Una clima rovente, interrotto da temporali e alluvioni. Bilancio di un’estate più calda degli ultimi anni: oppure no? Ecco com’è andata l’ultima stagione attraverso i dati dell’incidenza climatica reale in Italia in questa intervista di Moveo a Ilenia Manco del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici
Fa sempre più caldo, e non solo in estate: oppure siamo noi ad essere meno abituati alle temperature più alte? Al termine di una stagione estiva percepita nuovamente come caldissima, ci sono dati che segnano valori in crescita anche a scapito della salute degli italiani. Uno studio recente condotto da diversi ricercatori tra alcuni degli atenei più prestigiosi d’Europa sul tema climatico ha indicato come tra giugno ed agosto scorsi l‘Italia sia stato il paese europeo che ha segnato il maggior numero di morti dovuti alle ondate di calore: 4.597 decessi sui 16.500 in Europa. Ma sarà un dato causato anche dal fatto che il nostro Paese ha la popolazione più anziana del Vecchio Continente? Insomma, Moveo ha provato a fare ordine nei dati sul clima in Italia attraverso il supporto dell’istituto più autorevole sul tema, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). Ecco di seguito cosa ci ha spiegato la ricercatrice Ilenia Manco.
Questa ultima estate è stata più calda rispetto agli ultimi anni?
Sicuramente sì, guardando l’Italia, secondo i dati riportati dalla ricercatrice del CMCC. E questo vale sia per il nostro paese che per l’intero continente:
«La temperatura nell’estate 2025 in Italia è stata nel complesso superiore al trend medio degli ultimi anni. I dati ufficiali del Copernicus Climate Change Service confermano che in Europa le temperature estive sono state superiori alla media climatica 1991-2020 su quasi tutto il continente, Italia compresa»
Nonostante in agosto ci sia stata una certa variabilità del clima rispetto a giugno e luglio dove l’incremento delle temperature è stato evidente, il quadro complessivo dell’estate conferma il trend di riscaldamento degli ultimi decenni. Manco spiega:
«Per comprendere meglio questo dato a scala nazionale è utile guardare anche alle “climate stripes” sull’Italia (riportate qui di seguito, ndr) ovvero visualizzazioni a strisce colorate che mostrano l’evoluzione delle temperature nel tempo».

Qual è invece il bilancio per gli eventi atmosferici imprevisti in Italia?
Il cambiamento climatico riduce le precipitazioni mediamente ma le intensifica: piove meno, ma quando ci sono fenomeni temporaleschi si riflettono spesso in vere e proprie bombe d’acqua. E in estate in Italia si vedono addirittura in alcuni casi grandinate: un fenomeno non del tutto inedito ma che si è intensificato negli ultimi anni. Circa gli eventi atmosferici imprevisti, Manco spiega a proposito dell’estate 2025:
«La stagione estiva appena conclusa conferma un cambiamento nei regimi di precipitazione sull’Italia, già evidente negli ultimi anni. In particolare, anche quest’anno vi sono state condizioni più secche, particolarmente marcate nel Meridione, a cui si sono affiancati episodi intensi e localizzati di precipitazioni con quantitativi superiori alla media stagionale».
A questo proposito, si sono registrati eventi particolarmente inediti?
«Questa estate, e in particolare il mese di giugno, è stata segnata da temperature anomale in gran parte d’Europa, a causa di un’intensa ondata di calore che si è protratta dalla terza decade di giugno fino ai primi giorni di luglio. L’Italia ha risentito in maniera significativa di questa condizione, con anomalie registrate in tutta la Penisola, soprattutto nei centri urbani, particolarmente vulnerabili a causa dell’effetto “isola di calore” dovuto alla scarsa vegetazione, ai materiali edili che assorbono calore e l’intrappolamento del calore da parte della struttura urbana»
La ricercatrice fa il caso specifico di Milano per spiegare meglio i risultati di questa incidenza:
«A Milano, tra il 24 e il 26 giugno, si è osservata un’ondata di calore urbana con temperature massime anomale di 37–38 °C che, complice l’elevata umidità, hanno fatto percepire valori prossimi ai 40 °C e generato condizioni di forte disagio per la popolazione, come riportato anche dal bollettino ‘Disagio da calore’ di ARPA Lombardia».
Quali aree italiane sono particolarmente a rischio per il cambiamento climatico?
«Le grandi aree urbane soffrono del fenomeno dell’isola urbana di calore che amplifica le temperature e aumenta il rischio per diversi settori tra cui la salute, l’energia ed i trasporti. Inoltre, l’Italia meridionale e le isole maggiori sono particolarmente esposte alla scarsità idrica: qui gli episodi di siccità estiva, già frequenti, si intensificano con ripercussioni sulla disponibilità di acqua potabile, sull’agricoltura e sul rischio di incendi boschivi».
Anche in questo caso, Ilenia Manco cita alcuni casi specifici:
«Degno di nota l’episodio del 27 luglio in Sardegna, nella sub-regione del Sarrabus, dove sono stati bruciati oltre 100 ettari in una giornata con allerta di pericolosità “alta” diramata dalla Protezione Civile. In queste condizioni di caldo intenso non bisogna inoltre dimenticare l’effetto combinato con gli elevati livelli di inquinamento atmosferico, in aree come la Pianura Padana, che aggrava i rischi cardio-respiratori e compromette ulteriormente la qualità dell’aria».
Infine, c’è qualche dato climatico eccezionale segnato in quest’ultima estate?
In generale, spiega la ricercatrice di CMCC, piogge intense e ondate di calore particolarmente concentrate:
«Per quanto riguarda le precipitazioni, i nostri dati evidenziano che la stagione è stata caratterizzata da una variabilità interna. Nel mese di giugno si è registrata una marcata siccità su gran parte del territorio italiano, mentre nei mesi di luglio e agosto si è osservata un’inversione di tendenza. In particolare, agosto ha fatto segnare un’anomalia positiva di circa 6 millimetri al giorno rispetto al periodo di riferimento 1991–2020, come evidenziato anche nel bollettino stagionale di Copernicus. In questo mese, i fenomeni precipitativi intensi si sono concentrati soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, generando numerosi allagamenti e riflettendo la crescente incidenza di eventi idro-meteorologici intensi sul territorio italiano»
L’opposto di quanto visto invece nelle aree centrali e meridionali del nostro paese:
«I nostri dati hanno catturato ad esempio l’ondata di calore che tra il 22 e il 24 luglio 2025 ha interessato gran parte del territorio italiano con temperature massime estremamente elevate, registrando picchi oltre i 40 °C in varie zone del Centro-Sud e condizioni di forte stress termico nelle aree urbane».








