Un itinerario nel quartiere di Belém, tra la Torre omonima, il Mosteiro dos Jerónimos, il Padrão dos Descobrimentos e i giardini affacciati sul Tago, nella zona da cui partirono le spedizioni marittime portoghesi del Cinquecento.
Belém si trova a circa sei chilometri a ovest del centro di Lisbona, lungo la riva del fiume Tago, in una zona più aperta e distesa rispetto ai quartieri centrali come Alfama o Chiado. Oggi il quartiere mette insieme monumenti riconosciuti dall’UNESCO, un museo dedicato all’arte contemporanea, giardini aperti sull’acqua e la pasticceria che ha inventato il famoso pastel de nata. In questo articolo trovi cosa vedere tappa per tappa e come raggiungere il quartiere partendo dal centro città.
Alla scoperta di Belém
Il nome Belém deriva dal portoghese per Betlemme, scelto in onore del luogo di nascita di Gesù. Fu da queste rive che, nel 1497, Vasco da Gama salpò per l’India, e fu qui che gli esploratori portoghesi tornarono carichi delle merci che finanziarono buona parte della crescita della zona nei secoli successivi.
Quella crescita seguì una logica diversa da quella del centro di Lisbona: mentre Alfama e Baixa si sono sviluppate in altezza, su vicoli stretti e su un terreno collinare, Belém si è esteso in orizzontale, lungo la pianura che costeggia il Tago. Il terremoto del 1755, che rase al suolo gran parte della città, qui provocò danni più contenuti proprio per la conformazione pianeggiante del terreno, e nell’Ottocento l’area si consolidò come zona residenziale, con ville e ampi spazi verdi al posto dei quartieri fitti del centro.
Quello spazio aperto è ancora oggi il tratto che distingue il quartiere: il lungofiume si estende per diversi chilometri, con piste ciclabili e aree pedonali, e nei fine settimana diventa il punto in cui chi vive a Lisbona va a correre, pedalare o passare del tempo all’aperto, lontano dalla densità dei quartieri centrali.
Cosa vedere nel quartiere Belém di Lisbona
Le tappe principali si trovano tutte a distanza di camminata l’una dall’altra, lungo un asse di poco più di un chilometro tra il fiume e il Mosteiro. Ecco cosa vedere nel quartiere Belém di Lisbona.
Torre de Belém
La Torre de Belém fu costruita tra il 1515 e il 1519 su progetto dell’architetto Francisco de Arruda, in stile manuelino, e sorge alla foce dell’estuario del Tago. Nacque con funzione difensiva, a guardia dell’accesso al porto di Lisbona, e nel tempo venne riconvertita in dogana e poi in faro. Fu costruita con blocchi di pietra calcarea di Lioz, avanzati dai cantieri del vicino Mosteiro dos Jerónimos, edificato nello stesso periodo.
La struttura si sviluppa su cinque piani, collegati da una scala a chiocciola stretta, che nei giorni di maggiore afflusso costringe i visitatori a darsi il turno per salire e scendere.
Sulla facciata ovest si trova una gargolla a forma di rinoceronte, riferimento al primo esemplare arrivato in Portogallo dall’India nel 1513.
Mosteiro dos Jerónimos
Il Mosteiro dos Jerónimos venne commissionato dal re Manuele I nel 1501 e la sua costruzione richiese oltre un secolo di lavori, finanziati in parte con i proventi del commercio di spezie portato dalle spedizioni marittime. È considerato l’esempio più compiuto dello stile manuelino, riconoscibile nei portali scolpiti e nelle colonne decorate con motivi legati al mare.
All’interno si trova la tomba di Vasco da Gama, oltre a un chiostro a due piani che si può visitare pagando un biglietto separato dalla chiesa, il cui ingresso è invece gratuito.
