Negli ultimi anni le città stanno cambiando, plasmando sempre più i loro territori in base ai bisogni dei cittadini. Ciò sta alla base dell’avvio di pratiche a sostegno del verde urbano, dell’innovazione tecnologica e, soprattutto, di una mobilità più eco-friendly

Viviamo in un’epoca in cui la mobilità urbana rappresenta una sfida cruciale e le soluzioni scelte dalle città sono le più diverse: dalle ZTL ai centri pedonalizzati, dai semafori intelligenti capaci di dirigere il traffico ai servizi di micromobilità, fino alle Città30. È in questo contesto di sperimentazione che, in Italia, si collocano i PUMS.

Cosa sono i PUMS?

La sigla PUMS sta a indicare il “Piano Urbano della Mobilità Sostenibile” e rappresenta il piano che un’amministrazione locale adotta per rendere i trasporti urbani efficienti ed ecologici.

Tramite la redazione e lo studio approfondito di questi documenti è possibile risolvere alcune problematiche fondamentali delle zone urbane, come il traffico intenso, l’inquinamento dell’aria e gli incidenti stradali.

Uno dei principali pilastri dei PUMS è, infatti, la promozione di mezzi di trasporto alternativi e sostenibili, come il trasporto pubblico, biciclette ed e-bike, i monopattini e la mobilità a piedi. Soluzioni che non solo riducono le emissioni, ma contribuiscono anche a liberare spazio stradale.

I PUMS però prevedono anche interventi sull’infrastruttura stradale e di trasporto pubblico, per di renderli più efficiente e accessibile. Questi interventi possono includere la creazione di corsie preferenziali per autobus, la realizzazione di piste ciclabili protette e la promozione di parcheggi per biciclette e car-sharing. A ciò si aggiunge l’integrazione della mobilità sostenibile con altri settori urbani, come la pianificazione del territorio, l’edilizia e l’ambiente. Questo approccio olistico consente di sviluppare città più resilienti e adattabili, in grado di affrontare sfide come il cambiamento climatico e la crescita demografica in modo più efficace e sostenibile.

I benefici dei PUMS e il ruolo dei cittadini

L’attuazione puntuale delle misure dei PUM porta non solo una riduzione del traffico e dell’inquinamento, ma anche un miglioramento dell’ambiente urbano, della salute pubblica, della qualità della vita, nonché benefici economici. Inoltre, l’insieme di tutte le misure permette ai Comuni di attirare investimenti interessanti che, a loro volta, possono portare ulteriori miglioramenti ai servizi ai cittadini con riduzione dei costi associati.

Tuttavia, un elemento fondamentale per il successo dei PUMS è la partecipazione attiva dei cittadini nel processo decisionale. Attraverso consultazioni pubbliche, sondaggi e incontri partecipativi, i residenti possono esprimere le proprie esigenze e le proprie preoccupazioni riguardo alla mobilità urbana, contribuendo così alla definizione di strategie e interventi più aderenti alle reali esigenze della comunità.

PUMS: a che punto è l’Italia?

I dati riportati sul sito ufficiale dell’Osservatorio PUMS mostrano a che punto siano i PUMS in Italia, mettendo in chiaro ogni fase raggiunta per regione e città. In base alle tempistiche richieste dalle procedure burocratiche, i PUMS raggiungono diversi stati:

  • In redazione: che indicano tutti i piani non ancora approvati ma la cui redazione è stata avviata ufficialmente;
  • Adottato: momento nel quale viene adottato con una Delibera di Giunta Comunale e viene posto a disposizione dei cittadini;
  • Approvato: fase nel cui il PUMS viene reso vigente.

L’ultimo aggiornamento in tal senso risale a novembre 2023, momento nel quale si contavano 78 PUMS approvati, 59 adottati e 74 in redazione.

I 211 piani sono suddivisi in tutta Italia, con picchi di presenze nella regione Puglia e Lombardia. Ecco nel dettaglio come sono distribuiti i PUMS per ogni regione:

  • Puglia: 42, di cui 8 approvati, 16 adottati, 18 in redazione;
  • Lombardia: 22, di cui 11 approvati, 3 adottati, 8 in redazione;
  • Toscana: 19, di cui 10 approvati, 2 adottati, 7 in redazione;
  • Sicilia: 19, di cui 7 approvati, 5 adottati, 7 in redazione
  • Emilia-Romagna: 18, di cui 13 approvati, 3 adottati, 2 in redazione;
  • Sardegna: 12, di cui3 approvati, 4 adottati, 5 in redazione;
  • Lazio: 11, di cui 3 approvati, 2 adottati, 6 in redazione;
  • Veneto: 10, di cui 2 approvati, 4 adottati, 4 in redazione;
  • Marche: 9, di cui 4 approvati, 0 adottati, 5 in redazione;
  • Piemonte: 8, di cui 5 approvati, 2 adottati, 1 in redazione;
  • Altre regioni: 41, di cui 12 approvati, 17 adottati, 11 in redazione.

Va ricordato che i PUMS non sono uno strumento rigido ma, anzi, possono essere adattati in base al sopraggiungere di nuove esigenze e nuove situazioni. Per questo, un PUMS approvato può sempre essere soggetto a revisioni successive.