La QJ Motor Equus 600 porta un motore V4 da 561 cm³ dentro una café racer disegnata da C-Creative, studio di design con sede a San Marino fondato da Giovanni Castiglioni insieme ad Adrian Morton e Paolo Bianchi. Il risultato è una moto fuori dagli schemi, con 68 CV e una ciclistica costruita attorno al propulsore.

Presentata a EICMA 2025, la QJ Motor Equus 600 V4 nasce dalla collaborazione tra il costruttore cinese e lo studio fondato da Giovanni Castiglioni. Il progetto abbina un’architettura meccanica insolita per questa cilindrata a forme che lasciano molto spazio al metallo e alla struttura della moto. La moto mostrata a EICMA era ancora un concept, ma nuovi brevetti emersi nel 2026, compreso quello relativo a uno scarico dotato di catalizzatori e sonde lambda, indicano che QJ Motor sta lavorando a una versione destinata alla produzione. Restano da confermare tempi e mercati.

QJ Motor Equus 600, il progetto firmato da C-Creative

Il nome della moto è EQVVS, che richiama il termine Equus derivante dal latino e significa cavallo, ma il richiamo più interessante riguarda chi ne ha disegnato le forme. La moto è uno dei progetti realizzati da C-Creative per QJ Motor, con il coinvolgimento dello studio fondato da Giovanni Castiglioni insieme ad Adrian Morton e Paolo Bianchi.

La carrozzeria lascia scoperta buona parte della meccanica. Il serbatoio segue una linea quasi orizzontale e termina su una sella compatta, mentre il codino viene liberato dal tradizionale supporto della targa. Quest’ultimo è infatti collocato in basso e collegato alla zona del forcellone.

Ne deriva una café racer moderna che evita di riprodurre semplicemente le forme delle moto degli anni Sessanta. I richiami classici rimangono nelle proporzioni, mentre telaio e sospensioni appartengono a un progetto contemporaneo.

QJ Motor Equus 600 scheda tecnica: il motore V4 da 561 cm³

La caratteristica che distingue maggiormente la Equus è il quattro cilindri a V di 90° da 561 cm³, già utilizzato sulla cruiser QJ Motor SRV 600 V.

Il propulsore è raffreddato a liquido e utilizza una distribuzione DOHC con 16 valvole. La potenza massima raggiunge 68 CV, equivalenti a 50 kW, a 10.500 giri/min, mentre la coppia arriva a 54 Nm a 8.000 giri/min. Il cambio dispone di sei rapporti.

QJ Motor dichiara una velocità massima superiore a 180 km/h. Il dato non colloca la Equus tra le sportive più potenti di media cilindrata, ma il V4 offre una configurazione meccanica decisamente rara in questa fascia.

Una moto con queste caratteristiche potrebbe interessare anche chi arriva da modelli di cilindrata inferiore e sta valutando costi che vanno oltre il semplice acquisto. Prima della messa su strada rientrano infatti tra le spese da considerare anche bollo, manutenzione e assicurazione moto, il cui importo varia in base al profilo del proprietario e al veicolo.

Telaio e ciclistica della QJ Motor Eqvvs 600

Il motore svolge anche una funzione strutturale. La Equus utilizza infatti una struttura in alluminio nella quale il V4 diventa elemento portante, una soluzione che consente di ridurre la quantità di materiale necessaria nella zona del telaio.

Anche il forcellone è realizzato in alluminio e contribuisce in maniera evidente al disegno della moto. All’anteriore è presente una forcella rovesciata, mentre le ruote adottano cerchi a raggi predisposti per pneumatici tubeless.

Il peso definitivo non è stato comunicato. Come riferimento, la SRV 600 V equipaggiata con lo stesso propulsore ha un peso di 228 kg. Per la Equus si è parlato dell’obiettivo di scendere sotto i 200 kg, valore che dovrà però essere verificato sulla versione destinata alla produzione.

Prezzo e arrivo sul mercato

Anche il prezzo rimane da definire. Le indiscrezioni circolate dopo la presentazione indicano per QJ Motor l’intenzione di mantenere la Equus 600 sotto i 10.000 euro, ma al momento non si tratta di un listino ufficiale.

Molto dipenderà da quanto del prototipo visto a EICMA verrà conservato sulla moto di serie. Il V4 rappresenta già un elemento poco comune tra le medie cilindrate, mentre telaio in alluminio e design di scuola italiana sviluppato a San Marino possono darle una posizione diversa rispetto alle classiche café racer bicilindriche.