L’ala est dell’edificio, un tempo occupata dalle celle dei monaci, ospita oggi il Museu Nacional de Arqueologia e il Planetário Calouste Gulbenkian, dedicato all’astronomia. Nel 1983, l’UNESCO ha inserito il Mosteiro, insieme alla Torre de Belém, nella lista dei siti Patrimonio Mondiale.
Padrão dos Descobrimentos
Il Padrão dos Descobrimentos, il Monumento alle Scoperte, fu costruito nel 1960 in occasione del quinto centenario della morte di Enrico il Navigatore. È alto 52 metri e riprende la forma di una prua di caravella, con sculture che rappresentano esploratori, cartografi, missionari e membri della famiglia reale disposti lungo entrambi i lati della struttura.
Anche per questo monumento gli architetti scelsero la pietra di Lioz, la stessa usata per la Torre de Belém, per mantenere una coerenza visiva con gli altri edifici del quartiere.
Un ascensore interno porta fino a una terrazza panoramica, da cui si vede l’intero tratto di fiume tra la Torre de Belém e il Ponte 25 de Abril.
MAAT – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia
Il MAAT comprende due edifici collegati da un parco che corre lungo il fiume: la MAAT Gallery, progettata dallo studio dell’architetta Amanda Levete con una forma bassa e curva che si può percorrere anche sul tetto, e la Central Tejo, un’ex centrale elettrica del 1908 riconvertita in spazio espositivo dedicato all’archeologia industriale, con generatori e caldaie ancora visibili. Il museo ospita mostre temporanee di arte contemporanea e collezioni permanenti legate al rapporto tra tecnologia e produzione artistica.
Museu Nacional dos Coches
Una delle attrazioni da non perdere nel quartiere Belém di Lisbona è il Museu Nacional dos Coches. Il museo raccoglie una delle collezioni di carrozze reali e di rappresentanza più consistenti a livello mondiale, con esemplari che vanno dal Seicento all’Ottocento, decorati in oro e legno intagliato e usati un tempo dalla famiglia reale portoghese e dal Vaticano.
Il museo si trova in un edificio moderno inaugurato nel 2015, progettato dall’architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha. A pochi passi, il vecchio picadeiro reale, l’antica scuola di equitazione della corte, ospita una sezione distinta del museo.
Insieme, le due sedi raccontano l’evoluzione della carrozza, da semplice mezzo di trasporto a simbolo di rappresentanza politica, fino ai modelli usati nelle cerimonie ufficiali.
Pastéis de Belém
La pasticceria Pastéis de Belém è attiva dal 1837, in un locale a pochi passi dal Mosteiro dos Jerónimos. La ricetta del famoso dolce nacque secondo la tradizione locale nel monastero stesso, prima che i monaci la cedessero al laboratorio che oggi la custodisce sotto forma di ricetta segreta.
Solo i dolci prodotti in questo locale possono chiamarsi ufficialmente pastéis de Belém. Altrove, in Portogallo e nel resto del mondo, la stessa preparazione prende il nome generico di pastel de nata.
All’interno del locale, che si estende su più sale con pareti rivestite di azulejos, si possono vedere i forni dove i pasticceri cuociono i dolci ad alta temperatura fino a caramellarne la superficie.
Come arrivare a Lisbona e a Belém
L’aeroporto di riferimento per Lisbona è l’Aeroporto Humberto Delgado, a circa 7 chilometri dal centro città. Se vuoi accelerare le procedure aeroportuali, puoi valutare l’attivazione del servizio di fast track direttamente via app: così salti la coda ai controlli di sicurezza e arrivi al gate in un lampo.
L’aeroporto è collegato dalla linea rossa della metropolitana e dall’Aerobus, che ferma nei principali punti del centro in circa 30-40 minuti.
Per raggiungere Belém dal centro di Lisbona, l’opzione più usata è il tram 15E, che parte da Praça da Figueira o da Cais do Sodré e impiega circa 35 minuti fino alla fermata davanti al Mosteiro dos Jerónimos.





