Pride Month: scopri tutte le iniziative del mese dedicato alla celebrazione dell’orgoglio LGBTQ+. Ogni giorno lavoriamo per un mondo più inclusivo!

È finalmente iniziata la stagione del Pride: giugno è il mese in cui si concentra la maggior parte delle manifestazioni e degli eventi che celebrano l’orgoglio e la visibilità della comunità LGBTQ+.

Oggi in Italia sono tante le iniziative per sostenere e celebrare i diritti e abbattere le discriminazioni, ma per capire il vero significato del Pride Month è necessario guardare a un passato non così lontano.

Perché giugno è il Pride Month

La prima volta fu rivolta”, recita uno degli slogan più amati dalle comunità LGBTQ+ di tutto il mondo.

Nel 1969 erano pochi i locali in cui la comunità omosessuale di New York poteva incontrarsi. Uno di questi era lo Stonewall Inn, nel Greenwich Village: un luogo dove le persone potevano esprimere abbastanza liberamente il proprio orientamento sessuale ma non per questo potevano ritenersi davvero al sicuro. Le forze dell’ordine infatti facevano irruzione regolarmente, minacciando e picchiando personale e clientela in modo che fossero costretti a uscire in strada: a quel punto fioccavano gli arresti.

Nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, durante l’ennesimo episodio di soprusi e aggressioni, un gruppo di drag queen, di donne transgender, di lesbiche e di uomini gay si opposero con la forza invece di subire. Le rivolte iniziarono quella notte e proseguirono nei giorni successivi, anche grazie all’attivismo e alla partecipazione di figure storiche come Marsha P. Johnson, Sylvia Riveira e Stormé DeLarverie, ancora oggi ricordate e celebrate dalla comunità.

Queste rivolte furono la scintilla che diede il via a proteste sempre più numerose: già dall’anno seguente, in giugno, iniziarono ad essere organizzate grandi marce di protesta per celebrare la ricorrenza dei cosiddetti moti di Stonewall, che sono diventati l’emblema della resistenza della comunità LGBTQ+ contro l’oppressione subita.

Giugno è diventato un mese simbolico di rivendicazione dei diritti: l’obiettivo ancora oggi è promuovere l’eguaglianza e creare consapevolezza intorno alle difficoltà che i membri della comunità LGBTQ+ si trovano ad affrontare.
Da allora il 28 giugno di ogni anno è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBTQ+.

Questo excursus storico serve anche a spiegare che le parate del Pride rappresentano un momento di rivendicazione e non solo di festa. Dietro ai balli, alla musica, ai lustrini e ai colori dell’arcobaleno c’è un messaggio forte: “We’re here. We’re queer. Get used to it”, è un altro slogan molto popolare. “Siamo qui, siamo queer, fatevene una ragione”, in altre parole.

Il Pride Month oggi è un periodo per celebrare il diritto di mostrarsi per ciò che si è e allo stesso tempo è un’occasione per manifestare contro le discriminazioni e contro le forme di violenza di matrice omolesbobitransfobica.

Pride Month: quando e dove celebrare l’orgoglio e la libertà LGBTQ+ in Italia

Gli eventi e le marce dei pride italiani negli anni hanno coinvolto sempre più città: ognuno mantiene la propria identità territoriale e allo stesso tempo tutti sono collegati tra loro, come una grande onda che attraversando il nostro Paese ci trascina e ci avvolge.

Quest’anno sono 51 le parate che percorrono tutta l’Italia con i colori dell’arcobaleno.
Alcune sono già iniziate: Sanremo ha inaugurato la stagione lo scorso 8 aprile, mentre il 27 maggio è stata la volta di Alessandria, Novara e Piacenza.

