C’è un Principato in Liguria? Ecco la storia di Seborga, un borgo ligure con bandiera, moneta e persino una principessa tutta sua.

Tra i borghi più belli dell’entroterra ligure, a circa 500 metri di altitudine sopra Bordighera, c’è un piccolo comune di appena 286 abitanti con una storia davvero unica. Seborga, in provincia di Imperia, è noto non solo per il suo centro storico in pietra e per i panorami che spaziano fino alla Costa Azzurra, ma anche per essersi autoproclamato un “Principato” indipendente.

Qui infatti esistono una bandiera bianco-azzurra, una moneta locale chiamata “luigino” e persino una principessa (eletta dai cittadini). Una realtà che non ha alcun riconoscimento giuridico internazionale, ma che è diventata negli anni una caratteristica di questo splendido borgo.

Un Principato in Liguria: la storia di Seborga

Le origini di Seborga sono molto antiche: le prime attestazioni risalgono al V secolo a.C., quando le incursioni lungo la costa spinsero parte della popolazione verso l’entroterra. In epoca romana gli insediamenti furono censiti come “burga” e, nel corso dei secoli, il territorio passò sotto il controllo di diverse dominazioni, dai Longobardi ai Franchi.

Un passaggio fondamentale è datato 3 aprile 954, quando il conte Guidone di Ventimiglia donò il territorio ai monaci benedettini dell’Abbazia di Sant’Onorato di Lerino, sulle isole di fronte a Cannes. La donazione è confermata da un documento del 1177 che richiama espressamente il passaggio del feudo ai monaci. A partire dal 1079, con autorizzazione papale, gli abati poterono fregiarsi del titolo di Principi-Abati di Seborga, esercitando poteri civili e religiosi sul territorio.

Tra il 1666 e il 1687 fu attiva anche una zecca che coniava monete d’argento chiamate “luigini”, dal nome del re di Francia Luigi. Nel 1729 il feudo fu venduto a Vittorio Amedeo II di Savoia. Successivamente, come il resto della Liguria, Seborga entrò nel Regno di Sardegna e poi nel Regno d’Italia nel 1861, quindi nella Repubblica Italiana nel 1946.

A partire dagli anni Cinquanta del Novecento, una parte della comunità ha iniziato a rivendicare un’antica indipendenza, sostenendo che l’atto di vendita del 1729 non avrebbe comportato il trasferimento formale della sovranità. Studi storici successivi non concordano, e sostengono invece che l’atto di vendita esiste ed è registrato. Oggi il “Principato di Seborga” è più simbolico che effettivo: l’Italia esercita pienamente la propria giurisdizione sul territorio.

Dal 1963 i cittadini eleggono comunque un principe con funzioni esclusivamente rappresentative. Dal 10 novembre 2019 la carica è ricoperta dalla “principessa” Nina Menegatto, prima donna a essere eletta alla guida simbolica del Principato, affiancata da un Consiglio della Corona privo di poteri legali.

Cosa fare e vedere a Seborga

Il centro storico di Seborga conserva l’impianto medievale, con vicoli stretti e saliscendi che conducono a piazza San Martino, cuore del paese. Qui si affaccia la chiesa parrocchiale di San Martino, edificata nel Seicento e restaurata nella facciata barocca nel 2006.

All’ingresso del borgo si incontra la chiesa di San Bernardo, risalente al XIV secolo e dedicata a San Bernardo di Chiaravalle. Accanto alla parrocchiale si trova l’antico Palazzo dei Monaci, già sede della zecca secentesca dove furono coniati i luigini. Oggi l’edificio è proprietà privata, ma conserva elementi architettonici che testimoniano il suo passato. Nel borgo sono visitabili anche il Museo dei Luigini – Collezione Minervini e il Museo della Zecca, che raccontano la storia delle emissioni monetarie storiche e contemporanee.

Non mancano le tracce del passato difensivo: le porte medievali, tra cui la Porta del Sole e quella di San Sebastiano, e l’antica prigione, un locale semplice e austero utilizzato nei secoli per la detenzione dei condannati. Dal Belvedere di piazza Martiri Patrioti lo sguardo abbraccia le vallate sottostanti fino alla Costa Azzurra e al Principato di Monaco, mentre alle spalle si intravedono le cime delle Alpi Marittime.

Come arrivare a Seborga

Seborga si trova nell’estremo Ponente ligure, a nord di Bordighera. In auto si raggiunge percorrendo l’autostrada A10 Genova-Ventimiglia (l’Autostrada dei Fiori) con uscita a Bordighera, proseguendo poi lungo la SP57 in direzione Sasso di Bordighera e Seborga. Si consiglia di approfittare di servizi di telepedaggio per evitare code e rallentamenti ai caselli autostradali, specialmente in alta stagione.

In treno la stazione di riferimento è Bordighera, sulla linea ferroviaria costiera tra Genova e Ventimiglia. Dalla stazione è possibile proseguire in bus o taxi verso l’entroterra. Per chi arriva in aereo, gli scali più comodi sono l’aeroporto di Nizza, in Francia, e di Genova. Da entrambi si può raggiungere la Riviera ligure in treno o in auto e poi salire verso il borgo.