Da Genova a Trieste, un giro in cinque città che non potrebbero esistere senza il loro affaccio sul mare.
Genova, Trieste, Livorno, Civitavecchia e Amalfi sono cinque città che si sono sviluppate grazie al loro porto, ognuna in diversi periodi storici di cui custodiscono preziose testimonianze. Fare una passeggiata tra banchine, moli e barche ormeggiate può trasformarsi in una vera sorpresa.
Porti italiani: dove la storia incontra il mare
Non sono solo mete di partenza o arrivo: i porti sono spesso dei luoghi fortemente identitari che definiscono il profilo di una città. Hanno attraversato secoli di storia, e grazie al commercio sono diventati dei punti di scambio non solo di merci, ma anche di incontri tra uomini, regalando sfumature vibranti e cosmopolite.
Molti approdi, in più, sono stati al centro di importanti progetti di rigenerazione urbana, basti pensare a città come Amburgo o Marsiglia, che senza il loro porto perderebbero molto del proprio fascino.
Anche in Italia ci sono destinazioni dove le zone portuali fanno parte integrante del viaggio: alcuni meritano una visita per la loro posizione da cartolina, altri perché custodiscono tesori medievali da scoprire, altri ancora per le loro architetture avveniristiche. Noi ne abbiamo scelti cinque, uno diverso dell’altro.
Porto di Genova

Partiamo dal porto più grande d’Italia e, probabilmente, il più conosciuto. Le sue origini si fanno risalire almeno al VI secolo a.C, ma è tra il XI e il XVI secolo che acquista sempre più importanza, grazie al prestigio della Repubblica Marinara di Genova, con la città che diventa la patria di grandi navigatori. Non è un caso, infatti, che il Porto Antico sia stato riqualificato nel 1992 da Renzo Piano proprio in occasione dei 500 anni dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo: l’area è stata trasformata nel corso del tempo in una zona vivace e ricca di attrazioni, dove accogliere genovesi e turisti, grazie al celebre acquario, alla foresta tropicale all’interno della famosa “bolla” in acciaio detta Biosfera e al Bigo, l’ascensore panoramico da cui si gode una vista a 360° sul golfo.
Nel porto si trova anche un’altra icona della città che, però, arriva dal passato: si tratta della Lanterna di Genova, costruita tra il 1128 e il 1543 che con i suoi 77 metri di altezza è uno dei fari più alti del Mediterraneo.
Porto di Trieste

Dal nord-ovest passiamo al nord-est della Penisola, dove compare Trieste, città che ha sempre affascinato per la sua anima mitteleuropea. Il suo porto, già attivo in epoca romana con il nome di Tergeste, venne dichiarato porto franco nel 1719 dall’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo VI e divenne uno sbocco sul mare ancora più strategico durante la dominazione austro-ungarica.
Si tratta di un porto dove si respira fortemente lo spirito di confine, guardando verso l’Istria e i Balcani: camminando sull’elegante riva marina ci si imbatte nei diversi moli storici, dove spicca il Molo Audace, la passerella sul mare per eccellenza che si allunga davanti alla scenografica Piazza Unità d’Italia. Del panorama del porto di Trieste, nonostante siano ubicati altrove, fanno parte il monumentale Faro della Vittoria e lo splendido Castello di Miramare.
Porto di Livorno

Altra città fortemente legata al suo mare, con i tramonti da vedere affacciati alla Terrazza Mascagni, è Livorno. Il villaggio di pescatori con il progressivo declino della Repubblica Marinara di Pisa, inizia a guadagnare importanza. Un primo sviluppo significativo si ha nel ‘400, quando i Genovesi costruirono una piccola darsena interna, nota ora come il Porticciolo dei Genovesi e collegata al mare da un canale navigabile. Nel 1421 Livorno passa sotto Firenze, che potenzia le difese del porto con la costruzione della Torre del Marzocco. L’espansione vera e propria del porto, però, inizia nel ‘500, per volontà del granduca Ferdinando I de’ Medici, che avvia i lavori della Darsena Vecchia, facendo diventare la città una piccola Venezia.
Porto di Civitavecchia

Se il porto di Civitavecchia è conosciuto da 2.000 anni come “porto di Roma”, un motivo c’è: fu fondato dall’imperatore Traiano nel 106 d.C, quando l’insediamento si chiamava Centumcellae. Progettato come scalo sicuro per far arrivare le provviste nella Capitale, rimase attivo per tutto il Medioevo, ristrutturato e fortificato nel corso dei secoli per volontà di diversi pontefici. Il simbolo del porto, per esempio, fu fatto costruire daPapa Giulio II con supervisione del Bramante nel ‘500: stiamo parlando del Forte Michelangelo, la possente fortezza che ancora oggi non passa certo inosservata. Leggenda narra (senza fonti storiche certe) che sia stato lo stesso Michelangelo Buonarroti a ideare il torrione principale: da qui il nome dell’intero edificio. Oggi è soprattutto un approdo crocieristico importante sul Tirreno.
Porto di Amalfi

Intimo, ma carico di storia, il porto di Amalfi fu il cuore della gloriosa Repubblica Marinara tra il IX e il XII secolo. All’epoca, gli amalfitani commerciavano con l’Oriente, portando a casa spezie, tessuti e anche innovazioni tecnologiche: si dice, infatti, che abbiano perfezionato la bussola. Oggi l’area è diventata un lussuoso approdo turistico, circondato dalle caratteristiche pareti rocciose puntellate di case bianche e color sabbia che ne fanno una location da cartolina. Per un tuffo nel passato, visita l’Arsenale, dove un tempo si costruivano e riparavano le galee: l’edificio medievale è perfettamente conservato, assolutamente da includere in un tour delle bellezze della costiera.








