La Regione Lombardia propone la tessera sanitaria a punti: un’iniziativa ideata per incentivare stili di vita sani e migliorare l’accesso ai servizi sanitari nazionali.

L’incremento della domanda dei servizi sanitari degli ultimi anni ha reso necessario una riforma strutturale in grado di garantire una gestione più efficiente delle risorse. A riguardo l’assessore della Sanità della Regione Lombardia, Giulio Bertolaso, ha proposto un’idea tanto innovativa quanto controversa: la tessera sanitaria a punti.

Vediamo i dettagli.

Lombardia e tessera sanitaria a punti: incentivi alla prevenzione

Opportunità o dubbio? La proposta dell’assessore della Lombardia divide sia gli esperti che i cittadini, che sollevano numerosi interrogativi sull’effettiva riuscita del progetto.

La tessera sanitaria a punti propone di incentivare una serie di comportamenti responsabili dei cittadini, dalla salute e al benessere personale. La raccolta punti dovrebbe concretizzarsi attraverso la partecipazione a diverse attività come screening, programmi di prevenzione, corsi di educazione alimentare o anche attività sportive organizzate. Per quanto riguarda i premi, invece, si è pensato principalmente alla possibilità di fruire di prestazioni mediche solitamente a pagamento o sconti sui farmaci. Si è ipotizzato anche a ricompense più “piacevoli” come skipass gratuiti o, persino, ingressi alle terme.

L’idea di base è quella di riorientare la sanità non solo alla cura della malattia ma anche, e si spera soprattutto, alla sua prevenzione.  L’importanza di uno stile di vita sano è fondamentale ed ecco perché si ritiene possa essere efficace stimolare il cittadino a prendersi cura della propria salute e, quindi, ridurre il carico sul sistema sanitario nazionale.

Possibili criticità del progetto della tessera sanitaria a punti

Come abbiamo già accennato, il progetto proposto dalla Regione Lombardia solleva anche alcuni dubbi, tra cui l’equità di accesso ai servizi sanitari. Si pensa che la fascia di popolazione che già gode di migliori condizioni economiche possa riuscire ad accumulare più punti rispetto ai cittadini più vulnerabili che, quindi, sarebbero un netto svantaggio. P

Un altro interrogativo riguarda la gestione dei dati personali. Si suppone che per accedere alla raccolta punti ci si debba necessariamente registrare su di un portale. Questo portale però avrebbe accesso inevitabilmente ai dati sensibili dei cittadini. Le preoccupazioni in questioni sarebbero quindi legate all’uso che verrebbe fatto dei dati raccolti. Fondamentale sarà quindi garantire che le iniziative rispettino le normative vigenti in materia di privacy.

Ultimo punto è l’efficacia della comunicazione. Se il progetto dovesse prendere realmente forma, necessiterebbe di un programma di informazione a 360 gradi cosicché ogni cittadino possa comprendere come accumulare punti ed accedere ai servizi preposti.

In conclusione, è innegabile che la proposta sulla tessera sanitaria a punti possa portare notevoli vantaggi ma è altrettanto indispensabile gestire il progetto responsabilmente e con estrema accortezza così da costruire un sistema sanitario che non solo curi, ma promuova la salute di ogni cittadino. A riguardo, la giunta ha deciso di affidare a Polis, l’Istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia, uno studio approfondito sul progetto nella sua totalità.