La società svedese Minesto offre nuove prospettive per il settore delle fonti di energia rinnovabili. Il suo aquilone subacqueo, progettato per catturare l’energia delle maree in modo più efficiente, meno impattante e a basso costo, apre la strada a una produzione energetica locale, sicura e affidabile.

Energia delle maree: perché è importante Minesto

Mari e oceani potrebbero rappresentare una risorsa estremamente importante per la decarbonizzazione del settore energetico, offrendo una fonte di energia pulita caratterizzata da maggiori prevedibilità e affidabilità rispetto alle altre rinnovabili. Le correnti marine, infatti, presentano un flusso costante e regolare, garantendo una produzione continua di energia.

Purtroppo, però, nonostante il grande potenziale, la tecnologia delle correnti di marea è ancora poco sfruttata. Questo perché i progetti finora realizzati si basano su costose turbine instream. Parliamo di macchine motrici, statiche, legate al fondale marino che, per funzionare al meglio, devono essere installate in zone dove la velocità delle correnti è più intensa.

Spesso, per massimizzare la produzione di energia, vengono affiancate da dighe, che presentano però delle problematicità dal punto di vista ambientale. Queste soluzioni, infatti, impattano notevolmente sull’ecosistema marino, stravolgendolo per molti anni.

In questo contesto si inserisce Minesto, la società svedese che ha messo a punto una nuova tecnologia, chiamata Deep Green. Si tratta di una tecnologia che sfrutta un aquilone subacqueo che, stando ai primi risultati, riuscirebbe a sfruttare la forza delle correnti, abbattendo l’impatto ambientale e i costi di manutenzione, continuando comunque a garantire un’elevata produzione di energia pulita.

Deep Green: come funziona il prototipo di Minesto

Immagina un aquilone in schiuma e fibra di vetro, che invece di svolazzare in cielo, nuota come una manta nella profondità degli oceani (o dei mari), trasformando l’energia cinetica in elettricità.

Andando un po’ più sul tecnico, questo kite energetico viene trattenuto al fondale grazie a un cavo, a sua volta collegato a un generatore dotato di motore elettrico. La forza della corrente permette all’aquilone di “nuotare” nella direzione del flusso, tracciando una traiettoria a forma di 8.

Questo movimento genera energia elettrica che viene immagazzinata in una batteria oppure immessa nella rete municipale, permettendo un funzionamento ancora più sostenibile delle città (smart cities e non) e quindi dei relativi servizi di mobilità urbana.

Questa nuova tecnologia ingegneristica genera molta più energia rispetto alle “vecchie” turbine, consentendo alle centrali elettriche marine di funzionare al massimo anche in condizioni di flusso di corrente minore.

Il progetto Deep Green Island Mode

L’aquilone di Minesto è stato sempre sperimentato al largo delle isole che si trovano all’interno del territorio europeo. E non a caso. L’energia di queste zone comporta costi elevati, un impatto ambientale non indifferente, scarsa efficienza e una forte dipendenza da forniture esterne. Ciò ha effetti negativi rilevanti sulle emissioni, sulla competitività delle imprese e sull’economia.

Le alternative rinnovabili (compresa la tecnologia tradizionale per l’energia delle maree) non sono adatte a queste comunità poiché l’energia che generano è intermittente e imprevedibile. La tecnologia di Minesto supera le limitazioni delle fonti energetiche convenzionali, rappresentando una possibile soluzione soprattutto per le isole.

Nel 2019, il programma SME Instrument della Commissione Europea ha deciso di assegnare un finanziamento di 2,5 milioni di Euro per il progetto Deep Green Island Mode alle Isole Faroe, un arcipelago danese che si trova tra l’Islanda e la Norvegia. Lo scopo di questo finanziamento è quello di supportare l’implementazione della nuova tecnologia di Minesto alle Isole Faroe e di installare le prime due unità di microrete in un contesto commerciale.

Detto in parole più semplici: le Isole Faroe potranno acquistare l’energia elettrica generata dai convertitori di energia delle maree di Minesto.

Dragon 12 è l’aquilone protagonista del progetto, che verrà installato prossimamente sui fondali dell’arcipelago. Con la sua apertura alare di 12 metri, dovrebbe riuscire a generare ben 1,2MW di elettricità, sufficiente ad alimentare circa 1000 abitazioni.

Il successo di questo progetto non avrà un impatto solamente sulle isole, ma potrebbe espandersi e portare all’adozione della tecnologia su scala più ampia e creare legami commerciali con utility in tutta l’Europa.