Il prezzo del carburante in Italia torna a salire, anche in conseguenza del conflitto tra Israele e Iran. Un quadro che spaventa i mercati con la prospettiva di un’interruzione delle forniture di petrolio. Intanto fare rifornimento in autostrada sta diventando sempre più caro: ecco la situazione.
Sembrano già molto lontani i tempi in cui, giusto un paio di mesi fa, benzina e diesel erano ai minimi storici. Lo scatto delle nuove accise sui carburanti, avvenuto a metà maggio, e il complicarsi dello scenario internazionale hanno tuttavia determinato un cambio di rotta sui prezzi di benzina e diesel, in generale rincaro.
In particolare, spicca la denuncia del Codacons, il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, sull’eccessiva crescita del prezzo del carburante in autostrada. Un trend rilevato dal monitoraggio dei dati forniti dai distributori e diffusi sul sito Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Prezzo carburante in Italia: in autostrada sempre più caro
Secondo quanto esternato dal Codacons, in svariati impianti che forniscono il servizio carburante lungo le tratte autostradali italiane la benzina in modalità servito ha superato il prezzo di 2,3 al litro. Non molto diversa la situazione del rifornimento di benzina in modalità self service, che in molti punti sfiora i 2 euro.
Questo è quanto emerge dai dati pubblicati sulla piattaforma ministeriale, che permette di consultare in tempo reale i prezzi dei carburanti praticati presso gli impianti di distribuzione nel territorio nazionale, in base alle informazioni comunicate dagli stessi esercenti. Uno strumento utile per avere un’idea su come risparmiare sul carburante e su quanto costa fare un pieno.
Tra gli esempi riportati figura quello della A4 tra Milano e Brescia. Qui il prezzo della benzina al self ha toccato i 2,389 euro al litro e i 2,284 euro per quanto riguarda il gasolio. Picchi (e non medie) che preoccupano anche perché in autostrada i costi alla pompa sono già normalmente più elevati rispetto alla rete stradale urbana ed extraurbana.
Nel dato generale, invece, la scorsa settimana il prezzo della benzina è salito in media a 1,886 euro al litro nel servito e a 1,748 al self service. Il diesel rispettivamente 1,806 e 1,670 euro.
Perché aumenta il prezzo di benzina e diesel?
La guerra Israele-Iran è tra le maggiori cause del nuovo aumento del prezzo del carburante, in Italia e non solo. La congiuntura interessa l’area del Medio Oriente, dove si concentrano i principali paesi produttori di petrolio. La situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nel caso di un blocco dello stretto di Hormuz.
Relativamente a quanto denunciato dal Codacons, invece, la crescita dei prezzi in autostrada è dovuto a una molteplicità di fattori, anche molto più circoscritti. Tra questi, la scarsa concorrenza tra i distributori, costi di gestione più elevati e ampia diffusione del servito, più dispendioso rispetto al self. Quindi c’è l’influenza delle accise sui carburanti (in Italia rappresentano oltre il 50% del prezzo finale all’utente) e l’insieme va a inserirsi nel contesto nazionale e mondiale.
Non si tratta soltanto dell’allarme dei consumatori, che chiedono comunque più controlli su eventuali speculazioni ed eventualmente una riduzione temporanea delle accise. La fibrillazione dello scenario ha spinto anche il Garante per la sorveglianza dei prezzi, i cui poteri sono stati rafforzati dal DL Trasparenza, a convocare per mercoledì 25 giugno 2025 la Commissione di allerta rapida.
Assopetroli invece smentisce ogni dinamica speculativa, sottolineando che i prezzi dei carburanti sono completamente liberalizzati in Italia né possono essere stabiliti da alcuna istituzione pubblica.








