La porta alchemica di Roma è una tappa imperdibile per gli amanti del mistero che desiderano scoprire il lato più segreto della Capitale.

Sita nel cuore del rione Esquilino, all’interno di un rigoglioso giardino in Piazza Vittorio Emanuele II, la porta magica ha un aspetto particolare e una leggenda che la lega alla pietra filosofale.

Se hai programmato le vacanze invernali nella Città Eterna, tra il villaggio di Babbo Natale a Roma e i mercatini natalizi sostenibili, non mancare di fare un salto in questo luogo ricco di segreti, che attrae ogni anno numerosi turisti.

Qual è la storia segreta della porta alchemica di Roma?

Chi vuole scoprire Roma come un local, ha bisogno di conoscere il patrimonio culturale della città, anche quello più bizzarro ed esoterico. La porta magica è certamente uno dei simboli più noti che appartiene a tale categoria.

Questo elemento architettonico, nascosto e posizionato su un muro alle spalle del ninfeo Trofei di Mario, è l’unico superstite di altri 5 ingressi magici, risalenti al 1600 e posizionati all’interno della Villa Palombara.

L’abitazione era di proprietà del marchese Massimiliano Savelli Palombara, un aristocratico alchimista e amico della Regina Cristina di Svezia.

Con un aspetto bizzarro, ricca di simboli esoterici e indecifrabili, la porta è custodita da 2 statue del dio egizio Bes, posizionate successivamente, e la sua origine si lega a una leggenda affascinante.

Si narra che, in una notte del 1680, Villa Palombara ospitò il medico e alchimista Francesco Borri, amico del proprietario, che in seguito sparì nel nulla. Più volte prigioniero di Castel Sant’Angelo con l’accusa di eresia, il medico riuscì a ottenere la libertà, decidendo di soggiornare presso il conoscente. Durante la notte della scomparsa, Borri era intento a esplorare il giardino di Palombara, alla ricerca di una preziosa erba capace di produrre oro. Il mattino dopo l’amico non trovò traccia del medico, che aveva però lasciato dietro di sé tracce di oro e strani manoscritti che riportavano, probabilmente, la ricetta della pietra filosofale. Il marchese, affascinato da questi testi, decide di farli incidere sulle porte della sua casa, una delle quali tutti oggi possono ammirare.

Visita alla porta alchemica di Roma: cosa vedere?

La porta alchemica è veramente interessante e si possono passare ore a cercare di decifrare i suoi strani simboli.

I visitatori, dopo aver visto il monumento, possono esplorare il luogo che la ospita, ovvero i Giardini Nicola Calipari, siti nel cuore di Piazza Vittorio Emanuele II.

Aperta al pubblico nel 1888, quest’area verde è un tesoro prezioso per gli appassionati di botanica, poiché accoglie numerose varietà di piante e fiori, come ad esempio magnolie, rose, ma anche palme e platani.

Il giardino è decorato da diverse fontane, tra cui la fontana degli Zampilli, e ne ospita una molto celebre e antica: i Trofei di Mario. Questi ultimi non sono altro che i resti del Ninfeo di Alessandro Severo, risalente al 226 d.C. L’imponente fontana è l’unica sopravvissuta dei 15 ninfei monumentali di Roma ed è certamente una tappa obbligatoria per gli appassionati di storia e cultura dell’epoca romana.

Porta magica: ingressi e orari

Puoi visitare la porta alchemica solo tramite prenotazione telefonica, sia come singolo che come gruppo (max 25 persone). Il numero da chiamare è 060608.

Si può accedere al luogo tutti i giorni, dalle ore 9.00 alle ore 19.00.

Ai singoli, inoltre, è offerta la possibilità di fare visite individuali secondo il calendario della pagina Monumenti del Territorio.

Come arrivare alla porta alchemica di Roma

Chi abita fuori città, può arrivare a Roma in maniera semplice e con molteplici mezzi.

Chi ama viaggiare in treno, può scendere alla stazione Termini o alla stazione Tiburtina e proseguire con la metropolitana, acquistando il biglietto metro Atac online o cartaceo e salendo sulla Metro A – servizio navetta fino alla fermata Piazza Vittorio Emanuele II.

In auto, invece, da Nord e da Sud puoi percorrere l’A1, mentre da ovest l’A12. Per rendere il tuo viaggio più comodo, puoi usufruire di un’app servizio carburante.

Una volta arrivato, puoi trovare parcheggio alla stazione Termini, oppure in qualche altra zona. Ricordati di fare attenzione alle strisce blu a Roma.

Se desideri arrivare alla porta alchemica di Roma in maniera sostenibile, scoprendo nel frattempo le bellezze della Capitale, come gli edifici religiosi, tra cui la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, o il quartiere Coppedè, usufruisci dei servizi di bike sharing a Roma o del noleggio monopattini elettrici a Roma.