I prezzi della benzina sono nuovamente in aumento, con picchi che arrivano anche a 2,5 euro al litro per chi fa rifornimento in autostrada.

Fare rifornimento costa sempre di più. Dopo un lieve calo dei prezzi registrato verso la fine del 2023, già ad inizio anno c’erano stati i primi nuovi aumenti. Confermati poi dai rincari di febbraio e dagli assestamenti di marzo, che è stato un mese in cui si era palesata la speranza di costi più calmierati. Questi primi giorni di aprile hanno invece detto il contrario, con una nuova impennata dei costi di benzina e diesel che preoccupa i consumatori e le associazioni di riferimento.

Andiamo a scoprire maggiori dettagli.

Prezzi della benzina aggiornati: in aumento quasi ovunque

Secondo il rapporto di Quotidiano Energia, il prezzo medio della benzina nella modalità self-service, in queste ore sta toccando la media di 1,911 euro per litro. L’analisi dei dati regionali forniti dal Mimit mostra che, con l’eccezione di Marche, Veneto e Lazio dove il prezzo della benzina self-service non ha superato la soglia dei 1,9 euro al litro, tutte le altre Regioni hanno visto questo limite essere oltrepassato.

L’Unione Nazionale Consumatori, esaminando i dati del Mimit, ha sottolineato come la provincia autonoma di Bolzano detenga il record per il prezzo più alto della benzina self-service, a 1,946 euro al litro, seguita dalla Basilicata a 1,936 euro e dalla Calabria a 1,935 euro. Le Regioni con i prezzi più contenuti sono le Marche, il Veneto e il Lazio, rispettivamente a 1,886, 1,893 e 1,895 euro al litro.

Massimiliano Dona, presidente dell’associazione, a mezzo stampa ha espresso preoccupazione: «Il superamento della soglia di 1,9 euro per la benzina in modalità self è una stangata di Primavera della quale avremmo volentieri fatto a meno. Il rialzo è allarmante, visto che rischia di riaccendere ulteriormente l’inflazione

In autostrada superato il tetto dei 2,5 euro

I prezzi dei servizi di rifornimento autostradale del “servito” sono risultati ancor più elevati, superando anche i 2,5 euro al litro. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha commentato così: «La corsa dei carburanti rischia di avere effetti pesanti sulle tasche degli italiani: oltre all’aumento dei costi di rifornimenti si rischia un effetto domino con rincari a cascata per i prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari, considerato che in Italia l’88% delle merce viaggia su gomma

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato un sovrapprezzo significativo per benzina e gasolio, rispettivamente di 6 e 9 centesimi al litro, con conseguenti costi aggiuntivi notevoli per i consumatori, tra cui +72 euro annui per chi utilizza benzina e +81 euro annui per gli utenti diesel, senza contare gli impatti indiretti sui costi familiari dovuti al trasporto merci, stimati in +79,70 euro annui per famiglia. Il bonus benzina in tal senso può essere un aiuto, ma da solo non basta.

Secondo le stime del Codacons c’è stato un aumento medio del costo della benzina self-service dell’8,3% rispetto all’ultima settimana di dicembre 2023, e del diesel di circa il 5%, portando a un incremento del costo per rifornimento e, di conseguenza, a una spesa annua aggiuntiva di 176 euro per automobilista, considerando due pieni al mese. Tali rincari, che emergono in concomitanza con le partenze per i ponti festivi di aprile e maggio, molto probabilmente influenzeranno chi sceglie di viaggiare in auto durante tali periodi.