Il prezzo dei carburanti in Italia continua a rimanere alto. Una situazione che prosegue dall’inizio della crisi internazionale in Medioriente e in generale dall’inizio del 2026, coinciso con l’introduzione delle nuove accise sul gasolio. Analizziamo lo scenario attuale e i possibili sviluppi futuri.
Le conseguenze della guerra in Iran hanno reso sempre più costoso e problematico fare rifornimento di carburante. Tra l’altro, ciò sta succedendo in un anno in cui nel nostro paese il diesel è diventato più caro della benzina per via delle nuove accise. E si attende con ansia il 1° maggio, giorno in cui scade il taglio delle accise stabilito con il decreto carburanti dello scorso 18 marzo, successivamente prorogato.
Cittadini e imprese, alle prese con consistenti rincari, sono sempre più alla ricerca di consigli per risparmiare su diesel e benzina. Intanto, il caro carburanti sta avendo ripercussioni sul mercato, influenzando le vendite di auto elettriche nel mondo. Un aspetto che ha conseguenze sulla mobilità sostenibile e sulla transizione ecologica grazie alla riduzione delle emissioni di CO2.
Prezzo carburanti: la situazione al 26 aprile
Secondo gli ultimi rilevamenti dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 26 aprile 2026, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,738 euro al litro per la benzina e 2,059 euro al litro per il gasolio.
Per chi intende rifornirsi nelle aree di servizio poste lungo la rete autostradale, invece, i prezzi sono ancora più elevati. Quello medio al self service è di 1,789 euro al litro per la benzina, mentre 2,118 euro al litro è la tariffa per il gasolio.
Ricordiamo che il prezzo dei carburanti alla pompa, che devono essere obbligatoriamente comunicati dagli esercenti attivi sul territorio nazionale (una delle misure introdotte per contrastare l’allarme speculazione in seguito all’escalation in Medioriente), sono consultabili sul portale Osservaprezzi.
Taglio accise: cosa succederà alle tariffe?
In seguito alla proroga fino al 1° maggio, mancano pochi giorni alla scadenza del taglio delle imposte sui carburanti che era stato disposto dal Governo con apposito decreto per mitigare il rincaro. Ora, con il ritorno delle accise su benzina e diesel, sale nuovamente la preoccupazione per i costi di rifornimento.
Secondo le stime diffuse da Il Sole-24 Ore, aggiungendo i 24,4 centesimi che attualmente sono stati scontati, si otterrebbero i seguenti prezzi medi:
- Benzina: 1,981 euro al litro;
- Diesel: 2,307 euro al litro.
Il prezzo del diesel, in particolare, risulterebbe il più caro a livello europeo. Non si conosce ancora se c’è l’intenzione di prorogare ulteriormente il taglio delle accise. Anche i dati del Codacons evidenziano un prezzo medio del diesel che, con le accise, sarebbe arrivato a 2,358 euro al litro nella settimana tra il 13 e il 20 aprile. Un valore più alto rispetto a quello dei paesi con i prezzi più alti (Paesi Bassi, Finlandia e Francia).








