A Taranto va in scena un rito antico: la Processione dei misteri 2026, che si tiene durante la Settimana Santa, è un’esperienza che coinvolge tutta la città.

La Settimana Santa, che precede la Pasqua, è uno dei momenti più intensi per la comunità cattolica e in Italia assume forme diverse da territorio a territorio. In questa occasione, Taranto si prepara a vivere giorni scanditi da celebrazioni religiose e appuntamenti molto sentiti dalla popolazione. Il momento più atteso resta la processione dei Misteri, uno dei riti più noti del Sud Italia, che ogni anno richiama fedeli e visitatori.

La storia della Settimana Santa a Taranto

La Settimana Santa di Taranto affonda le sue radici nel 1703, in epoca di dominazione spagnola, quando il patrizio don Diego Calò introdusse i primi riti commissionando a Napoli le statue del Gesù Morto e dell’Addolorata. In origine le celebrazioni si concentravano nella mattina del Venerdì Santo, ma nel tempo si sono articolate in più giorni, mantenendo però intatta la loro forte identità.

Oggi l’organizzazione dei riti è affidata a due confraternite storiche, quella di Maria SS.ma Addolorata e San Domenico e l’Arciconfraternita del Carmine, che custodiscono e tramandano una tradizione ancora molto viva. I preparativi iniziano già con la Quaresima e accompagnano la città fino ai giorni centrali della Settimana Santa.

Il Giovedì Santo si apre con la Messa in Coena Domini e il rito del lavaggio dei piedi. Nello stesso pomeriggio prende vita anche il pellegrinaggio ai sepolcri: le “poste” attraversano la città in silenzio, fermandosi nei luoghi di culto in un percorso fatto di preghiera e raccoglimento.

Processione dei Misteri 2026 a Taranto: il programma

Il culmine arriva il Venerdì Santo, quando l’intera città si raccoglie attorno alla processione dei Sacri Misteri. Dopo i riti del mattino, nel pomeriggio si svolge la consegna della troccola (uno strumento musicale a percussione) e, alle 17.00, si apre il portone della chiesa del Carmine: è da qui che prende il via il lungo corteo.

La processione avanza lentamente tra le strade del Borgo, accompagnata dalle marce funebri delle bande musicali. Sfilano uno dopo l’altro i simboli della Passione, dalla Croce dei Misteri alle statue del Cristo all’Orto, l’Ecce Homo, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù Morto e l’Addolorata.

La processione prosegue per tutta la notte e si conclude nella mattina del Sabato Santo. In serata si tiene poi la veglia pasquale, che introduce alla celebrazione della Resurrezione.

Come arrivare a Taranto

Raggiungere Taranto è semplice. Gli scali più vicini sono l’aeroporto di Brindisi e l’aeroporto di Bari, da cui si può proseguire in auto o taxi. Mentre il treno è una soluzione comoda per arrivare direttamente in città, con la stazione situata in posizione centrale.

Se si viaggia in auto, da Nord si segue l’A1 Milano-Napoli fino a Bologna e poi lungo l’A14 Bologna-Taranto fino a destinazione; chi viene da Sud, invece, può utilizzare l’A16 Napoli-Canosa e prendere l’A14 all’altezza di Canosa. Si può anche imboccare a SS106 Reggio Calabria oppure l’A3 Salerno-Reggio Calabria fino a Sibari, per poi proseguire lungo la SS106. In ogni caso, consigliamo di restare aggiornati sulla viabilità monitorando il traffico in tempo reale.

Una volta arrivati, in città sono presenti numerosi parcheggi convenzionati dove lasciare l’auto, proseguendo poi a piedi, con i mezzi pubblici o approfittando di servizi di mobilità condivisa.