Ben 100 anni fa veniva installato il primo semaforo d’Italia a Milano. Un evento accolto dai cittadini milanesi con stupore e… Un pizzico di nervosismo! Scopriamo di più su questa data storica.
Sono trascorsi ben 100 anni da quando a Milano venne installato il primo semaforo della città. Dove? In una zona che già all’epoca, nonostante la carenza di auto e veicoli era incredibilmente trafficata: nel crocevia tra piazza Duomo, via Orefici e via Torino.
Come accolsero i cittadini quella novità e quali sono le curiosità legate a questo speciale semaforo? Scopriamo insieme una storia affascinante e unica.
Primo semaforo d’Italia a Milano: una novità non accolta al meglio
In realtà, i cittadini del capoluogo lombardo non accolsero bene questa novità. Le cronache dell’epoca riportano grande nervosismo tra i residenti e un caos totale, almeno per i primi giorni. Sembra che gli stessi vigili urbani, che dovevano amministrare il traffico facendosi aiutare da questo strumento, ebbero dei grattacapi ad attivare quello che sembrava uno “strano marchingegno“.
Le indicazioni della polizia urbana aumentarono la confusione. Per la prima volta si diceva ai pedoni di «circolare esclusivamente sui marciapiedi» ai veicoli di «tenere la parte della strada che è alla loro sinistra» e agli autoveicoli di «non far uso della marcia indietro per invertire la propria direzione».
Oggi potrebbe sembrare del tutto normale – tralasciando la guida a sinistra “all’inglese” senso di marcia ufficiale a Milano fino al 1926 – ma all’epoca pedoni e biciclette camminavano tra la carreggiata, senza piste ciclabili o marciapiedi, passando affianco alle auto presenti.
Inoltre il semaforo centrale regolava il traffico tra piazza Duomo e via Orefici soltanto dalle 15:15 alle 19:15. Perché un quarto d’ora di “tolleranza”? Ancora oggi questo resta un mistero.
I colori completamente diversi da quelli odierni
Un’altra curiosità riguarda i colori del primo semaforo d’Italia a Milano. Questo speciale prototipo aveva quattro colori: rosso, giallo, verde ma anche bianco.
Il bianco serviva a regolare, attraverso complicate combinazioni, il traffico dei pedoni. Per esempio, il rosso fermava i veicoli ma non permetteva ai pedoni di attraversare. Questi ultimi dovevano aspettare la combinazione rosso-bianco. Se invece si illuminava il giallo era il tram ad avere il via libera, mentre con il verde passavano auto e motocicli. E la combinazione di giallo e verde permetteva a tutti i veicoli di passare indistintamente. Insomma, la confusione era comprensibile. Niente a che vedere col nuovo semaforo intelligente installato proprio a Milano poco più di un anno fa.
Ma c’è un’altra curiosità sui colori: inizialmente il verde era collocato sopra e il rosso sotto. Solo nel 1960 con l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, l’ordine venne cambiato diventando quello attuale.
Da quel caos sono trascorsi cento anni e sembra che molto sia cambiato: la viabilità a Milano, specialmente nelle zone del centro, è regolamentata da oltre 600 semafori.
Fonte foto: Flickr.com








