena. Si trova vicino al borgo di Arnad, tappa delle mappe dei buongustai per il lardo, la sua tipica specialità gastronomica. In mezzo a queste montagne, tra castelli e sentieri, è una vera e propria perla da scoprire, che mantiene un’atmosfera autentica e rilassata, perfetta per una passeggiata.
Ponte Vecchio, Dolceacqua (Liguria)

Immortalato da Claude Monet nel 1884 durante il suo soggiorno nel pittoresco borgo tra i più belli d’Italia, il Ponte Vecchio di Dolceacqua è un arco sottile di pietra che collega le due zone di “Terra” e “Borgo”, ed caratterizzato da un’unica campata a schiena d’asino lunga 33 metri, che conferisce all’intera struttura una leggerezza sorprendente. Costruito nel XIII secolo sopra il torrente Nervia, è incorniciato da case in pietra, vicoli e dal profilo imponente del castello dei Doria.
Ponte Coperto, Pavia (Lombardia)

Rimesso a punto dopo la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1949 e il 1951, da Ferdinando Reggiori, sul modello di quello storico, il Ponte Coperto di Pavia è una delle mete obbligate per chi visita la città, e mette in comunicazione il centro storico con il quartiere di Borgo Ticino. Infatti, attraversa il fiume Ticino con cinque arcate in pietra e mattoni, ed è protetto da una copertura a capriate lignee, facendolo entrare di diritto nel club dei pochi ponti coperti made in Italy. Passeggiando si può notare una targa con una frase di Albert Einstein, che recita “Ho spesso pensato a quel bel ponte di Pavia”, scritta dal grande scienziato a un’amica italiana ricordando il periodo che aveva passato qui in gioventù.
Ponti di Calatrava, Reggio Emilia (Emilia-Romagna)

Concludiamo con un’opera tra le più recenti e visionarie d’Italia, quella dei ponti ideati dal celebre architetto spagnolo Santiago Calatrava, lo stesso che ha firmato a Venezia il Ponte della Costituzione, in vetro, nei pressi della stazione e Piazzale Roma. Qui siamo alle porte di Reggio Emilia e le opere sono state inaugurate nel 2007 sotto il segno della riqualificazione dell’area di accesso al casello autostradale e alla stazione ferroviaria, sulla linea dell’Alta Velocità. Le strutture in acciaio bianco, con le loro eleganti curve non passano inosservate, svettando nel mezzo della Pianura Padana.








