Se hai un veicolo, o anche solo una licenza di guida, hai sicuramente avuto a che fare con la motorizzazione civile. Cos’è? Quali sono le sue funzioni? Scopriamolo insieme.

La motorizzazione civile è il sistema che, a livello nazionale, svolge le funzioni amministrative e di controllo sul rispetto delle norme tecniche relative al trasporto dei cittadini.

Di cosa si occupano gli Uffici della Motorizzazione Civile

Gli Uffici della Motorizzazione Civile (UMC) si occupano, da soli o di concerto con altri enti, di diverse competenze:

  • Settore conducenti: rilascio di patenti di guida, Certificati di Abilitazione Professionale, Carte di Qualificazione del Conducente, pareri tecnici alle prefetture sulle sospensioni delle patenti, partecipazione a commissioni per l’abilitazione alle mansioni di istruttore e a commissioni mediche per l’idoneità alla guida;
  • Settore veicoli: attività di collaudi, revisioni dei veicoli, immatricolazioni.
  • Settore dell’autotrasporto: partecipazione a comitati per l’Albo autotrasportatori, rilascio di licenze comunitarie, autorizzazioni per autobus, gestione delle autolinee, rapporti istituzionali con regioni, province e enti locali, partecipazione alla Commissione consultiva presso la Provincia per il rilascio delle licenze in conto proprio e alle Commissioni provinciali di abilitazione alle mansioni di istruttore ed insegnante presso le autoscuole, di responsabile tecnico presso le officine di autoriparazione e per l’esercizio dell’attività di consulente automobilistico;
  • Settore della navigazione interna e da Diporto: attività di collaudo e accertamenti tecnici sulle imbarcazioni, gestione del Registro Imbarcazioni da Diporto, rilascio della patente nautica.

A queste si aggiungono le attività ispettive legate alla sicurezza e che includono i controlli sul circolante su veicoli nazionali ed internazionali in collaborazione con le forze di polizia, la prevenzione e repressione dell’uso improprio delle strade, certificazioni di qualità, ispezione e controllo tecnico, controllo sull’attività delle autoscuole, delle imprese di autoriparazione e degli studi di consulenza relativi all’esercizio dello Sportello Telematico dell’Automobilista.

Cenni storici della motorizzazione civile: dagli albori a oggi

Parlando di storia e in particolare di normativa, ovviamente essa va di pari passo con la diffusione dell’automobile. Se la Peugeot Type 3 del conte Gaetano Rossi arrivò in Italia nel 1893, al 1909 risale la prima norma emessa per regolare le funzioni della motorizzazione privata.

Epoca monarchica

Con il Regio Decreto n.7 di quell’anno si istituiva infatti l’Ufficio Speciale delle Ferrovie, che dipendeva dal Ministero delle Comunicazioni e che aveva il ruolo di sorvegliare i veicoli a trazione meccanica su strada. Successivamente rinominato Ispettorato Generale delle Ferrovie, Tramvie e Automobili, questo organismo gestiva la motorizzazione attraverso i Circoli Ferroviari d’Ispezione.

Il termine “motorizzazione civile” comparve ufficialmente nel d.lgs n. 370 del 5 maggio 1941 n. 370. 3 anni dopo, il Decreto Luogotenenziale n. 413 divise il Ministero delle Comunicazioni in 2 entità:

  • Ministero dei Trasporti;
  • Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni.

Con il decreto si assegnò la gestione della motorizzazione civile al Ministero dei Trasporti.

Epoca repubblicana

Nel secondo dopoguerra, il d.lgs. n. 557/1948 trasferì le competenze dei Circoli Ferroviari agli Uffici dell’Ispettorato della Motorizzazione Civile e Trasporti in Concessione (MCTC).  Si istituirono inoltre gli Ispettorati Compartimentali per garantire una gestione periferica e locale.

Con la legge 1085 del 31 ottobre 1967, l’Ispettorato Generale divenne poi Direzione Generale della Motorizzazione Civile e dei Trasporti in Concessione (DGMCTC).

L’organizzazione della Motorizzazione Civile sul territorio

Dal 1999, sono passate al Dipartimento per i Trasporti Terrestri le competenze tecniche della Direzione Generale, inclusi gli Uffici della Motorizzazione Civile, che mantengono una struttura territoriale su base provinciale.

Le strutture periferiche sono state divise in 9 SIIT (Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti):

  • SIIT Piemonte – Valle d’Aosta;
  • SIIT Lombardia – Liguria;
  • SIIT Veneto – Trentino-Alto Adige – Friuli Venezia-Giulia;
  • SIIT Emilia Romagna – Marche;
  • SIIT Toscana – Umbria;
  • SIIT Lazio – Abruzzo – Sardegna;
  • SIIT Campania – Molise;
  • SIIT Puglia – Basilicata;
  • SIIT Sicilia – Calabria.

Successivamente è intervenuta un’ulteriore separazione in 5 Direzioni Generali Territoriali con sedi a Bari, Milano, Napoli, Roma e Venezia.