Ecco il calendario completo:

  • 3 giugno: Trento Dolomiti, Padova, Pavia;
  • 10 giugno: Avellino Irpinia, Cuneo, Foggia, Dolo, Genova, Lecco, Pordenone, Roma, Messina;
  • 17 giugno: Bari, Bergamo, Catania, La Spezia, Mantova, Civitanova Marche, Parma, Torino, Treviso, Varese;
  • 24 giugno: Cagliari, Chieti, Milano, Palermo, Perugia, Taranto, Venezia;
  • 25 giugno: Reggio Emilia;
  • 1° luglio: Bologna, Egadi, Lecce, Napoli, Ragusa, Siracusa;
  • 8 luglio: Firenze, Latina, Verona;
  • 15 luglio: Belluno;
  • 22 luglio: Matera, Reggio Calabria;
  • 29 luglio: Campobasso;
  • 6 agosto: Rimini;
  • 2 settembre Brescia;
  • 9 settembre: Taormina;
  • 16 settembre: Monza Brianza, Scafati.

Durante tutta la stagione del Pride e durante ogni parata un flash mob collettivo unisce idealmente tutto il Paese per lanciare un messaggio forte: le persone LGBTQ+ hanno gli stessi doveri di tutte le altre persone e quindi vogliono gli stessi diritti. Quest’anno per la prima volta il messaggio di ogni coordinamento pride italiano è unitario: “I pride chiamano l’Italia. Stessi doveri, stessi diritti”.

Ogni città inoltre organizza durante tutto il mese eventi e feste in onore del Pride Month, mentre alla fine di ogni parata c’è una grande festa di chiusura.

Infine, la città che accoglierà l’Europride di quest’anno è LaValletta, a Malta. L’ospite d’onore del grande concerto finale sarà Christina Aguilera, icona della musica pop. Dal 7 al 17 settembre, questo evento vedrà l’affluenza di centinaia di migliaia di persone che si riuniranno per partecipare alle manifestazioni culturali e sportive, ai concerti e agli eventi artistici concentrati sulle tematiche LGBTQ+.

Perché celebrare il Pride Month è ancora importante

Dal 1969 a oggi la comunità LGBTQ+ ha chiesto e ottenuto molti diritti e ci sono stati molti progressi in questo senso, ma non è ancora abbastanza: fa effetto pensare che sono ben 71 i Paesi nel mondo dove essere gay è un reato punito fino alla pena di morte.

Oggi i discorsi d’odio anti-LGBTQ+ sono un fenomeno in crescita anche all’interno dei Paesi più progressisti e tolleranti. Basti pensare agli ultimi episodi di cronaca: la comunità è ancora marginalizzata e discriminata, spesso anche con violenza.

Secondo il rapporto ILGA-Europe sulla situazione dei diritti umani delle persone LGBTQ+ in Europa, il 2022 è stato “l’anno più violento dell’ultima decade per le persone LGBT” a causa dell’acutizzazione dei discorsi d’odio, degli omicidi a sfondo omo-transfobico e dei suicidi. I diritti delle persone LGBTQ+ garantiti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea appaiono sempre più in pericolo.

In particolare, l’Italia continua a fare passi indietro, passando dal 33° al 34° posto, persino dietro all’Ungheria: se una categoria viene continuamente marginalizzata, quando non invisibilizzata, vuol dire che è una categoria sempre più fragile e a rischio.

Il Pride Month dunque rappresenta un momento fondamentale di visibilità, un periodo dell’anno in cui le rivendicazioni vengono concentrate per attirare l’attenzione con carri colorati e musica, chiedendo a gran voce di avere gli stessi diritti che hanno tutte le altre persone: “Stessi doveri, stessi diritti”.

Pride significa orgoglio: l’orgoglio di essere individui, a prescindere dal proprio colore, dal proprio orientamento sessuale e dalle proprie caratteristiche dell’esistere in quanto persone. In un’ottica intersezionale questo riguarda tutti e tutte. Basti pensare che le città stesse sono spesso progettate senza considerare i bisogni delle minoranze: deve esserci spazio (fisico e mentale) per ognuno di noi, non solo per chi ha dei privilegi.