Quartiere Castelletto di Genova: il quartiere costruito in salita, dove per spostarsi si usano ascensori pubblici. Ti raccontiamo come arrivare in alto senza fatica e cosa vedere una volta lassù.

Genova si arrampica sulle colline, e Castelletto è la prova più chiara di questa vocazione verticale. A pochi minuti dal centro storico, il quartiere si raggiunge con ascensori pubblici che dal 1909 portano residenti e visitatori dal livello del mare fino a 80 metri di quota, tra cabine in legno d’epoca e terrazze panoramiche. In questo articolo ti spieghiamo come muoverti tra i diversi ascensori, quali punti di vista scegliere e come arrivare fin lassù.

Alla scoperta di Castelletto

Castelletto occupa le alture sopra il centro storico di Genova, tra i quartieri di Prè, Maddalena, Portoria e San Vincenzo verso il mare, e Oregina e la Val Bisagno sugli altri lati. Fino all’Ottocento questa zona restava fuori dalle mura cittadine: campagna aperta, boschi, qualche convento e le ville di famiglie patrizie genovesi che qui cercavano aria e quiete lontano dal porto.

La trasformazione arriva nel 1825, quando l’urbanista Carlo Barabino disegna il piano di espansione residenziale della collina. I primi edifici sorgono lungo le vie Assarotti, Palestro e Caffaro, e negli anni Ottanta dell’Ottocento il sindaco Andrea Podestà fa realizzare la circonvallazione a monte, il sistema di viali che ancora oggi collega i diversi punti della collina tra loro.

Oggi Castelletto è considerato uno dei quartieri residenziali più richiesti della città, per la vicinanza al centro e per le scuole, i centri sportivi e i parchi urbani presenti sul territorio. Le vie sono ampie e alberate, con palazzi borghesi di fine Ottocento e inizio Novecento e le tipiche pavimentazioni in mattoni rossi. In diversi punti della collina si possono percorrere le creuze, i sentieri lastricati che collegavano il quartiere al centro prima della costruzione degli ascensori: un modo diverso di salire, a piedi, tra muretti e giardini privati.

Cosa vedere nel quartiere Castelletto di Genova

Il punto di forza del quartiere Castelletto di Genova è la combinazione tra impianti di trasporto storici e punti panoramici: gli ascensori non sono solo un modo per arrivare in quota, ma parte dell’esperienza stessa. Ecco le tappe principali da mettere in programma.

L’ascensore di Castelletto Levante

È l’impianto più antico della città, inaugurato nel dicembre 1909 su progetto dell’ingegnere Carlo Bagnasco. Parte da Piazza del Portello, a circa 200 metri da via XX Settembre e dal Teatro Carlo Felice, e sale di 57 metri fino al belvedere Montaldo. Le due cabine originali in legno, ciascuna da 25 persone, sono ancora in funzione e la stazione di arrivo è ospitata in un chiosco vetrato in stile Liberty, uno degli elementi architettonici più fotografati del quartiere.

Il servizio è attivo dalle 6:40 fino a mezzanotte e una corsa singola costa 1,20 €. È il modo più comodo e veloce per raggiungere la spianata panoramica partendo dal centro.

La spianata Castelletto

È la terrazza panoramica più conosciuta di Genova, a 80 metri di quota sulla collina dove per circa mille anni sorgeva l’antica fortezza che ha dato il nome al quartiere, demolita alla fine dell’Ottocento. Dalla ringhiera, ombreggiata da pini marittimi, la vista spazia sui tetti in ardesia del centro storico, sul Porto Antico e sulla Lanterna, fino al promontorio di Portofino a est e alle Alpi Marittime a ovest nelle giornate più limpide.

Un pannello vicino alla balaustra aiuta a identificare i monumenti principali visibili da lì. L’accesso è libero e gratuito 24 ore su 24, sia arrivando con l’ascensore di Castelletto Levante sia salendo a piedi dalle creuze.

Il Castello D’Albertis e l’ascensore di Montegalletto

Per raggiungere questa parte del quartiere si usa un impianto diverso, l’ascensore Castello d’Albertis-Montegalletto, costruito nel 1929. Parte da via Balbi, vicino alla stazione di Genova Piazza Principe, percorre circa 250 metri in orizzontale su binari come una funicolare e poi risale un dislivello di circa 100 metri.

Porta direttamente a Corso Dogali, davanti al Castello D’Albertis, la residenza neogotica costruita tra il 1886 e il 1892 dal navigatore ed esploratore Enrico Alberto D’Albertis. Oggi ospita il Museo delle Culture del Mondo, con le collezioni etnografiche raccolte dallo stesso D’Albertis durante i suoi viaggi in America, Africa, Asia e Oceania.

Il Museo delle Culture del Mondo

Il museo è nato dalla collezione personale di Enrico Alberto D’Albertis, navigatore, fotografo e collezionista genovese che tra Ottocento e primo Novecento viaggiò in America, Africa, Asia e Oceania, riportando a Genova migliaia di oggetti etnografici. Alla sua morte, nel 1932, il castello e le collezioni furono donati alla città

Il percorso museale è organizzato per aree geografiche e racconta usi, riti e tecniche artigianali di popolazioni extraeuropee attraverso maschere, strumenti, tessuti e reperti fotografici d’epoca, molti dei quali raccolti direttamente da D’Albertis durante le sue spedizioni.

Le sale conservano anche l’arredamento originale della residenza, con la biblioteca e lo studio del proprietario aperti al pubblico.

Come arrivare al quartiere Castelletto

Il modo più semplice per raggiungere il quartiere dal centro città è prendere uno degli ascensori pubblici: quello di Castelletto Levante da Piazza del Portello, oppure quello di Montegalletto da via Balbi, entrambi collegati alla rete di trasporto urbano di Genova con lo stesso biglietto usato per bus e metro. In alternativa, si può salire a piedi lungo le creuze che partono da diversi punti del centro storico.

Se viaggi in auto, Castelletto si raggiunge tramite la circonvallazione a monte, la strada che collega i vari punti della collina; da qui alcuni accessi permettono di arrivare direttamente in prossimità della spianata, anche se i posti auto in zona sono limitati. Per semplificare la ricerca di un posteggio, può essere utile scaricare un’app che segnala il parcheggio convenzionato più vicino, così da evitare di girare a vuoto tra le vie strette della collina.